Inter-Napoli è pazzesca! Allegri scappa, la ThuLa fa tris e firma il ribaltone al 91′

Partita incredibile a San Siro: nel giro di 180 secondi la squadra di Allegri sblocca con Politano e raddoppia con Hojlund, ma nel finale i nerazzurri si scatenano: Chivu sale a punteggio pieno, Max al secondo ko di fila

Messaggio per tutti gli interisti. Se avete rinunciato all’ultimo aperitivo dell’estate per venire a San Siro o starvene sul divano con l’aria condizionata a palla e una birra ghiacciata, avrete qualcosa di cui vantarvi: esserci stati. Il concetto di “pazza Inter” si tramanda di generazioni, attraversa estati, inverni e primavere e bussa sulle spalle dei tifosi a cadenza più o meno regolare.

I nerazzurri vanno sotto di due gol col Napoli, fiaccati da Politano e Hojlund, e poi rimontano a modo loro, con grinta e coraggio: Lautaro, Thuram e ancora Lautaro (al 91′ il 3-2). Tutti sotto la nord, tutti nella ripresa, un tris di emozioni pure con un suo manifesto: Cristian Chivu in campo dopo il tris del capitano. Prima di andare a festeggiare coi suoi, ha dato un paio di indicazioni a Calhanoglu con una freddezza da leader. Un messaggio a Mourinho e a tutto il Real Madrid.

Subito i gol perché c’è parecchio da dire. Il Napoli, alla seconda sconfitta consecutiva, ha sfruttato due disattenzioni nerazzurre grandi come il cantiere c’è fuori San Siro, graffiando due volte in tre minuti: 50’ e 53’. Il primo affondo è stato di Politano, bravo ad arpionare un controllo da matita rossa di Barella – viziato da un passaggio mal calibrato di Diouf… – e a pungere Martinez col destro al secondo tentativo utile (Barella l’aveva murato…). Il secondo gol nasce da un equivoco: i nerazzurri, convinti che la sfera stesse uscendo in fallo laterale, si sono fermati quasi tutti, eccezion fatta per Di Lorenzo e Hojlund, i costruttori del raddoppio. Il terzino ha rincorso la sfera e l’ha appoggiata al danese, bravo a calciare forte e teso sul secondo palo nell’indifferenza generale, colpendo al cuore gli interisti nel momento di massima fragilità. Se si fa uno zoom nel momento in cui Hojlund carica il sinistro, si può notare il dettaglio che ha cambiato tutto: nessuno l’ha aggredito.