Il derby di sabato e il Feyenoord martedì in Champions dovranno essere affrontati con animo diverso.
Roma chiama, Milano sonnecchia. Risponde soltanto l’Inter, con molta fatica e altrettanta fortuna. Va bene che uno dei massimi godimenti dei tifosi è vincere su autogol allo scadere, ma a Venezia si è esagerato, le autoreti sono state due, di Moreno e di Halhal, nel quarto d’ora finale, agli ultimi chilometri di una partita che la squadra di Davide Nicola a un certo punto avrebbe potuto vincere, e nel caso non ci sarebbe stato scandalo. Il Venezia ha scosso una traversa, si è visto annullare due gol per fuorigioco, uno dei quali per mezza spalla, e ha fallito con Busio, a quattro passi dalla porta, la chance del possibile 1-0. L’Inter ha combinato poco.
Si è limitata a far valere la superiorità fisica e tecnica sul lungo periodo. Quando al Venezia, depresso dallo sciupio di reti, sono calate le difese immunitarie, l’Inter con cinismo ha abbattuto gli avversari. Sono bastati due cross da sinistra, uno su corner, e i relativi sfigatissimi tocchi dei difensori di casa, per racimolare i tre punti e rimanere in cima alla classifica, assieme alla Lazio. L’Inter ha vinto, viva l’Inter, ma la prestazione è stata mediocre, a Chivu non manca il materiale su cui riflettere.
Solito approccio svagato dei campioni d’Italia, una costante della prima parte di stagione: nasino all’insù, presunzione di superiorità. Per contro, Venezia sul pezzo. Nicola ha ristretto gli spazi con Sohm falso regista davanti alla difesa, più guardiano che altro. Il gioco lo sviluppavano le mezzali, Perez e Helgason, specie questi sul centro-sinistra. Esterni bloccati per una linea di fatto a cinque.
L’Inter attaccava con lentezza, si infrangeva sul muraglione arancioneroverde. Giusto sulle fasce trovava sfogo, in particolare sulla destra con Diouf, titolare della corsia, e con Thuram a sprazzi. L’Inter ha avuto un’unica vera palla gol, Carlos Augusto ha verticalizzato per Bonny, ma Filip Stankovic in uscita bassa ha detto di no. La contabilità del primo tempo ha premiato il Venezia.