“Diteci voi come fare o si va al manicomio”: Juve, dopo l’errore di Locatelli Spalletti riapre il caso rigori

Contro il Sassuolo i bianconeri hanno fallito il terzo rigore di fila in campionato: ballano ben quattro punti. Le gerarchie sono chiare, ma troppo spesso saltano. E il tecnico in sala stampa si sfoga.

Tre indizi fanno una prova, ma forse, nel caso della Juve, sarebbe meglio dire una maledizione o, ancor di più, un serio problema. Jonathan David contro il Lecce, Kenan Yildiz contro la Cremonese e Manuel Locatelli contro il Sassuolo. Con quello di ieri sono tre i rigori consecutivi sbagliati dai bianconeri in Serie A. Costati quattro punti pesantissimi e non di più, perché alla fine il turco aveva ribadito in rete quello respinto sul palo da Audero e, comunque, con la squadra di Spalletti già sul 2-0. Certo, nel mezzo c’era stato quello realizzato dal capitano juventino contro il Galatasaray in Champions League, ma la sostanza cambia poco. E, alla fine, anche il tecnico in conferenza stampa ha sbottato: “Maremma impestata, ditecelo voi come fare, sennò si va al manicomio”.

Tutto nasce dal fatto che sebbene alla Juve, dopo l’infortunio di Vlahovic, sulla carta ci sia una gerarchia chiara dei rigoristi (“è Locatelli”, ha ribadito il tecnico), spesso la battuta sia stata lasciata a un altro giocatore, magari a caccia di un gol scaccia-crisi. Non a caso i 7 penalty stagionali conquistati dai bianconeri hanno visto 4 tiratori diversi: Vlahovic, Yildiz, Locatelli e David. Con uno score di 4 reti (il serbo e il turco contro l’Udinese in campionato, il capitano contro i friulani in Coppa Italia e contro il Galatasaray in Champions) e 3 errori (il canadese contro il Lecce, il numero 10 contro la Cremonese e Loca ieri sera). Ma a fare discutere è anche e soprattutto come si arriva a scegliere il calciatore designato per la battuta.