Ecco che fine ha fatto il miglior marcatore rossonero del decennio

Il colombiano dieci anni fa era già a 14 gol e chiuse a 18 in campionato: nessuno così dopo di lui. Ricordiamo perché arrivò al Milan (quella richiesta di Galliani…) e che cosa fa ora nella vita: è tornato a casa.

“Trovatemi un centravanti da 20 gol”. Così parlò Adriano Galliani nella primavera del 2015 – deve essere stato maggio, giorno più giorno meno – e i suoi uomini dello scouting presero atto: niente esperimenti, contava l’almanacco. Tornarono alla riunione successiva con due nomi: Jackson Martinez del Porto e Carlos Bacca del Siviglia. Le svolte nei misteriosi vicoli del mercato portarono alla decisione: Jackson Martinez andò all’Atletico Madrid (una storiella estiva, a gennaio era già in Cina), mentre il Milan prese Bacca. Isolato, essenziale, brutto da vedere. In compenso, terribilmente fedele alle promesse: un anno dopo, aveva segnato 20 gol tra campionato e coppe, come da richiesta di Galliani. I milanisti lo hanno rispettato sempre, amato follemente mai, ma vent’anni dopo lo rimpiangono. Tecnicamente, forse. Numericamente, sicuro.

Bacca in quel 2015-16 segnò 18 volte in campionato: terzo nella classifica marcatori dopo Higuain e Dybala. A inizio aprile, era già a 14, compreso un gol nel derby di ritorno. Nessuno ha fatto meglio in questi anni, nemmeno Giroud che come giocatore gli è superiore. Non Leao, Pulisic, Gimenez, Nkunku, Fullkrug, gli attaccanti di oggi. Bacca faceva gol con buona regolarità alle piccole e aiutò il Milan con un picco di rendimento tra dicembre e febbraio: 7 gol in 10 giornate. Il contrario di quanto accade ora.

Ma che fine ha fatto Bacca? Gioca ancora, a 40 anni compiuti. E’ tornato in Colombia nel 2022 e continua a vivere sul filo del fuorigioco per il Junior Barranquilla, la squadra della sua città, con cui aveva giocato già tra 2009 e 2011. L’ultimo gol è di maggio, poi un problema a un tendine lo ha bloccato e in questa stagione più che altro ha guardato. Con la nazionale colombiana ovviamente ha chiuso da tempo ma, guardandosi indietro, rivede una carriera cominciata a Barranquilla controllando biglietti sugli autobus e continuata tra Belgio, Spagna e Italia con oltre 300 gol.