A San Siro sbarca la squadra di Slot, in difficoltà e alle prese con il caso Salah. I nerazzurri recuperano tutti e, soprattutto, hanno la ThuLa nella forma migliore
Tempo di storie europee, tempo di grandi svolte. E pazienza per il contro-sorpasso del Napoli, che è tornato primo in Serie A. L’Inter prova ad alzare il livello, cavalcando la scia della roboante vittoria contro il Como e l’effetto San Siro che l’ha spinta spesso oltre i propri limiti: il Liverpool, incendiato da risultati altalenanti e dalla rumorosa polemica innescata da Mohamed Salah, è un test di qualità ed efficacia che Chivu aspetta con serena trepidazione, se perdonate l’ossimoro. Perché il bivio stavolta è un’occasione, più che uno spauracchio. L’eventuale vittoria eliminerebbe “la maledizione degli scontri diretti”, come direbbe l’allenatore in riferimento alle quattro partite che ha perso contro le grandi squadre in Italia e in Europa, e soprattutto avvicinerebbe di molto la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League, traguardo per niente scontato in una competizione ricca e incerta.
Il ko di Madrid, maturato per colpa di una disattenzione al minuto 93, ha ritardato il verdetto ma non sconquassato la classifica: l’Inter è quarta, quindi in piena zona nobile, con 12 punti. Lo scorso anno per entrare tra le otto privilegiate ne sono bastati 16. Significa che mancano una vittoria e un pareggio nelle ultime tre giornate (dopo il Liverpool, arrivano Arsenal in casa e Borussia Dortmund fuori) per ottenere il pass desiderato, che accorcia il tracciato europeo di due spigolosissime tappe intermedie (i playoff) costate carissime a Juventus, Milan e Atalanta nell’edizione 2024-25.