Colpo Parma con Ordonez al 95′! Due espulsi e un gol annullato. Bologna, terzo ko di fila

Ordonez e le parate di Corvi regalano i tre punti agli uomini di Cuesta. La squadra di Italiano in caduta libera in campionato, al Dall’Ara la vittoria manca dal 4 dicembre.

Si chiama Christian Ordonez, lo cercò anche il Bologna e del Bologna – in un attimo – è diventato il carnefice: è un suo tiro da 25 metri a pochi battiti dalla fine del derby emiliano a piegare ancora una volta la squadra di Italiano, totalmente in caduta libera perché nelle ultime 12 gare ne ha vinta una sola (6 punti totali) e in casa finisce per patire la quarta sconfitta di fila (e sono 6 nelle ultime 7). Vero che i rossoblù erano rimasti in dieci al 22’ del primo tempo per l’espulsione eccessiva di Pobega e che avevano colpito un palo con Orsolini; ma in 10 ci è rimasto anche il Parma dal 35’ st per il doppio giallo a Troilo: pareva dover tutto andare verso la conservazione e invece il Bologna – bloccato nel finale da una paratona di Corvi – si piega ancora con la rasoiata dell’argentino. Se prima l’Europa tramite campionato era un miraggio, ora per Italiano lo è in maniera definitiva; il tutto mentre la squadra di Cuesta vince dopo due ko di fila approfittando di una scelta letale, quella di Ordonez, dopo una gara in cui pareva incapace di approfittare della lunga superiorità numerica. 

Italiano fa esordire Joao Mario, sceglie Dallinga ma anche Bernardeschi e Rowe sulle ali (Berna e l’inglese saranno i migliori), è un 4-3-3 che permette al Bologna di avere più densità in mezzo al campo, anche di garanzia per la difesa; Cuesta non fa esordire dal 1’ Strefezza, mette il 5-3-2, davanti ha Pellegrino con Oristanio e la missione per entrambe è di bloccare l’emorragia di sconfitte perché il Bologna ne ha collezionate tre di fila in casa e il Parma due consecutive.

Joao Mario pronto all’esordio con la Juve: “Colpito dalla grandezza di questo club”

Tudor pronto a lanciarlo titolare col Parma: “Mi piace lo stile bianconero. Mi ispiro a Cancelo. Arrivo da un grande club come il Porto, ma qua è una sfida molto grande”

Joao Mario, arrivato a titolo definitivo dal Porto il giorno del raduno del 24 luglio, ha avuto tutta la preparazione estiva di tempo per conoscere i nuovi compagni di squadra e Igor Tudor, comprese le quattro amichevoli di avvicinamento al debutto in Serie A: “Mi sono sentito bene in questi primi minuti in campo – spiega nella conferenza stampa di presentazione -, il mister ci chiede un calcio offensivo che mi fa sentire a mio agio, questo ha aiutato il mio ambientamento. L’obiettivo principale è aiutare la squadra”. Verso il Parma, però, il portoghese ha già imparato il mantra: “Sarà difficile, la Serie A è molto competitiva”.

Al di là delle progressioni palla al piede già viste in amichevole contro Borussia Dortmund e Atalanta, Joao Mario porta in dote anche 31 partite ufficiali tra Champions League ed Europa League, preziose in una squadra molto giovane: “Arrivo da un grande club come il Porto, abituato a competere ad alto livello, mi sento preparato sia fisicamente che tatticamente. Ho l’impressione che il fatto di aver già giocato sotto pressione mi abbia abituato a questo contesto e io cerco di trasformare la pressione in qualcosa di positivo. Alla Juve c’è sempre questo obiettivo ogni stagione, quello di vincere”. Nel suo primo mese, l’esterno lo ripete più volte, due sono stati i piani di lavoro principali: “Esaltare le mie qualità e limitare i miei punti deboli. Ho l’impressione di migliorare ogni giorno e per la fase difensiva non c’è miglior posto che la Juventus per imparare. Mi sento preparato sia fisicamente che tatticamente”.

Dal Portogallo una grana per l’Inter: lo Sporting chiede 30 milioni per Joao Mario

I portoghesi credono che i nerazzurri non abbiano rispettato una clausola presente al momento dell’acquisto. Udienza il 9 dicembre

Il nome di Joao Mario torna a bussare alla porta dell’Inter. Il centrocampista, acquistato dai nerazzurri nel 2016 per 40 milioni e poi salutato definitivamente nel 2021, oggi gioca nel Besiktas, ma la sua vicenda è tornata attuale. Secondo quanto scrivono su Record infatti, uno dei quotidiani principali portoghesi, lo Sporting Lisbona sta lottando con la giustizia sportiva per farsi riconoscere un indennizzo da 30 milioni di euro. E a pagarlo dovrebbe essere l’Inter.

Nel 2021 l’Inter ha risolto il contratto con Joao Mario, svincolatosi dal club dopo due prestiti alla Lokomotiv Mosca e allo Sporting Lisbona. Dopo aver chiuso l’accordo si accasò al Benfica, dove ha giocato fino all’anno scorso. Lo Sporting, però, sostiene che quella rescissione fu effettuata per aggirare una clausola inserita nel contratto, ovvero che l’Inter non avrebbe potuto cedere Joao Mario ad altre squadre portoghesi. La penale? Trenta milioni di euro da dare allo Sporting. I lusitani, dopo che la Fifa ha respinto il primo ricorso, si sono rivolti al Tas. Il Tribunale Arbitrale dello Sport. Il 9 dicembre ci sarà la prima udienza. Lo Sporting pretende quei 30 milioni dall’Inter.

Le “Aguias” sono ancora imbattute in Champions League e stanno dominando il campionato portoghese: tutte le insidie dell’avversaria dei nerazzurri

Sarà stata la magia del Natale, oppure i postumi del Mondiale in Qatar. Si giocava il 30 dicembre e la metà dei titolari di Schmidt erano appena rientrati dal viaggio con le rispettive nazionali. Il Benfica giocava a Braga e la partita finì 3-0 per i padroni di casa. Il risultato era quasi impossibile secondo i bookmakers, considerando che per Joao Mario e compagni si trattava della prima sconfitta della stagione. Tre mesi più tardi, quell’evento rimane… più unico che raro: i portoghesi hanno perso soltanto una partita nei 90 minuti e sono ancora imbattuti in Champions League. Dopo aver travolto il Bruges agli ottavi, il Benfica sfiderà l’Inter nei quarti di finale. I nerazzurri hanno già neutralizzato le offensive del Porto, l’altra big del Portogallo, ma contro le Aguias sarà tutta un’altra storia.

Ad agosto, la squadra di Schmidt ha salutato i big per fare spazio ai giovani: via Vertonghen, Taarabt, Nunez e Seferovic, dentro Neres, Bah, Draxler e… Enzo Fernandez. Il bilancio del calciomercato segna un attivo di 69 milioni per quanto riguarda l’estate, più altri 120 incassati a gennaio dopo la cessione dell’argentino al Chelsea. In termini di risultati non è cambiato nulla, perché il Benfica – in campionato come in Champions – è ancora lì davanti a tutti.

Lo zampino decisivo è di Schmidt e, ancora prima, del presidente Rui Costa. Dopo l’addio di Verissimo i tifosi speravano nell’arrivo di un altro tecnico portoghese, l’ex milanista ha invece scelto Schmidt, maturato dopo l’ultima esperienza al Psv. Il tedesco è uno dei figli della scuola Red Bull. Ai tempi di Salisburgo e Leverkusen proponeva un calcio verticale, puntando forte su pressing alto, recupero palla e contrattacco istantaneo. I princìpi sono rimasti invariati, ma adesso ci ha aggiunto un palleggio che fa divertire i tifosi. Il suo Benfica gioca che è una meraviglia, esaltando la tecnica e l’intelligenza di Joao Mario e compagni.