L’esterno del Cagliari, dopo Yildiz, è quello cui riesce meglio di saltare l’uomo in A. E questa è una qualità che manca nell’attuale rosa nerazzurra così da abbinarlo alle caratteristiche realizzative di Dumfries…
Marco Palestra intriga l’Inter perché ha il fattore D. D come dribbling. Una qualità che manca alla rosa di Chivu, futura campione d’Italia: i nerazzurri sono terzultimi per uno contro uno totali dopo Pisa e Cremonese. La media di dribbling riusciti nei 90 è di 14,1. La Juventus è prima con 25. Premessa: i nerazzurri vinceranno lo scudetto anche senza dribblatori provetti – il primo è Thuram con 61, seguono Barella e capitan Lautaro -, ma averne uno può fare la differenza.
Marco Palestra è il secondo miglior dribblatore della Serie A dopo Kenan Yildiz: 65 uno contro uno riusciti su 123 tentativi. Meglio di Nico Paz, Atta, Saelemaekers, Conceicao, Jesus Rodriguez, Politano, Rowe e molti altri giocatori offensivi. Ha una media di cinque dribbling a partita, il migliore tra i “difensori”. Virgolette d’obbligo visto l’impiego: ormai con Pisacane fa l’ala pura di un 3-5-2 mascherato capace di trasformarsi in una sorta di 4-3-3 in fase offensiva (chiamasi modulo a “tre e mezzo”, con Zé Pedro che scala o Obert che limita le sgroppate a sinistra, arretrando il raggio d’azione). L’Inter l’ha messo nel mirino. Venerdì scorso Chivu gli ha sussurrato qualcosa all’orecchio dopo averlo visto correre lungo la fascia. Il migliore tra i suoi. In estate tornerà alla Dea e lo cercheranno in molti, ma l’Inter – oltre a regalare al mister un esterno di livello capace di sostituire il partente Luis Henrique – lo vuole anche per l’indole a dribblare: una qualità che manca.