Tutti i dubbi di Maignan: decide a fine Mondiale se restare o no al Milan, i dettagli

Il capitano, deluso dal piazzamento finale ma anche dal licenziamento dello staff con cui si trovava bene, riflette sul suo futuro in rossonero.

Come da prassi, parla poco con i media, ma Mike Maignan sta riflettendo sul suo futuro che adesso non è più al 100% a tinte rossonere. Il rinnovo del contratto fino al 2031, a oltre cinque milioni netti più bonus a stagione (e senza una clausola rescissoria), sembrava aver chiuso ogni discorso relativo al domani del francese e invece la mancata qualificazione alla Champions, abbinata alla rivoluzione in atto a Casa Milan e a Milanello, gli hanno instillato nella mente il dubbio: giusto restare o fare le valige? Il suo agente, Jonathan Kebe, si è messo al lavoro per farsi trovare pronto qualora in Magic Mike a prevalere fosse la volontà di provare una nuova avventura.

Qualche big orientata a cambiare portiere c’è, ma tra quelle che al momento cercano nel ruolo un fuoriclasse, nessuna tra Chelsea, Tottenham e Juventus giocherà la prossima Champions. Molte cose però possono succedere nelle prossime settimane e per questo Maignan tace e si concentra sul Mondiale. Il tempo delle valutazioni e delle scelte arriverà probabilmente quando il Diavolo annuncerà il nuovo allenatore. A quel punto, con un quadro chiaro sia sul mercato sia sul fronte rossonero, sarà presa la decisione definitiva.

Maignan è il capitano, un ruolo che ricopre con orgoglio. Quando ha sposato il progetto del Diavolo, con Allegri saldo sulla panchina e la squadra nei quartieri alti della classifica, non immaginava un finale tanto amaro. L’esonero del tecnico e del suo staff (compreso il preparatore Filippi) lo ha deluso almeno quanto il quinto posto finale. Ciò premesso, non vuole fare scelte affrettate né uscite avventate come quella di Leao, che per ben due volte di fronte alle telecamere ha sbandierato il desiderio di lasciare Milanello. Se alla fine l’ago della bilancia penderà dalla parte dell’addio, difficile che la rottura sia traumatica. Mike non è il tipo.