Woltemade già bocciato: gioca poco e non segna, la Juve cerca alternative

L’errore sotto porta contro la Serbia, diventato virale, ha rincarato la dose. E il club bianconero sta già valutando altre piste.

Il mondo visto da (quasi) due metri di altezza (1,98 cm) può apparirti così piccolo da sentirti un gigante. E piccola, agli occhi di Nick Woltemade, deve essere sembrata la porta dello stadio di Monaco dove la Germania di Klopp stava battendo la Serbia: siamo a mezzora dal sipario, al centravanti bianconero viene servita la palla più comoda al mondo, una traiettoria “pulita”, perfetta, da tradurre in gol e non da spedire in curva – è accaduto – con la porta aperta e a soli due metri dal suo piede sinistro.

Apriti cielo! L’effetto speciale al contrario diventa virale, finisce dritto dentro la critica tedesca (“Aiuto, abbiamo un problema…il numero 9”, il mantra sui quotidiani) e, allo stesso tempo, nei corridoi e nello spogliatoio alla Continassa.

Monaco chiama, Torino risponde e il filo conduttore è lo stesso. L’avventura di Woltemade sotto la Mole è appena cominciata, ma, seppur all’inizio, è già ricca di riflessioni: che tipo di giocatore è atterrato a Caselle a fine mercato? Il tecnico della Signora, Luciano Spalletti, sperava nella “nuova” cura Klopp – appena salito alla guida della Germania – per ritrovarsi tra le mani, alla ripresa, un attaccante più motivato e con il morale alle stelle: non è andata così.

Il tema non ruota attorno al giudizio universale, non avrebbe senso dopo poco più di un mese da bianconero, ma quel poco che il gigante di Brema ha fatto vedere non ha certo scaldato i cuori o rafforzato convinzioni e credibilità da giocarsi nell’immediato futuro. Woltemade rappresenta una soluzione temporale, in tutti i sensi: perennemente alla ricerca di una punta come letteratura vuole, la scelta è ricaduta su di lui alle ultimissime curve dell’estate dei trasferimenti e in piena incertezza sugli obiettivi.