L’era degli Invincibili: Capello, Baresi e una difesa eroica. Quel Milan non perdeva mai

Il successore di Sacchi perfezionò l’opera di Arrigo: “Che unità: ognuno rendeva migliore l’altro”

Franchino era un Piscinin, ma era un Gigante. Era un Invincibile. Franchino era il capo-capitano di tutti e di tutto. Una volta gli hanno chiesto: Franco, quando hai cominciato a diventare Invincibile? E lui con il suo dolce filo di voce: “Non io, tutti. Io ero solo il libero. Tutti. Sacchi, Capello e la Squadra. Sì, scrivetela in maiuscolo: Squadra. Grande, meravigliosa, immensa.

Noi eravamo il Milan“. Diceva sempre, anche quando perdeva: “Sì, ok, abbiamo perso. E allora? Succede, capita. Chi non perde? Ma noi siamo il Milan”. Poi dirà ancora e, lui che parlava cosi poco, lo racconterà in uno struggente libro che si intitola Libero di sognare. “Forse abbiamo cominciato a diventare Invincibili contro il Real Madrid nell’aprile del 1989, quando dipingemmo il nostro capolavoro. Dominammo sotto ogni punto di vista: tecnico, tattico, fisico e mentale. Alla fine vincemmo 5-0. Non smettemmo mai di attaccare. Arrigo disse: ragazzo, è la partita perfetta”.

E ricordava a memoria la formazione di “quella” notte. “Giovanni Galli, Tassotti, Maldini, Colombo, poi Filippo Galli, Costacurta, io, Donadoni, Rijkaard, Van Basten, Gullit, poi Virdis, Ancelotti”. Anche la panchina, Franco? “Certo: Pinato, Mussi, Viviani. Il nostro grandissimo Arrigo, Ramaccioni, il dottor Monti. In quella gara ero in totale controllo, una sensazione meravigliosa proprio perché figlia di sacrifici e visioni rivoluzionarie.

Ero un libero liberato. Ogni respiro, ogni sguardo, ogni movimento era bellezza. Ma fummo anche feroci. Non concedemmo nulla. Non ricordo quante volte li mandammo in fuorigioco”. Sacchi diceva: ventisette. Poi aumentava, ventinove o forse trentadue. E Franco, era l’elastico, con quella imperiosa mano alzata. Alt, fermi. Racconterà Franchino. “Contro il Real non avvertivo nemmeno la stanchezza, sospinto dall’entusiasmo di San Siro. Erano in ottantamila o forse novanta. Sembrava respirassimo assieme, come fossimo un corpo unico”. Erano un corpo unico. Franco dirà: “Ci sentivamo invincibili”. Ecco, al di là della serie positiva e dei punteggi, il Milan Invincibile nasce lì, davanti al presidente dei blancos, Ramon Mendoza, che, dopo il 5-0 esclama: “Es una verguenza”.

Tackle Capello: “Leao come Zaniolo, è mal consigliato. Ma non va lasciato fuori”

L’ex allenatore: “Rafa ha la testa al contratto. Comunque è sempre un fenomeno, un giocatore imprescindibile per il Milan. Bisognerebbe parlargli, sbagliato non farlo giocare”

Leao è sempre un fenomeno, non è quello dello scorso anno ma non lo si può lasciare fuori: è un giocatore imprescindibile per il Milan. In questo momento, forse come Zaniolo, è mal consigliato perché i due hanno la testa da un’altra parte, ai contratti”. Fabio Capello commenta così a radio Anch’io Sport la situazione dell’attaccante rossonero, alle prese con la decisione sul suo futuro. “Bisognerebbe parlargli, metterlo fuori non serve e non lo aiuta. Anzi, lo fa diventare più triste: lui deve sentirsi importante ed essere aiutato anche dai compagni. Ci sono problemi economici importanti, c’è questa clausola da 17-18 milioni che lui deve pagare e nessuno vuole pagare. Tuttavia, lui e Theo Henandez sono giocatori che fanno la differenza, rispetto agli altri hanno qualcosa di più”.

Capello mette in guardia il Milan per la sfida di Champions contro il Tottenham: “Contro il Torino il Milan ha fatto vedere qualcosa nel secondo tempo, perché nel primo in campo c’erano solo i granata e i rossoneri sono rimasti a guardare. Hanno dato la colpa al cambio di modulo, ma non è così: i moduli sono tutti validi. Se scendi in campo con paura e timore, non hai serenità e giochi male, come è avvenuto nel primo tempo contro il Torino. Anche il Tottenham, nell’ultima partita a Leicester, è apparso in difficoltà: sono mancati il centrocampo e la fase difensiva. Gli inglesi, che hanno ottimi giocatori come Kane, possono creare grossi, grossi problemi al Milan, che deve stare molto attento alla fase offensiva perché, quando deve difendere, il Tottenham qualche problema ce l’ha”.