Mike decide la sfida con la Croazia dal dischetto. Con il Milan, ne ha parati solo 4 su 22 e viene da due stagioni negative. Ora l’incognita rinnovo.
“Sauveur” scrive L’Equipe e la traduzione viene da sé: salvatore. Mike Maignan è la foto di copertina della Francia qualificata alle semifinali di Nations League. All’andata, in Croazia, MM ha parato un rigore a Kramaric, uno di quei rigori furbi, calciati lenti e centrali, contando che il portiere si butti a destra o a sinistra. Maignan si è tuffato, sì, ma è riuscito a deviare con un piede. Al ritorno, ieri sera, ha parato due rigori nella serie finale, uno a Baturina, l’altro a Stanisic, entrambi scegliendo di andare a sinistra. Il primo, soprattutto, non semplice. “È importante occupare molto spazio in porta – ha detto Mike alla fine -. Nella gara di andata avevo i laser in faccia, i miei compagni di squadra sono entrati in area e questo ha dato fastidio al rigorista. Sta tutto nella testa, negli occhi, è un duello uno contro uno”.
Maignan così torna sui giornali per le parate dopo una stagione sotto le aspettative, sotto il suo livello. Ha sbagliato tante volte, ha fatto errori pesanti, grossolani, qualche volta pesanti e grossolani insieme. Uno su tutti? Forse il tuffo verso destra sul tiro di Paixao nell’andata del playoff Champions, in Olanda contro il Feyenoord. Sembra un paradosso: nella stagione in cui è diventato capitano del Milan, Maignan ha proseguito nella sua traiettoria verso il basso, iniziata nel 2023. Negli ultimi due anni è stato il fratello del portiere dello scudetto.
Il 2023 torna nei ricordi anche quando si parla di rigori. Mike ne parò uno fondamentale a Kvaratskhelia nel ritorno dei quarti di Champions e quella parata, assieme alla fuga per la vittoria alla Gullit di Leao al San Paolo, fu il marchio sulla qualificazione. Da allora, ne ha presi pochi. Con il Milan, nessuno per un anno e mezzo, fino al folle Fiorentina-Milan di ottobre, con gli errori di Theo, di Abraham e di Moise Kean.