Centrale difensivo di Bellinzago Novarese, classe 2008, ha giocato tutta la partita contro i bianconeri. L’anno scorso ha debuttato in Serie C e ora Chivu
Leonardo Bovio ha imparato a sognare alzando gli occhi al cielo e immaginandosi in luoghi lontani. Il “centralino” dell’Inter, titolare dall’inizio alla fine nell’ultimo test contro la Juve, è cresciuto a Bellinzago Novarese, in Piemonte, poco lontano dall’aeroporto di Malpensa. Quand’era bambino guardava gli aerei prendere il volo verso l’ignoto. A 18 anni, dopo il debutto in Serie C con l’Under 23 e una serie di panchine in prima squadra, è salito su uno di quei Boeing 747 che gli passavano sopra la testa quando giocava al Bulè Bellinzago, la squadretta del paesino, per andarsene in Australia, in tournée, dove si sta mettendo in mostra.
Bovio ha 18 anni ed è un centrale niente male. Chivu l’ha schierato dall’inizio nell’ultima amichevole regalandogli novanta minuti: promosso. S’è piazzato al centro della linea a tre e ha fatto ciò che deve fare: giocare senza paura, impostare, tenere alta la squadra, ma anche difendere forte su Kolo Muani e compagni. A Bellinzago sono fieri di lui. Papà Andrea, artigiano sulla cinquantina, ex giocatore arrivato fino all’Eccellenza, ha tappezzato via della Libertà col suo faccione con scritto “wanted”. Un messaggio scherzoso che nasconde stima e affetto. Bovio gioca all’Inter fin dagli Esordienti. Si è distinto già in Primavera e poi ha debuttato in Serie C sotto la guida di Vecchi.
Il bello è che quando disse al padre che avrebbe voluto giocare a pallone trovò un piccolo muro: “Meglio se fa il ballerino…”, gli disse scherzando. Andrea ce l’aveva raccontato un anno fa: “Le prime volte era una barzelletta, gli altri giocavano e lui si metteva a raccogliere le margherite. Come si vede nei film! Poi piano piano è andata meglio”. Anche come bomber. Andrea Cetro, ex allenatore ai tempi del Suno, ce ne aveva parlato così: “Quando c’era da recuperare una partita, era il primo a salire per segnare”. E segnava.