Kayode, il giorno dei sogni! Prima riceve la chiamata di Mancini, poi col Brentford fa a pezzi il Chelsea

L’esterno azzurro riceve la chiamata in Nazionale che aspettava da tanto tempo, poi fa un partitone contro i Blues sempre più in crisi

Difficile dire quale sia la torta e quale la ciliegina, per Michael Kayode. Nel pomeriggio ha ricevuto la conferma della tanto attesa prima chiamata in Nazionale della sua carriera, premio strameritato per la crescita enorme che questo 22enne ha fatto nel suo anno e mezzo in Premier League.

In serata ha aiutato il suo Brentford a fare a pezzi il Chelsea, un 3-0 che manda i Blues all’inferno con la peggior sconfitta della stagione e le Bees e il loro piccolo ma caldissimo (nonostante la temperatura) stadio in paradiso, con la seconda vittoria in stagione che significa 9 punti in classifica e 5 gare su 5 senza perdere. Kayode è uno degli idoli della tifoseria del Brentford: nel giro di campo dopo il trionfo, tra i tifosi esultanti sono spuntate anche le bandiere (compresa quella italiana) di questa iperproduttiva multinazionale di cui il neoazzurro è uno dei simboli. 

Kayode aspettava da tempo la chiamata della Nazionale. Ci ha sperato a lungo anche nella passata stagione, quando nei primi mesi del 2025-26 è rimasto nella conversazione per il miglior terzino destro della Premier. Perché ha carisma e personalità, capacità di difendere e di essere un fattore in attacco, ben oltre quelle rimesse laterali da record con cui gli piace creare il caos nell’area avversaria, anche adesso che per regolamento non può più asciugare il pallone prima di prendere la rincorsa e scagliarlo a oltre 30 metri di distanza, nel cuore dell’area avversaria. Kayode, che ha giocato 31 partite in Serie A con la Fiorentina prima di spiccare il volo per Londra e per la Premier League, si è meritato l’azzurro perché ha dimostrato di poter essere protagonista nel campionato più difficile del mondo, perché ci è cresciuto dentro fino a sentircisi a casa. Così tanto che la scorsa estate si era parlato per lui di una corte serrata dell’Inter, prima della decisione di rinnovare col Brentford fino al 2032.