L’ex rossonero: “Non vedo squadre imbattibili in Serie A. Rafa resta uno dei più forti ma deve capire cosa vuol fare. Da grande tifoso quale sono spero che si possa trovare in fretta l’equilibrio giusto”
Per nove stagioni ad attaccare sulla fascia, Serginho apprezza il nuovo Milan in costruzione, animato da una spinta offensiva. In 281 partite rossonere, e 24 gol, Serginho ha vinto uno scudetto, due Champions, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana: il Milan di oggi è impegnato nella ripartenza, distante dalla grandi d’Europa ma – spiega lui- sullo stesso piano delle big del campionato. Opinione che il brasiliano si è costruito seguendo la squadra da molto vicino, nella tournée tra Australia e Asia in veste di Legend rossonera.
“Direi che soprattutto piace alla dirigenza, ed è quello che conta. Per fare un investimento simile sono certo che sia stato studiato in ogni mossa e in ogni partita. Avere speso tanto significa riconoscergli un grande talento. La qualità è innegabile, è stato ritenuto all’altezza della maglia del Milan. Ora deve diventare un giocatore ‘da San Siro’, stadio difficile per tutti. Io tifo per lui”.
“La domanda dovrebbe essere un’altra: cosa intende fare Rafa del suo futuro? Qualsiasi cosa deciderà, dovrà esserne convinto. Resta uno dei più forti della squadra, anche se con i suo limiti. Credo che il rendimento della scorsa stagione sia stato pregiudicato dal modulo, non ha le caratteristiche da punta che gioca spalle alla porta, con un difensore avversario sempre attaccato. Con Amorim e il nuovo modulo può starci eccome. Ribadisco: va capito cosa vuol fare lui. Se ha voglia di impegnarsi di nuovo gli basterà poco anche per riconquistare il pubblico”.