Chivu è a +7 e ha solo la Coppa Italia in più da allenare. Allegri deve fare filotto e sperare in uno stadio che già due volte è stato amarissimo per i cugini.
E adesso? E adesso abbiamo un campionato. Il Milan risale a -7 e, con 10 giornate da giocare, può pensare di riaprire un tavolo di discussione per lo scudetto. Abbiamo visto rimonte più clamorose di questa. Sì, ma com’è il calendario? Quali sono i passaggi più importanti dei prossimi due mesi e mezzo? Subito una premessa: l’uscita dell’Inter dalla Champions livella la fatica. Chivu allenerà solo una o due partite più di Allegri: la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Como del 21 aprile e l’eventuale finale del 13 maggio.
Milan e Inter incontreranno tre squadre di alta classifica a testa. L’Inter avrà Atalanta, Roma e Como. Il Milan avrà Napoli, Juventus e Atalanta. Parità. La differenza però è nei momenti. Detto chiaro: il Milan è quasi obbligato a recuperare diversi punti entro il 12 aprile. Nelle prossime quattro giornate, con la sosta per le nazionali a spezzare, Allegri giocherà a Roma con la Lazio (domenica alle 20.45), poi in casa col Toro, a Napoli e in casa con l’Udinese. L’Inter avrà l’Atalanta in casa (sabato alle 15), la trasferta a Firenze, la Roma in casa e la trasferta col Como. Una particolarità: l’Atalanta giocherà contro l’Inter in mezzo alle due partite con il Bayern in Champions… e questo non fa contenti i milanisti.
La logica dice che, se l’Inter difenderà il vantaggio e non porterà il Milan in scia, avrà lo scudetto in mano. Chivu infatti da metà aprile in avanti avrà Cagliari, Torino, Parma, Lazio e Verona, prima dell’ultima giornata con il Bologna. Il Milan, in quel mese abbondante, giocherà con la Juve e l’Atalanta – più complesso – ma con un vantaggio: entrambi gli impegni saranno in casa. Insomma, Allegri ha pochi calcoli da fare: deve fare filotto, vincere tutte le partite o quasi e mettersi davanti alla tv a guardare (e magari “gufare”) l’Inter. Rimonta non impossibile, ma difficile.