Attaccante, classe 2007, leggenda narra che abbia segnato più di 800 gol nelle giovanili.
Avviso ai naviganti: se abitate in Valtellina e avete intenzione di passare il venerdì sera a Milano, badate bene perché la SS36 potrebbe essere un po’ più intasata del solito. Colpa di Mattia Mosconi da Grosio, provincia di Sondrio, cittadina di 4mila anime a due passi dalla Svizzera. Da lì, dove il diciannovenne attaccante dell’Inter è più conosciuto del sindaco, partirà un esodo che neanche l’Autostrada del Sole il primo agosto negli Anni 90. Tradotto: questa sera Mattia sarà in panchina contro il Cagliari (terza convocazione in A, seconda di fila dopo quella di Como) e insomma, al primo rosso del Meazza ci sarà anche una nutrita rappresentanza di Grosio.
Mosconi, 2007, è uno tipo Francesco Camarda: tonnellate di gol nelle giovanili e blocco note dove segnarseli tutti tipo Pippo Inzaghi. Racconterà papà Massimo alla Gazzetta: “Se Mattia segna, lo scrivo sullo smartphone. Poi, quando torno a casa, prendo la penna e annoto”. Leggenda narra siano più di 800, quasi tutti segnati con l’Inter, abbagliata durante un torneo a Legnano. “Ti va di provare con noi?”, gli chiedono dopo 29 gol in cinque partite. La risposta è scontata. C’era però un problema, cioè la distanza: Grosio-Milano significa duecento e passa chilometri, quindi due ore e mezzo abbondanti di macchina. Ma ecco la soluzione: scuola, panino in auto, allenamenti, compiti (sempre in auto…), casa. Così moltiplicato per tre volte a settimana. Per la serie: so dove voglio arrivare e i sacrifici non mi spaventano. E comunque stasera sarà a San Siro a respirare aria di calcio vero: una piccola, grande soddisfazione. Per meritarsi quell’aria a tempo indeterminato la strada è ancora lunga, ma intanto…