Raddoppiano i Thuram? Juve, idea Frattesi. L’Inter ora apre ma chiede Khephren

I bianconeri vogliono regalare l’azzurro a Spalletti. Per i nerazzurri affare possibile col fratello di Marcus.

Papà Lilian sognava di vederli tutti e due con la divisa del babbo, a strisce ma bianche e nere alternate, invece il destino potrebbe sorprendere pure il capofamiglia, juventino di cuore: a un figlio felicemente vestito di nerazzurro potrebbe aggiungersene un altro. Esiste una possibilità reale che, nell’enclave interista, a Marcus si sommi pure Khephren Thuram. Un inno alla fratellanza universale, a patto che le vie del mercato seguano una rotta precisa sull’autostrada Milano-Torino: non è scontata, ma neanche impensabile, a causa del mal di pancia crescente di Davide Frattesi.

Tutto, infatti, è legato alla mezzala italiana di Chivu, incapace di prendere centralità nell’Inter, ieri come oggi, e a rischio di perdere l’azzurro: il 26enne Davide potrebbe immalinconirsi seriamente, a furia di panchine in serie e manciate di minuti concessi qua e là, il caso potrebbe esplodere davvero molto presto con esiti imprevedibili.

Che sia cessione già a gennaio o, cosa assai più probabile, addio definitivo a giugno, Davide sembra alla fine del viaggio all’Inter, club nel quale pare ormai un corpo estraneo allenamento dopo allenamento, partita dopo partita. Al contrario, alla Juve ha tantissimi estimatori, a partire dal tecnico Luciano Spalletti che per lui stravede per davvero, come ampiamente mostrato nella parentesi poco felice in Nazionale: quella tipologia di centrocampista elettrico e generoso ben si concilia con il calcio di Luciano, mentre nella batteria nerazzurra di centrocampisti dai piedi buoni Frattesi non è mai riuscito a recitare una parte credibile in commedia. Ha segnato gol che resteranno nella memoria di un popolo, come quello in casa del Bayern o l’urlo ai supplementari col Barça, ma la continuità non è stata mai di casa. Ora è venuto meno anche l’entusiasmo che aveva reso possibili gli eroici exploit a gara in corso. Mentre Davide spara gli ultimi fuochi nerazzurri e valuta soltanto quale sia il momento migliore per salutare la compagnia, i bianconeri sono seriamente intenzionati a fare un tentativo per lui: esattamente in questo intreccio, si inserisce il più giovane dei Thuram perché sarebbe proprio lui, il 23enne Khephren, l’uomo scelto per colmare il vuoto, più numerico che tecnico, eventualmente lasciato da Frattesi.

Juve, alta intensità e contrasti veri alla Continassa: i tifosi alla scoperta del metodo Motta

Seduta aperta al pubblico per i bianconeri: dai primi passi bianconeri di Kalulu all’assenza di Milik, ritmo e grande attenzione al lavoro di Locatelli e Fagioli in costruzione

“Grande Thiago!”. Il primo allenamento stagionale a porte aperte alla Continassa si apre con le voci dei tifosi che osannano l’allenatore: è un segno dell’entusiasmo che circola nel popolo juventino, in parte per il 3-0 dell’esordio sul Como e in parte per il fascino sempreverde delle rivoluzioni. L’allenatore sorride e saluta, poi dal secondo successivo pensa soltanto all’allenamento. C’è anche il neoacquisto Pierre Kalulu nell’ora e mezza di seduta, ma non Arkadiusz Milik, non ancora pronto a unirsi al gruppo e quindi a rischio per un secondo forfeit, a Verona. 

Quando c’è da lavorare sulla parte atletica risuona sempre l’accento francese del preparatore Simon Colinet, poi nel campo principale del centro sportivo si sentono solamente le voci dei giocatori e quella di Motta che incita i suoi fermando gli esercizi di tanto in tanto per richieste specifiche. Tanta, tantissima palla alla Continassa: due portieri a turno prendono parte agli esercizi collettivi e nel primo focus sul possesso vengono sollecitati a gestire la palla tra i piedi con poco tempo e poco spazio, chiedendo ai compagni di smarcarsi in velocità. Il tutto sempre ad alta intensità, con contrasti veri e pochi tempi morti. Da segnalare anche Manuel Locatelli e Nicolò Fagioli jolly nella partitella, segno dell’attenzione specifica di Motta per i due azzurri nella manovra di costruzione. A chiudere due esercitazioni parallele per attacco e difesa, più ripetute per mettere un po’ di benzina nelle gambe a quattro giorni da Verona-Juventus.