Da Acerbi a De Vrij e Sommer: la retroguardia nerazzurra sarà rivoluzionata in estate. Nel mirino Muharemovic, Ordonez e non solo.
L’età passa, inesorabile. I vecchi muri pure, crollano. La stagione in corso dimostra come non ci sia più traccia dell’antica difesa nerazzurra, quella che ha protetto l’Inter nelle ultime annate, fiaccata ormai da marginalità dei vecchi protagonisti, errori individuali e cali di forma. Ma, soprattutto, dalla velleitaria lotta contro la carta di identità, che assomiglia poi tanto a quella contro i mulini a vento.
Insomma, bisognerà togliere delle rughe al reparto, è inevitabile e necessario: per questo, l’Inter si prepara a un cambiamento profondo anche là dietro. Si studiano già adesso i tanti possibili movimenti dell’estate, a partire dai contratti destinati a estinguersi per morte naturale: andrà in scadenza quello di Francesco Acerbi, vecchio leone inzaghiano, sempre più fuori dai radar a 38 anni compiuti anche a causa del ruolo strategico di Akanji, ormai guida della difesa. Stesso destino per Matteo Darmian, tuttofare 36enne che ha fatto la fortuna del club per dedizione e professionalità, ma anche lui scolora alle spalle di Bisseck.
Quest’anno Darmian avrebbe dovuto essere esclusivamente un’alternativa nel ruolo “braccetto” di destra ma, a causa di un polpaccio dispettoso, si è visto dall’inizio solo a Bodo e a Como in Coppa Italia, in entrambi i casi da esterno di centrocampo. Il club nerazzurro accompagnerà i due italiani alla porta: stretta di mano e un bel grazie per il lavoro svolto. Manca ancora l’ultima parola, invece, sul futuro di Stefan De Vrij che, dalla sua, ha qualche primavera in meno dei colleghi, “solo” 34, ma sembra lontanissimo dalla centralità di un tempo.
Al momento, l’olandese sembrerebbe più fuori che dentro Appiano: diventerebbero, quindi, tre le pedine da rimpiazzare nel reparto arretrato. Quattro, se si allarga il campo e si aggiunge pure il portiere, visto che l’esperienza di Yann Sommer da guardiano titolare nerazzurro si esaurirà a fine stagione. A 37 anni sono calati i riflessi e aumentati gli errori che causano la perdita di preziosi punti in classifica.