Lo svizzero: “In nerazzurro mi sento sempre al sicuro, dobbiamo migliorare in Europa. Il Mondiale? Potevamo vincerlo, è una ferita aperta”
Nella pancia del San Nicola, dopo aver battuto il Betis nell’ultima stramba amichevole ferragostana a Bari, Manuel Akanji non fa altro che accarezzarsi la testa appena rapata: non ci sono più le treccine, ma scorre un fiume di pensieri per la nuova stagione nerazzurra. Sarà emotivamente diversa con a fianco John Stones, fratello appena ritrovato e subito in gol.
“È stato un secondo tempo impegnativo, ma sono contento. Non credo che ci vorrà molto per tornare al 100%, anche perché sono stato in vacanza per tre settimane e, come faccio normalmente, ho continuato comunque ad allenarmi. All’inizio ho corso molto e fatto palestra, e da quando i miei compagni sono tornati dalla tournée lavoriamo insieme sul campo. Adesso non vedo l’ora di fare sul serio col Monza: un’altra stagione è un nuovo inizio”.
“Sì, dovevo farlo. Avevo bisogno di cambiare. Mi sento bene e la maggior parte delle persone dice che sembro un po’ più giovane, quindi non è male visto che ho 31 anni…”.
“È stato divertente perché, proprio il giorno in cui è stato confermato il suo arrivo, poche ore prima io e mia moglie abbiamo incontrato sua moglie in spiaggia a Ibiza. Pura coincidenza. Siamo amici e abbiamo fatto delle vacanze insieme e lei ci ha detto: “Mi sa che alla fine verremo…”. Poi, qualche ora dopo, a casa vedo il messaggio di John. Adesso sto cercando di fargli conoscere l’Inter. Gli spiego tutto, provo a tradurre, l’altro giorno l’ho portato anche al ristorante. Ma è un ragazzo super, si adatterà in fretta”.