“Gli Stati Uniti possono vincere il Mondiale”: ora pure Trump mette pressione a Pulisic

Il fantasista rossonero è passato dai problemi al Milan a quelli degli Usa, eliminati da Panama in semifinale di Concacaf Nations League. Pochettino ha rivelato la richiesta del presidente.

Chiedere per informazioni a Christian Pulisic (e a Yunus Musah), che magari era volato negli Stati Uniti con l’idea di staccare almeno qualche giorno dalle turbolenze rossonere e respirare un po’ d’aria fresca in nazionale.

Finita perché gli Usa, di cui Christian è capitano e icona globale, sono andati al tappeto contro Panama nelle semifinali – a gara unica – della Concacaf Nations League. Addio finale, ci sarà solo la sgradevole appendice di quella per il 3° posto. In casa, di fronte agli sguardi allibiti dei 70mila del SoFi Stadium di Inglewood (California), gli uomini di Pochettino sono caduti al minuto numero 94, confermando il pessimo momento storico della nazionale a stelle e strisce, reduce dall’eliminazione dello scorso giugno in Coppa America già alla fase a gironi. Anche quella volta, tra l’altro, Panama era stata uno dei giustizieri.

Adesso pure Pochettino è nella bufera, anche perché considerati il suo curriculum e la sua esperienza, tutto il mondo calcistico americano esige da lui risultati concreti. Soprattutto per un motivo: l’anno prossimo gli Stati Uniti, assieme a Canada e Messico, ospiteranno il Mondiale, l’obiettivo è ovviamente fare la figura migliore possibile, e se queste sono le premesse c’è da preoccuparsi parecchio. Le critiche, che non risparmiano nessuno, sono feroci. E così Pochettino ha tirato in ballo direttamente il presidente Trump.  

Pressione che, va da sé, risulterà amplificata per chi indossa la fascia di capitano come Pulisic. Il Mondiale però arriverà al termine della stagione ’25-26 e l’auspicio dell’universo rossonero è che la prossima annata sia priva degli stenti vissuti in quella attuale. Pulisic è uno dei pochissimi rossoneri a garantire un rendimento eccellente, non risente delle problematiche collettive e ha già messo a segno 15 gol stagionali (più 7 assist), che lo rendono il capocannoniere della squadra e gli hanno già permesso di eguagliare il bottino personale migliore di sempre (col Milan dell’anno scorso).

Milan, con Okafor via serve un attaccante: assalto a Rashford, lo United apre al prestito

Per l’attaccante resta il nodo ingaggio. Il club rossonero intende rafforzarsi nella finestra invernale: la Champions ’25-26 non può sfuggire e in più ci sono i soldi della Supercoppa

In mezzo a una marea di “forse”, “vediamo”, “chissà” e retorica assortita che solitamente accompagna il mercato di gennaio (e non solo quello), va dato atto a Ibrahimovic di non aver fatto giri di parole: “Stiamo discutendo varie situazioni e qualcosa succederà”, ha detto il super consulente rossonero prima del derby di Supercoppa. E siccome metà gennaio si avvicina, è lecito attendersi un’accelerazione alle strategie di rinforzo della rosa rossonera.

Il Milan ha deciso di muoversi sul mercato essenzialmente per tre motivi. Uno: la rosa, nella sua profondità, presenta ancora alcuni deficit. Due: la qualificazione alla prossima Champions è il consueto imperativo categorico che garantisce l’autosostenibilità finanziaria, e al momento c’è un ritardo in classifica importante da colmare. Tre: il denaro portato in dote dalla Supercoppa (quasi dieci milioni, aumentabili di un ulteriore uno e mezzo se andrà in porto l’amichevole contro la vincitrice della Supercoppa araba) sono una sorta di “extra” budget da destinare al mercato. Extra in quanto non preventivato nelle proiezioni di bilancio. Un contesto che poggia su un dato di fatto evidente e progettuale: il club intende investire anche nel mercato di riparazione.

Due, essenzialmente, le zone del campo interessate. Attacco e mediana. Ma se fino a qualche settimana fa la priorità pareva andare a un centrocampista che potesse fungere da alter ego di Fofana, adesso i riflettori sono puntati soprattutto sul reparto avanzato. La partenza di Okafor sblocca la lista in entrata e l’ultimo nome caldo è anche il più affascinante. Marcus Rashford era un profilo di quelli off limits – anzi: di quelli che nemmeno prendi in considerazione – prima che lo United e il suo tecnico Amorim decidessero che potevano fare a meno di lui. Rashford è uno di quei nomi capaci di cambiare la scena in un ambiente che, fino alla finale di Riad, vagava nella depressione sportiva.

Fonseca: “Maignan e Theo out col Sassuolo”. Leao probabile dal 1′, Fofana-Reijnders non riposano

L’allenatore rossonero sulla sfida contro la formazione di B: “Mike fuori per un intervento ai denti, Hernandez per una contusione a un piede”. La difesa cambia: Sportiello in porta, Terracciano a sinistra. I due centrocampisti ancora dentro dall’inizio. Camarda andrà in panchina.

“Dobbiamo essere ambiziosi. Se vogliamo andare in finale, che deve essere il nostro obiettivo, dobbiamo vincere domani. Il Milan non vince questo trofeo da tanto tempo”. Paulo Fonseca alla vigilia di Milan-Sassuolo di Coppa Italia manda un messaggio chiaro: il Milan vuole prendere sul serio la Coppa Italia. Dovrà farlo giocando gli ottavi di finale senza Mike Maignan e Theo Hernandez. “Maignan non ci sarà per un intervento ai denti – dice Fonseca -. Anche Theo non ci sarà per una contusione al piede. Gli altri sono tutti pronti per giocare. Io metterò in campo una squadra per vincere”.

La gestione certo è complicata. Il Milan giocherà a tre giorni di distanza la partita di Coppa Italia e quella di campionato contro l’Atalanta, una delle prove più complicate della stagione: “Se non gestiamo bene la squadra e i giocatori potremmo avere dei problemi fisici e questo non lo vogliamo. Io ho fiducia in tutti i giocatori, ci sarà qualche cambio, ma sempre con l’obiettivo di vincere la partita. Dobbiamo essere noi a prendere per mano i tifosi e la squadra lo ha fatto nell’ultima partita. Con i tifosi al nostro fianco siamo più forti”. E allora, la difesa cambierà parecchio, con Sportiello e Terracciano al posto dei due assenti. Quindi non Torriani, non Bartesaghi o Jimenez: non sono attesi giovani dall’inizio. In mezzo, Fofana e Reijnders titolari come in 10 delle ultime 11 di campionato: non riposano mai. Davanti a loro, ci sarà Loftus-Cheek da mezzala-trequartista.

In attacco Chukwueze e Abraham sono attesi dall’inizio, Camarda comincerà dalla panchina, ma il grande tema è Rafa Leao. Rafa, dopo la sua altalena di partite dall’inizio e in panchina, dovrebbe essere titolare, anche se resta in sospeso la situazione-Okafor, con Noah che ha saltato la partita di Empoli per influenza. 

Il Milan si rituffa su Jonathan David: il piano per ridare a Fonseca il “suo” bomber

Ritorno di fiamma per l’attaccante canadese del Lilla esploso proprio con l’attuale tecnico rossonero: va a scadenza nel 2025, il suo l’entourage sonda i club europei, il Diavolo una destinazione gradita

C’è il Milan tra le possibili destinazioni di Jonathan David, l’attaccante del Lilla che il 30 giugno sarà svincolato, ma che già a gennaio potrà “promettersi” a un altro club firmando il nuovo contratto. I dirigenti francesi hanno provato e proveranno in tutti i modi a convincerlo a restare, ma finora non ci sono riusciti e, anche se il diretto interessato un mese fa non ha escluso categoricamente una permanenza al Lilla, la sensazione è che nel 2025 farà le valigie. L’entourage del giocatore (non solo il suo procuratore, ma anche un paio di agenti Fifa che lo stanno proponendo nei principali campionati del Vecchio Continente) nel frattempo è attivo alla ricerca di una destinazione che gli permetta di fare un salto di qualità. Visti i numeri delle ultime stagioni è una grande occasione.

David è uno dei profili noti in via Aldo Rossi perché negli scorsi mesi è stato monitorato con attenzione. Sia nell’estate 2023, quando il Diavolo tentò di prenderlo in prestito dopo che era saltato l’affare Taremi (e prima che sbarcasse a Milanello Jovic), sia la scorsa primavera: Ibrahimovic, Furlani e Moncada avevano di nuovo pensato a lui prima di spostare le loro attenzioni su Zirkzee e poi su Morata. Classe 2000, è nato a Brooklyn ma gioca per il Canada. 

È esploso con il Gent, nella stagione del Covid, ma si è confermato su grandi livelli soprattutto dopo il trasferimento al Lilla, nell’agosto 2020, per 27 milioni. Con i francesi è a quota 92 gol in 196 partite ufficiali: in Ligue 1 è sempre andato in doppia cifra con un massimo di 24 gol nel torneo 2022-23. Anche questo 2024-25 lo ha iniziato forte visto che è a quota 8 reti in 13 presenze, compresa la perla che ha steso il Real Madrid in Champions. Può fare sia la prima sia la seconda punta anche se è più tecnico (e rapido) che fisico (178 centimetri).

Per Bennacer spuntano Atletico e Marsiglia. E il Milan riapre alla soluzione Rabiot

Ai due club interesserebbe l’algerino (che non partirà per Roma, così come Jovic) in prestito. Se l’operazione si concretizzasse il club rossonero tornerebbe a bussare alla porta del francese, svincolato. Ma resta il nodo ingaggio

Dopo essersi portato a casa Abraham, il Milan potrebbe registrare ancora movimenti importanti nell’ultimo giorno di mercato. La notizia delle ultime ore riguarda Bennacer, per il quale c’è da registrare l’interessamento dell’Atletico Madrid. Un’operazione che, se andasse in porto, rientrerebbe nell’alveo del prestito. Stessa formula anche per il Marsiglia, altro club che si è fatto sotto nelle ultime ore. Isma e pure Jovic (ma pare per problemi fisici) dopo l’allenamento hanno lasciato Milanello e non partiranno con la squadra per Roma in vista della gara di domani con la Lazio.

Del futuro di Ismael lontano da Milanello si è parlato molto tutta l’estate, e le indiscrezioni sono aumentate negli ultimi giorni anche perché il centrocampista per tre volte non si era presentato agli allenamenti. La destinazione più probabile pareva l’Arabia, ma a un certo punto l’Al-Qadsiah ha reso noto di aver terminato gli slot per gli stranieri. Sembrava quindi che l’algerino fosse destinato a restare in rossonero, fino alle notizie provenienti da Madrid. Dialoghi in corso per verificare la fattibilità dell’operazione. Se la cosa andasse in porto, il Milan – perso Koné, preso dalla Roma – andrebbe con vigore su Rabiot, libero da contratti (e quindi senza urgenza assoluta di essere prelevato entro la giornata odierna). In questo caso però lo scoglio sarebbe l’ingaggio, ritenuto ancora troppo alto dal Diavolo.

Leao, un altro flop in una gara che scotta: tutte le contraddizioni di una stella che non brilla

La doppia sfida con la Roma è stata una delle recite più brutte del portoghese in rossonero, nonostante le belle premesse a parole. Tra fischi, ambizioni e una clausola da top player, il portoghese resta un’incompiuta

Stefano Pioli ha smarrito, forse definitivamente, i fili con cui manovrare la sua squadra, ma ultimamente ha rimarcato più volte un concetto di una verità assoluta: “Quando le gambe non girano, il più delle volte non è una questione atletica, ma mentale. È la testa che governa i muscoli”. La frase è piuttosto utile per ripercorrere la partita di Leao all’Olimpico, dove lo abbiamo visto sbagliare situazioni che nemmeno in Sunday League. Passaggi sbagliati in completa solitudine, cross sbilenchi come se i piedi di Rafa fossero diventati blocchi di cemento e non le pantofole di velluto con le quali siamo abituati a vederlo. Testa, quindi: se dentro non sei sereno, fuori diventa un disastro.

Il problema, però, è il solito. Ed è ciò che poi gli viene rimproverato da buona parte dei tifosi e degli addetti ai lavori: quando la squadra arranca e non trova l’interruttore, se la luce non la accende colui che ha le qualità maggiori, allora chi deve farlo? Perché è vero che i singoli si esaltano quando il gruppo gira come si deve, ma è vero anche il contrario: ai singoli di alto livello è legittimo chiedere di prendere per mano il gruppo. Dei 180 minuti di Rafa contro la Roma in coppa rimarrà sostanzialmente il rosso provocato a Celik. Il resto è un’infilata di vorrei ma non riesco. Una frustrazione che ha prodotto una sfilza di cross in area banali, un calcio di quarant’anni fa dove le colpe del giocatore e del tecnico vanno a braccetto.