Roma, tegola a centrocampo: Cristante salta il Como e anche il Real. Al suo posto De Roon

Infiammazione al ginocchio per il capitano. L’olandese verso l’esordio dal via. Pisilli spera

La conferma è arrivata proprio ieri da Trento, dove Gian Piero Gasperini ha “certificato” l’assenza di Bryan Cristante nella prossima trasferta di Como e, molto probabilmente, anche per la successiva sfida casalinga di Champions League contro il Real Madrid di José Mourinho.

Una tegola che proprio non ci voleva, perché poi dell’importanza di certi giocatori ce se ne rende conto davvero solo quando poi ti mancano. E Cristante è esattamente uno di questi: spesso discusso, a volte incompreso, ma sempre fondamentale per chiunque abbia preso possesso di quella panchina. Per chi c’è stato prima, ma soprattutto per chi c’è ora. Gasperini, infatti, a Bryan non ci rinuncia mai, tanto che anche in questo inizio di stagione il centrocampista friulano è stato quello che nella roma ha giocato più di tutti (ad eccezione di Svilar, che però come portiere non conta…).

Cristante ha saltato la nazionale per un problema di lombalgia, che lo ha portato a declinare la convocazione di Roberto Mancini. Adesso, però, il problema è diverso, un’infiammazione al ginocchio destro che lo mette a serio rischio per la trasferta di Como dell’11 ottobre (alle 12.30). Tra l’altro, l’ultima partita saltata per un problema fisico dal capitano della Roma risale addirittura al 17 gennaio del 2025, Roma-Genoa 3-1, oltre venti mesi fa, quando una lesione ai legamenti della caviglia destra lo tenne fuori per oltre un mese tra il dicembre dell’anno precedente e il mese di gennaio.

Dopo quella situazione Cristante è sempre stato disponibile, giocando tutte le partite tranne in cinque occasioni, dove Bryan non è stato utilizzato o per squalifica (in due circostanze) o per farlo riposare (nelle altre tre). Ed allora non averlo contro la squadra di Fabregas sarà un problema vero, per l’equilibrio che dà l’azzurro in mezzo al campo (sempre pronto anche ad offrire un aiuto al compagno più vicino), ma anche per la sua capacità di saper verticalizzare, di rendersi pericoloso sulle palle inattive o anche negli inserimenti da dietro.

Juve, cosa guadagneresti e cosa perderesti con lo scambio Cristante-McKennie

I bianconeri riflettono sull’affare di mercato con la Roma: da una parte la funzionalità dell’azzurro negli schemi di Tudor, dall’altra la duttilità dell’americano, che nell’ultima stagione ha giocato in 9 ruoli diversi.

Scambia che ti passa. In un mercato bloccato dagli esuberi e dai giocatori in vendita che pesano di più a bilancio, il neo dg della Juve Damien Comolli è costretto a lavorare di fantasia. È così che è nata l’idea dello scambio con la Roma: Bryan Cristante a Torino, Weston McKennie nella Capitale. Un mediano per Tudor, un jolly per Gasperini. Ma cosa guadagnerebbero e cosa perderebbero i bianconeri?

Al netto delle questioni economiche (l’italiano ha il contratto in scadenza nel 2027, l’americano nel 2026; gli ingaggi netti sono quasi equivalenti, ma lo juventino grazie ai benefici del Decreto Crescita costa quasi 2 milioni in meno) e anagrafiche (il romanista ha 30 anni, il bianconero 27 da compiere), con Cristante la Juve colmerebbe una mancanza evidente in rosa: alle spalle di Thuram e Locatelli, infatti, manca un giocatore fisicamente strutturato, capace di rompere e costruire, ovvero con quelle caratteristiche che servono per occupare quella posizione di campo nel 3-4-2-1. Rispetto a McKennie, quindi, sarebbe più funzionale.

L’azzurro Campione d’Europa con la Nazionale nel 2021, secondo i dati di Fbref, eccelle in passaggi progressivi (cioè quelli in avanti di almeno 9 metri, solo il 33% dei centrocampisti nei top-5 campionati europei fanno meglio), intercetti e tackles. Ma la sua qualità principale in fase difensiva la si nota soprattutto in area di rigore: solo il 2% dei mediani d’Europa vince più duelli aerei di lui a partita (3 in media) e solo il 30% fa più interventi a liberare l’area. In questo senso, sarebbe un upgrade importante per la Juve in un fondamentale in cui lo scorso anno ha dimostrato di soffrire parecchio, subendo spesso gol di testa o sugli sviluppi di calci piazzati.