L’accordo tra il turco e la società scadrà naturalmente il 30 giugno del 2027: l’obiettivo resta quello di chiudere alla grande, poi
Zlatan Ibrahimovic è fermamente convinto che “il segreto sta nei capelli, sono come Sansone…”. Una figura biblica che legava appunto ai lunghi capelli un potere sovrumano. Così Hakan Calhanoglu, amico fraterno dell’advisor di Cardinale prima di passare a zero dal Milan all’Inter nel 2021, ha preso alla lettera le parole dello svedese: nuovo look costruito in estate tra la conclusione anticipata del Mondiale e il rientro a Milano, stessa centralità nel gruppo di Chivu e subito protagonista anche alle porte della stagione nuova.
La bordata con cui ha sbloccato l’esordio contro il Monza a 6′ appena dal via rappresenta solo un’ulteriore conferma di come il regista sia essenziale per l’equilibrio della squadra, e nonostante ogni estate si rincorrano voci di mercato attorno al nome di Hakan tra telenovele turche e una apparente voglia di ritorno in patria, Calhanoglu resta sempre lì, al centro dell’Inter. Però chissà quale sarà la situazione tra 12 mesi, una volta estinto naturalmente il contratto di Calha con l’Inter: la scadenza è fissata per il 30 giugno del 2027 e lo scenario sembra accompagnare il turco lontano da Milano e dall’Italia. Ma l’attenzione è rivolta solo e soltanto al presente.
Il centrocampo è il reparto in cui resiste la più grande abbondanza in casa Inter: Calhanoglu, Barella, il nuovo arrivato Jones, il rientrato Stankovic. Poi Zielinski, Sucic, Mkhitaryan, Diouf che all’occorrenza potrebbe tornare mezzala. Una grande quantità di soluzioni necessarie per essere competitivi in Italia e in Europa. Eppure, il più intoccabile sembra sempre Hakan. Un po’ per carenza di alternative nella posizione di regista – Barella e Zielinski possono adattarsi, Stankovic è stato testato in estate -, ma soprattutto per le capacità uniche del turco di interpretare il ruolo: geometrie, assist, gol, lotta. Nessun altro profilo presente in rosa garantisce la qualità di Hakan al centro del ring.