Fin qui sono 89 i centri trovati dalla squadra di Chivu tra tutte le competizioni, ma per la prima volta in Coppa Italia non ne sono arrivati.
L’Inter s’è arenata sulla riva del lago. Il miglior attacco del campionato – 64 reti in Serie A, 89 stagionali – ha salutato Como senza tirare in porta e senza costruire occasioni di rilievo. Una notizia da primo piano visti i mesi precidenti. Soprattutto perché la produzione offensiva nerazzurra è sempre stata ai vertici di tutte le statistiche. Domanda: merito del Como, capace di stravolgere in parte un sistema ormai riconoscibile inserendo tre mediani a tutto campo, o demeriti dell’Inter? Difficile.
Forse la prima, visto il piano gara di Fabregas, ma è anche vero che la banda Chivu s’è presentata al Sinigaglia con dieci giocatori diversi rispetto al 2-0 contro il Genoa (ha resistito solo Carlos). E senza due attaccanti, entrambi infortunati (Bonny e Lautaro). Da qui la scelta di preservare Thuram in vista del derby e giocare con Diouf accanto a Esposito.
Intanto, i numeri: l’Inter ha chiuso la terza partita dell’anno senza segnare. Era già successo contro il Milan in Serie A e col Liverpool in Champions. I dati della semifinale d’andata di coppa indicano che i nerazzurri hanno sofferto di più nel primo tempo, col 60% di possesso palla a favore del Como e le due occasioni nitide confezionate da Paz e Vojvoda, e provato ad alzare la testa nella ripresa. Tuttavia, le chance non sono arrivate. Almeno non di manovra: solo un palo di Darmian a inizio secondo tempo da posizione defilata, anche se probabilmente voleva crossare. A Como l’Inter ha toccato la sfera nell’area avversaria solo 12 volte. Un’anomalia vista la Serie A, dove comanda la statistica davanti a tutti (959 tocchi).