La Turchia nel sangue e l’Inter nel cuore: Calhanoglu pronto al suo primo Mondiale

Leader della nazionale tornata alla Coppa del Mondo dopo 22 anni, il regista si prepara all’esordio contro l’Australia. Intanto il suo futuro continua a far discutere tra Milano e Istanbul.

Ora che lo osannano come un sultano, o un gran visir dell’Impero Ottomano, scolorisce nella memoria quel tempo in cui Hakan Calhanoglu era solo un talento discusso del calcio turco. Era per tutti il ragazzo mezzo tedesco nato a Mannheim da famiglia emigrata dall’Anatolia, lo specialista dei calci piazzati impossibili ma anche il talento delle promesse non mantenute. Un irrisolto, figurarsi un capitano. 

Oggi, a 32 anni, Calha si muove col passo fermo dell’eroe nazionale e in patria da settimane non si parla che di lui: un po’ per il chiacchiericcio attorno al suo futuro e un po’ perché è arrivato in America come leader totale, con la fascia al braccio, in una nazionale tornata a queste altezze dopo 22 anni. In campo oggi ci sono i nipotini degli eroi del 2002, arrivati addirittura in semifinale, che vorrebbero pure ripetersi, ben sapendo che nel girone c’è l’insidia della squadra di casa: tutti i turchi pensano di essere superiori agli Usa di Pochettino, ma non sarà così facile farcela.

Una generazione intera di ragazzi turchi è cresciuta senza vedere la propria nazionale al Mondiale (ricorda, qualcuno?), mentre oggi il volto della rinascita è proprio il regista interista, bramato come ogni anno dai club di Istanbul. L’anno scorso si parlava solo e soltanto di Galatasaray, quest’anno invece Calha è finito in mezzo alla campagna elettorale del Fenerbahce: uno dei candidati, il discusso Hakan Safi, lo aveva pubblicamente trasformato nel proprio gagliardetto per il nuovo corso. 

Anche dopo il voto, con la vittoria di Aziz Yildirim, il rumore di fondo non è cambiato: è emerso che pure il nuovo patron dei gialloblù avrebbe lo stesso obiettivo. Tutto secondo copione, anche perché da anni Calha mantiene un rapporto ambiguo e mai del tutto risolto con il calcio della sua nazione.