I rossoneri sono tredicesimi per tiri e ultimi da fuori area. Preoccupante. La chiave per crescere? Pulisic
Avete notato che il Milan calcia pochissimo in porta (e ancora meno da fuori area)? Amorim è terzo per possesso palla in campionato dopo Inter e Como e per il 60% del tempo ha il pallone tra i piedi: un suo successo da allenatore. Il punto è capire come il Milan usi quel pallone e perché fatichi a calciare in porta, nonostante i tanti giocatori offensivi a disposizione. Due statistiche colpiscono.
Il Milan per tiri è tredicesimo. La squadra che calcia di più è il Como: 110 tiri in campionato. L’Inter è seconda con 108, la Roma terza con 96. Il Milan arriva (tra le altre) dopo Sassuolo, Frosinone, Monza, Venezia e Udinese ed è curioso: nella scorsa stagione, con Allegri che aspettava volentieri gli avversari, era settimo. Il milanista che calcia di più è Gonçalo Ramos: 12 tiri in 5 giornate, sedicesimo in A assieme a Ekkelenkamp, Pio Esposito e Conceiçao. Nessun altro milanista è in doppia cifra. Sì, Amorim può essere preoccupato.
Altro dato. Il Milan è la squadra di A che tira meno da fuori area: 14 tiri in 5 partite. Il Sassuolo, avversario della settimana, è a 35, terzo dopo Como e Juve. La vecchia arte del tiro da lontano è in crisi (chi calcia più come Lampard, Gerrard, Del Piero, Pirlo, Pogba?) ma il Milan sembra più in difficoltà di tutti. Non ha specialisti nel tiro da lontano e, in generale, negli ultimi 30 metri ha faticato: qualche errore tecnico nell’ultima giocata, gli errori di Gonçalo Ramos contro il Venezia, la difficoltà di combinare per arrivare in porta.
Il talento però non manca e diverse buone cose si sono viste, a livello individuale – le improvvisazioni di Diego Moreira, qualche momento di Cisse, il solito Rabiot – e collettivo, soprattutto contro il Lecce. La grande chiave sarebbe il ritorno ad alti livelli di Christian Pulisic. CP11 aggiunge la profondità e per il Milan è come passare a una realtà a tre dimensioni. Un’altra vita.