In un mese la stretta finale: lo svizzero è in scadenza di contratto, ma potrebbe anche fare il secondo. Tra gli altri nomi Lunin, secondo di Courtois al Real e Martinez dell’Aston Villa.
Ieri Guglielmo Vicario aveva le mani occupate: aprire l’ombrello per proteggersi contro la grandinata, che cade sulla testa del Tottenham da inizio stagione, è il suo lavoro del momento, non il più semplice nel Regno Unito. Contro l’Atletico ha lasciato l’utopia Champions e potrà così concentrarsi solo sull’essenza: evitare l’onta della retrocessione in Championship, seconda divisione inglese, e poi salutare un club e un campionato che hanno creduto in lui tre anni fa. All’Inter, che lo guarda da mesi con la stessa espressione ingolosita, non dispiace certo che gli Spurs precipitino, anche perché dalla crescita dei tormenti del portiere nel nord di Londra potrebbero ottenere vantaggi. Vicario è, infatti, l’obiettivo dichiarato per la porta, il primo di una lista in cui esistono altri nomi, ma nessuno con la forza di Guglielmo.
L’ex Empoli ha fatto sapere che, in linea generale, gradirebbe tornare in Italia e che, nello specifico, la Milano nerazzurra sarebbe il luogo ideale per ricominciare la carriera dopo quest’ultima frenata. Il rapporto ai minimi con il Tottenham e la voglia di ricostruzione del presidente Levy, ancora di più in caso di abisso nella serie inferiore, non fa altro che aumentare le possibilità di riuscita del piano. Di certo, l’Inter è pronta a muoversi dopo aver studiato attentamente il terreno: un mesetto, giusto il tempo di capire cosa succederà nella corsa allo scudetto italiano e alla salvezza inglese, e gli uomini mercato del club stringeranno sulla preda.
Anche in questa epoca disgraziata, il Tottenham è uno dei peggiori commensali con cui sedersi al tavolo di una trattativa: il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio ricordano bene la rigidezza ai tempi di Eriksen. Stavolta potrebbe esserci un po’ più di elasticità, ma molto dipenderà dal prezzo fatto in partenza: Vicario ha un contratto fino al 2028 e costerebbe tra 15 e 20 milioni, cifra “aggredibile”, nonostante sia un classe 1996 e compirà 30 anni a novembre.