Il mercato nerazzurro prende quota dopo l’annuncio di Provedel e la chiusura per Khalaili: serve rinforzare il pacchetto arretrato dopo le partenze di De Vrij e Acerbi.
La questione difesa, ora che anche l’affare Khalaili è stato chiuso, sta diventando centrale. La porta è stata blindata e la doppia mandata l’ha data l’arrivo di Ivan Provedel, mentre la fascia destra ha un nuovo titolare. Adesso per l’Inter è necessario tornare a guardare lì dietro, dove non ci sono più né Francesco Acerbi né Stefan De Vrij e dove bisognerà quindi intervenire con un paio di rinforzi: uno sicuramente pronto subito, un titolare aggiunto che riesca a garantire tempi d’inserimento in squadra rapidi, che sappia gestire la Serie A ma anche la Champions. Insomma, un profilo brillante e maturo che, attenzione, non significa necessariamente over 30 come i due che hanno lasciato per il contratto scaduto; non è una questione anagrafica ma il primo dei due rinforzi in difesa non potrà essere di certo un novellino. Magari sarà una novità “Mondiale”. Un centralone ancora impegnato a inseguire la Coppa più ambita. Magari sarà Trevoh Chalobah.
L’inglese del Chelsea continua a riempire i pensieri dell’Inter. E viceversa. Nella testa di Chalobah, sullo sfondo in cui dominano (per forza di cose adesso) i Tre Leoni, ci sono il nero e l’azzurro. Da settimane, saputo del rinnovato interesse dell’Inter nei suoi confronti, il difensore ha dato presto la sua totale apertura a un trasferimento a Milano che in altre sessioni di calciomercato ha soltanto sfiorato. Ma se su questo asse l’idillio è assodato, il problema è sul fronte londinese. La valutazione di 40 milioni del Chelsea non apre certo un’autostrada verso una rapida fumata bianca ma l’Inter è pronta a lavorare di fino e di pazienza. L’operazione Khalaili è stata un’altra recentissima dimostrazione del fatto che la volontà di un calciatore ancora riesce ad avere un certo peso specifico nelle trattative. Certo, il Chelsea non è il Saint-Gilloise ma puntare a un ridimensionamento di quella richiesta non è utopia.