Dopo gli schiaffoni presi col Belgio, il ct ha rivoluzionato l’undici titolare e trovato un risultato incredibile alla vigilia. Promossi a pieni voti i nuovi, mentre Mancini sembra aver ripreso la strada del 2021.
Bellissima la notte turca. Quasi magica. Da tempo l’Italia non giocava così e non era facile dopo la nottataccia con il Belgio. Ma questo calcio capovolge tutto in un giorno: la Germania ko con la Grecia, la Norvegia con il Portogallo, e succede che gli azzurri prendano a schiaffoni la Turchia dentro il coccodrillo in lacrime di Bursa. Un 4-1 che non racconta tutta la partita. Un primo tempo da “final four” di Nations, e il 3-0 ci stava stretto tanto era il dominio. Il secondo a subire, ma con il colpo di Pio Esposito calmava subito i bollenti spiriti di rimonta turca ispirati da Guler e Baris Yilmaz.
Abbiamo sofferto, ma ci prendiamo un risultato incredibile, i nuovi che incantano, Kayode migliore in campo e goleador, e le scelte di Mancini. Il ct è ispirato come ai tempi belli: formazione, cambi, variazioni tattiche. Siamo e restiamo tutti manciniani, viaggiando a vista perché non siamo i peggiori del mondo, ma non illudiamoci di aver risolto tutti i problemi. Intanto il quarto posto s’allontana. Ora c’è la Francia che dovrebbe dare la misura più esatta dell’Italia tra gli estremi di Belgio e Turchia.
Estremo è anche Mancini che ne cambia otto, ricevendo le risposte attese. Rischia perché, complice il maltempo, non ha neanche provato la squadra, ma l’intuito non lo tradisce. Immaginate una difesa con Kayode, Scalvini, Bastoni e Ruggeri, altro nuovo: interessante quanto enigmatica.
Bene al centro, perché cadono i pregiudizi su Tonali centrale suoi, di Gattuso, di Spalletti: ma se gioca così in Premier, perché non con l’Italia? Ai lati, Frattesi e, a sorpresa, Fagioli. Il progetto è chiaro: come nel 2021 un incursore alla Barella (Frattesi) e due che palleggiano. Ancora più osé l’attacco con Raspadori e i due Esposito: sì, debutta anche Seba a sinistra, il terzo alla “prima” azzurra. Va benissimo perché le gambe vanno a mille, l’atteggiamento è offensivo e aggressivo, e la Turchia inguardabile.