Inter, il 2025 si chiude senza titoli: contro il Napoli è già uno snodo cruciale

I nerazzurri escono delusi dalla Supercoppa ma sono primi in Serie A: l’11 gennaio con Conte un duello da vincere per dare stabilità alla stagione.

Gennaio-dicembre: il rendiconto annuale boccia le pretese dell’Inter. Dalla Supercoppa si è partiti, con la dolorosa rimonta subita dal Milan, alla Supercoppa si è arrivati, con gli orribili rigori calciati contro il Bologna, per la certificazione di un 2025 senza titoli. L’ossessione della seconda stella è stata battuta ma è stata sostituita da un’altra psicosi: la sindrome da grande vittoria. Iscritta a sei tornei, compreso il grigio Mondiale per club, l’Inter non ha raccolto niente e in alcuni casi ha anche rimediato scoppole memorabili, vedi la finale di Champions a Monaco, dalla quale forse il nucleo storico della squadra non si è ancora ristabilito. 

E così Mkhitaryan, che nello scorso inverno parlava di “ingiocabili” per descrivere il livello di espressione del calcio interista, a Riad ha usato un altro aggettivo per raccontare la crisi di risultati: “inspiegabile”. In effetti, se esaminiamo le sei sconfitte del nuovo corso con l’aggiunta del primo pareggio stagionale che si è trasformato in un altro ko, Cristian Chivu ha ragione a sottolineare il peso dei dettagli negativi. Perché sono quelli che determinano la differenza in uno sport a basso punteggio e soprattutto nelle partite d’èlite. Ma se tante volte l’Inter ha dovuto maledire certe distrazioni, sintomi evidenti di superficialità e leggerezza, oppure la scarsa ferocia nell’area di rigore avversaria, i momenti particolari diventano malessere generale. L’episodio può essere casuale, la sommatoria degli incidenti è strutturale. Prendiamo l’esempio di Bisseck, senza voler in alcun modo puntare il dito contro un unico calciatore: il rigore regalato nella semifinale di Supercoppa si allinea ai movimenti incongrui costati la stessa sanzione contro Genoa e Lazio, nell’ultimo campionato della gestione Inzaghi.