Como, Nico Paz può restare. A un passo Couto del Dortmund

L’argentino vorrebbe rimanere un altro anno con Fabregas per giocare in Europa da protagonista, da Madrid arrivano le prime aperte. Scatto per l’esterno del Dortmund.

Il Como non si vuole fermare. Dopo l’incredibile qualificazione Champions ottenuta al secondo anno di Serie A, i lariani puntano sempre più in grande. La prossima sarà una stagione complessa: il doppio impegno settimanale metterà alla prova la rosa, per questo già in queste fasi preliminari di mercato (ufficialmente la finestra per i trasferimenti aprirà il 29 giugno) il ds Ludi si sta muovendo per rinforzare e allungare la rosa messa a disposizione di Cesc Fabregas. 

Il primo obiettivo però non sarebbe un nuovo acquisto. A Como, ormai da settimane, sta andando in scena un’opera collettiva di persuasione per convincere Nico Paz a restare un altro anno sulle sponde del Lago. Un tentativo reso possibile dalla Champions conquistata all’ultima giornata, che ha cambiato totalmente le prospettive del club. L’argentino soltanto qualche settimana fa pensava che la sua avventura italiana fosse arrivata al termine: il richiamo del Real Madrid, forte di una clausola di riacquisto da 9 milioni di euro, riecheggiava nella testa del classe 2004. 

Ora però lo scenario sembra essere cambiato: Nico avrebbe chiesto di poter restare un altro anno a Como per giocare anche in Europa da protagonista. E da Madrid, per la prima volta, arrivano aperture in tal senso. L’arrivo, ormai quasi certo, di Bernardo Silva affollerebbe ulteriormente la trequarti del Real, dove Paz dovrebbe sgomitare non poco per trovare spazio. E allora la possibilità di un’altra stagione in Serie A prende quota. Anche perché il Real ha la possibilità di riportarlo a casa anche nella prossima stagione, pagando un solo milioni in più dispetto ai 9 della clausola per quest’estate.

Dov’è lo spirito olimpico? Caos in Argentina-Marocco: inno fischiato, invasione. E match ripreso dopo 2 ore

A St. Etienne i tifosi del Marocco rovinano la festa, sparando anche petardi e fermando il gioco. Al 16′ di recupero 2-2 argentino, l’arbitro fischia la fine. Dopo 2 ore il Var annulla il gol e si riparte sul 2-1 a porte chiuse. L’Argentina farà ricorso?

Altro che spirito olimpico. I Giochi di Parigi cominciano con l’inno argentino coperto dai fischi del pubblico dello stadio Geoffroy-Guichard di Saint-Etienne, composto per la maggior parte da francesi e marocchini, prima dell’inizio della partita fra la nazionale sudamericana e il Marocco. I fischi erano attesi vista la tensione fra Argentina e Francia per un video diffuso su Instagram dal centrocampista del Chelsea, Enzo Fernandez, nel quale si vedono e si sentono i suoi compagni dell’Albiceleste intonare un coro razzista sui giocatori di colore della Francia durante i festeggiamenti per la conquista della Coppa America. Ma non è finita agli inni, anzi. Il 2-2 acciuffato dall’Argentina al 106′ ha scatenato i tifosi marocchini che hanno deciso prima di lanciare oggetti e petardi verso i giocatori argentini e poi di fare invasione di campo, costringendo così la nazionale di Mascherano a correre al riparo negli spogliatoi. Ma, attenzione. Non è finita qua.

Ufficialmente il match risultava “sospeso”. L’arbitro aveva fischiato la fine, ma in realtà gli addetti al Var dovevano ancora verificare un eventuale fuorigioco nel gol del 2-2. Gara ripresa dopo due ore con l’arbitro che annulla il gol argentino. Squadre in campo a porte chiuse e 2-1 finale per il Marocco. Orribile inizio. Che avrà strascichi: l’Argentina ha annunciato ricorso