Fullkrug sprinta: convocato per Como! Allegri punta sulla coppia Leao-Nkunku. E torna Modric

Pulisic parte dalla panchina. In mezzo Fofana è in vantaggio su Loftus-Cheek. Out Pavlovic, al suo posto De Winter

Rafa Leao c’è. Dopo l’allenamento con il gruppo di martedì, ieri pomeriggio non ha avvertito (troppo) fastidio all’adduttore e all’inguine destro. Nella composizione dell’attacco anti Como, dunque, si parte dal portoghese. Chi al suo fianco? Nkunku è favorito su Pulisic.

Allegri là davanti ha tutti i giocatori non al meglio e dunque deve dosarne le energie per evitare sovraccarichi e infortuni. E c’è anche Fullkrug che sprinta a tempo di record dopo l’infortunio a un dito di un piede ed è tra i convocati per la trasferta sul lago.

Neppure stavolta, dunque, giocherà la coppia “titolare” formata da Pulisic e Leao. I due da inizio stagione sono stati utilizzati insieme dal primo minuto solo tre volte: in Milan-Bari del 17 agosto, nel derby del 23 novembre e in Milan-Genoa dell’8 gennaio. Pulisic le ultime due gare contro il Grifone e la Viola le ha disputate per intero e, siccome il bicipite femorale infortunato con gli Usa a ottobre ogni tanto si fa sentire, Max non vuole rischiare di perderlo per tanto tempo. Anche perché domenica a San Siro arriva il Lecce e il 25 c’è la trasferta di Roma contro i giallorossi. L’idea è quella di gettare nella mischia Capitan America nella ripresa, come successo a Cagliari. Di certo Allegri spera di avere presto al top sia Christian sia Rafa: questa staffetta… in infermeria, o comunque questo utilizzo part time dei due, non gli piace affatto.

Negli altri reparti tornano i titolarissimi: in difesa, davanti a Maignan, Tomori ha scontato la squalifica e riprenderà il suo posto sul centro-destra, con Gabbia in mezzo e De Winter per Pavlovic. Il serbo da vero “duro” voleva esserci, ma la botta alla testa è stata forte e complici i nove punti di sutura, non è al meglio. Da vedere se recupererà per domenica contro il Lecce. In panchina ci saranno Odogu e il giovane Dutu. Servirebbe un rinforzo dal mercato, per mandare il primo a giocare, ma Allegri ha negato la possibilità di un altro acquisto: “La rosa va bene così. Sono contento dei ragazzi che ho a disposizione: è un buon gruppo e con questi arriveremo fino alla fine”.

La serata no di Leao: San Siro lo fischia, Maignan lo rimprovera. Ma la curva non lo abbandona

Il portoghese è stato fischiato da gran parte dei tifosi al momento del cambio, ma la Sud gli ha dedicato un coro 

Lo strappo – se davvero di strappo si tratta – si consuma al minuto 78, quando Pioli decide di rinfrescare l’attacco e chiama Rafa Leao in panchina per sostituirlo con Okafor. E’ allora che succede quello che non ti aspetti: fischi. Ma tanti fischi, grosso modo da tre dei quattro lati del Meazza. Non si tratta di disapprovazione a macchia di leopardo, qua e là, ma di decibel arrivati a un livello importante.

La prima domanda che si rincorre in tribuna stampa, e anche fra i seggiolini del Secondo Rosso, è: ma i fischi erano per Rafa o per Pioli che ha tolto chi in teoria avrebbe le potenzialità per rimettere la partita in sesto? La domanda è legittima perché se la risposta è la prima, la cosa non può passare inosservata e acquista un determinato peso: Leao è già stato fischiato in passato da San Siro, ma mai con questa intensità. Sensazione? Quei fischi erano più per lui che per Pioli (o magari per entrambi), al termine di una delle prestazioni più grigie di sempre del portoghese in proporzione all’importanza del match. Mai in partita, mai un guizzo, e nemmeno la sensazione che volesse provarci. Rassegnato a rimbalzare contro il muro alzato da un sorprendente El Shaarawy che ha protetto Celik dalle scorribande del 10 rossonero.