Undici figli, 7 mogli, 3 Champions, 160 milioni persi: la vita spericolata di Roberto Carlos

L’esterno brasiliano ha ammesso di essere stato truffato di tutti i guadagni della carriera. Un altro numero da affiancare a tutti quelli di un’esistenza sopra le righe.

Come il più imprevedibile dei suoi tiri, se avete presente: quelle punizioni supersoniche che l’hanno reso celebre in tutto il mondo, anche la vita di Roberto Carlos ha preso all’improvviso un’altra direzione, saettando verso un disastro finanziario che è stato raccontato dallo stesso campione. Falsi amici, agenti malandrini e familiari scaltri gli hanno svuotato il conto in banca. Il brasiliano è rimasto al verde. Nell’impatto che fa la vita quando va a sbattere contro i guai, si ridefinisce così la figura di questo eterno ragazzo – oggi di anni ne ha cinquantatré – che oggi sembra invecchiato di colpo, lui che ha frequentato il giardino dei giochi con quella faccia da bambino mai cresciuto, sorridente per ogni stupore, dritto come un parafulmine contro un cielo che – da quando ha smesso di correre su e giù per la fascia – custodisce solo temporali.

Già nel conteggio della sua quotidianità, emerge una generosità di vita stupefacente, che mescola cromosomi e trofei in bacheca, incubi e amori, vizi e virtù, notti insonni vissute nell’angoscia e altre consumate ballando sopra i tavoli.