Fuori per 3-4 settimane, l’argentino non raggiungerà il numero minimo di partite necessarie per farlo diventare ufficialmente di proprietà del club di Atletico Madrid. I club tratteranno in estate, ma alla fine potrebbe tornare utile pure a Spalletti.
Adesso è ufficiale: Nico Gonzalez non raggiungerà il numero minimo di presenze per far scattare l’obbligo di riscatto a 32 milioni da parte dell’Atletico Madrid. In realtà, il club spagnolo aveva già deciso da tempo di non investire sull’argentino la cifra pattuita lo scorso agosto con la Juve, ma a togliere tutti dall’imbarazzo è stato il terzo infortunio muscolare stagionale registrato dal giocatore, che lo terrà fuori per 3-4 settimane. Fermo a quota 16 presenze da almeno 45′ in Liga, Nico Gonzalez avrebbe dovuto raggiungerne 21 per diventare ufficialmente un calciatore dell’Atletico. E con questo stop, mancando 6 giornate al termine del campionato, sarà impossibile centrare il traguardo.
Da tempo, comunque, i Colchoneros e la Juve erano consapevoli che il futuro dell’argentino si sarebbe dovuto ridiscutere a fine stagione. Troppi, nei pensieri degli spagnoli, i 32 milioni pattuiti, per un calciatore che pure è apprezzatissimo da Simeone, ma nel cui ruolo c’è una foltissima concorrenza (da Lookman a Baena, fino a Thiago Almada). La stagione di Nico Gonzalez, al netto dei tre infortuni muscolari di cui è stato vittima, è stata comunque positiva: quasi 2.000 minuti giocati, 21 presenze complessive tra campionato, Champions e Coppa del Re (queste ultime due competizioni non utili ai fini dell’obbligatorietà del riscatto) e 5 gol complessivi.
Ecco perché la Juve, nella trattativa, partirà da un richiesta di una trentina di milioni, mentre gli spagnoli, che sanno che l’esterno argentino in estate avrà un residuo nel bilancio bianconero di poco più di 20 milioni e che il suo peso tra ammortamento e ingaggio (3,6 milioni netti, 4,72 lordi grazie al Decreto crescita) è di circa 12 milioni all’anno, non vorrebbero andare oltre la ventina. Sarà un bel braccio di ferro.