Inter furibonda, nel mirino l’arbitraggio e il clima post caso Bastoni: i retroscena

I neroazzurri hanno mal tollerato le decisioni di Manganiello della partita con l’Atalanta. Le parole a bordocampo, l’incontro della dirigenza con gli arbitri, la strategia del silenzio

Nicolò Barella scatta dalla panchina, incredulo e infuriato, quando l’arbitro Manganiello indica il centro del campo a seguito del controllo Var. Un caso ha appena scosso la volata scudetto. In quel momento, mentre l’Atalanta esulta timidamente sotto alla pioggia incessante, l’Inter tutta esplode come un vulcano che spara lapilli incandescenti. Il più agitato è Cristian Chivu, mai visto così furibondo, che si allontana dall’area tecnica e becca prima il giallo e poi il rosso, urlando anche ripetutamente al quarto uomo Collu: “Era fallo, era fallo”.

Irrefrenabile. Dumfries intanto non si capacità di ciò che sta osservando. Si inginocchia, quasi supplica l’arbitro di rivedere una decisione che ritiene assurda: giura e mima di aver perso l’equilibrio sull’azione del gol di Krstovic perché toccato a una gamba da Sulemana. Alza più volte il piede, quasi per mostrare la prova di un torto subìto.

Protesta con convinzione anche Josep Martinez, il secondo portiere. Ma è solo il primo atto di una rappresentazione caotica e nervosa. Passano pochi minuti e Scalvini colpisce in area di rigore Frattesi, proprio il calciatore subentrato a Barella. L’Inter chiede a gran voce il rigore con Aleksandar Kolarov a guidare ora la contestazione, mentre dalle tribune di San Siro si levano cori ostili contro l’arbitro Manganiello. Anche qui, silent check con Lissone.

E il Var, Gariglio (dismesso dalla Can, nel 2023, dopo appena 19 gare di A in sei stagioni, e poi ”promosso” al Var) , convalida la decisione di campo: si ritiene che non ci sia chiaro errore. Il risultato non cambia più, finisce 1-1. E forse il campionato si riapre davvero. Lo stadio fischia, buona parte della squadra accerchia l’arbitro per chiedere chiarimenti. Tutto per fortuna rimane nei confini di una conversazione civile. Si affaccia anche Pio Esposito, che ha segnato un gol non sufficiente per vincere la partita. “Perché?”, domanda e si domanda. Manganiello spiega a Dumfries di essere sicuro di non aver sbagliato, ha visto solamente una leggerissima spinta e non l’incrocio delle gambe.