Meglio il Grifone in avvio con Colombo tre volte al tiro. Emiliani superiori nella ripresa ma il risultato non si sblocca. Nel finale ancora l’ex Milan vicino al gol, ma il portiere lo ferma
Per capovolgere un mondo, anzi due, alle volte può bastare anche poco più di un annetto. Nel novembre del 2024 Parma e Genoa si sfidavano al Tardini con le stesse ambizioni di oggi, ovvero allontanare il più possibile la zona retrocessione. Un anno e un paio di mesi dopo gli obiettivi sono rimasti gli stessi, ma a cambiare è stato tutto il contorno, oltre che il risultato finale: 14 giocatori sui 22 titolari, entrambi gli allenatori, una proprietà, il punteggio. Dallo 0-1 di 440 giorni fa allo 0-0 di oggi, stesso risultato dell’andata quando Cornet al 96’ sciupò il rigore della vittoria. Un punticino a testa che poco smuove, ma che allo stesso tempo consolida le posizioni di classifica di sia del Parma che del Genoa. Nel 2024 Pecchia si affidava all’interista Bonny mentre Gilardino rilanciava Mario Balotelli in Serie A. Oggi, grandi protagonisti non ce ne sono.
Se ai punti il primo tempo se l’era preso il Genoa, tutto diverso è il discorso per quanto riguarda la ripresa. Merito anche di Carlos Cuesta, che in avvio sostituisce un nervoso Ondrejka (ammonito e graziato) coprendosi con Britschgi. Occasioni vere e proprie, a dirla tutta, non se ne segnalano molte. Ma il Parma a lungo andare viene fuori, non concede più nulla al Grifone in zona offensiva e impensierisce Leali con un tentativo di Oristanio. De Rossi ci prova inserendo qualità – Messias ed Ekhator prima di Masini -, Cuesta risponde lanciando Djuric per le palle alte, Sorensen e Cremaschi. Nel finale, al minuto numero 88, c’è spazio per un ultimo sussulto: Colombo controlla, tiene a distanza l’avversario e spara verso la porta ma Corvi gli risponde ancora no. Ed è così che si chiude lo scontro salvezza tra Parma e Genoa, un “punticino” a testa e qualche (non troppe) buona indicazione per il futuro.