Napoli-Lukaku, il futuro è adesso. Torna in città, si allena in gruppo e vede Conte: ore decisive

L’agente Pastorello: “Conosco Romelu Romelu e il tecnico, sono persone che vivono il calcio in maniera molto passionale. Probabilmente non era il momento giusto per incontrarsi qualche settimana fa, s’incontreranno a breve” 

È tornato. Dopo un bel po’ di maretta Romelu Lukaku è tornato dopo un mese di assenza, restando in Belgio senza avvisare il Napoli, per proseguire il recupero dall’infortunio. In che condizioni ancora non si sa, visto che la curiosità del momento è riuscire a capire se oggi si allenerà in campo con i compagni di squadra o a parte. 

Per il suo agente, Federico Pastorello, si allenerà con la squadra: “Conosco sia Conte che Lukaku molto bene, sono persone che vivono il calcio in maniera molto passionale. Probabilmente non era il momento giusto per incontrarsi qualche settimana fa, ma loro si vedranno oggi. Romelu è tornato in città come da programmi e tornerà ad allenarsi con la squadra e con Conte. Poi deciderà il mister se farlo giocare o meno“. 

Si vedrà oggi la reazione del tecnico Antonio Conte, che espresse la sua delusione quando l’attaccante tornò a Castel Volturno due settimane fa per qualche ora senza passare dal suo ufficio. Lukaku, dopo l’infortunio subito nella preparazione estiva, è tornato in campo il 25 gennaio, ma da allora ha giocato solo alcuni minuti, per poi scegliere di restare in patria. Il Napoli gli comminerà anche una multa per questa sua assenza. 

El Pampa Sosa: “Per il Napoli annata disgraziata. Come si riparte? Intanto, c’è da capire Conte… “

L’ex attaccante commenta la stagione della squadra di Conte: “Rifondazione o piccoli ritocchi? Dipende se il club in Europa vuole fare strada, e da chi sarà l’allenatore”

“Chi ama non dimentica”, scrisse sulla propria maglietta Roberto Sosa, in arte El Pampa, il giorno in cui andò a sedersi su una delle traverse dell’allora San Paolo per festeggiare la promozione in B. Sosa adora Napoli e l’ha scelta per viverci, guardandola come farebbe un innamorato che ragiona con il cuore e non esclude che lo faccia anche il cervello. La Champions è opzionata, mancano sfumature, e per guardare lontano, un Gigante aiuta: lui vede oltre…

“Bisogna innanzitutto sapere alcune cose: chi sarà l’allenatore? E poi quale ruolo, in Champions, vorrà avere il Napoli? Basterà esserci, vincere qualche partita e fare un po’ di soldi, o provare ad andare avanti come accade a tante società in Libertadores?”.

“Io vedendo le gare di Parma e con la Lazio il dubbio che il ciclo-Conte sia finito l’ho avuto. Ma anche ripensando a varie prestazioni – sottolineo le prestazioni – di questa stagione. I risultati non si discutono: Conte resta una garanzia assoluta. Ma il livello di gioco è stato godibile in non più di sette-otto gare. Solo l’allenatore sa cosa voglia da sé e quale progetto possa condividere. Però se poi a settembre-ottobre prossimi bisogna ricominciare ancora con “e si gioca ogni tre giorni” o con altre frasi simbolo, allora le riflessioni è giusto le facciano tutti”.

“Una squadra forte che ha dovuto fronteggiare una stagione disgraziata, con troppi infortuni. Poi ci sono state risposte non convincenti dal mercato: e pure questo è argomento di analisi. Ma io non sono De Laurentiis e non spetta a me”.

“Dipende da chi starà in panchina, da come si voglia giocare, se si procederà ancora con il 3-4-2-1 o se si vorrà rilanciare il tridente. In organico, ci sono giocatori che possono fare tutto. Però…”.

Inter, scudetto già il prossimo weekend se… C’è anche l’ipotesi “divano”, ma solo domenica

Ai nerazzurri nel prossimo turno basterà pareggiare il risultato di Napoli (-10) e Milan (-12) per essere certi del 21° titolo. Ma se le rivali, che giocano prima, perdessero a Como e a Reggio Emilia.

Malgrado la rimonta subita in casa del Torino, l’Inter potrà avere la certezza aritmetica del ventunesimo scudetto già nel prossimo weekend, quando si giocherà il 35° turno del campionato. Con il pareggio nel posticipo tra Milan e Juve, la situazione attuale vede i nerazzurri a +10 su Conte e a +12 su Allegri. Con 12 punti ancora in palio, lo 0-0 di San Siro regala una mini certezza: Chivu e i suoi non potranno vincere il tricolore già sabato, anche in caso di sconfitta del Napoli a Como.  

Visto che poi resteranno soltanto tre giornate da giocare (9 punti), all’Inter basterà pareggiare il risultato di Napoli e Milan per laurearsi campione d’Italia. E qui subentra l’aspetto cronologico. Perché il Napoli giocherà appunto a Como sabato 2 maggio alle 18, mentre il Milan farà visita al Sassuolo domenica alle 15. Inter-Parma invece è in programma domenica alle 20.45, quindi se Conte e Allegri dovessero perdere, i nerazzurri vincerebbero lo scudetto sul divano, senza giocare, ma dovrebbero comunque aspettare le 17 di domenica, se i rossoneri non vinceranno. La vittoria del Napoli a Como invece obbligherebbe l’Inter a battere il Parma per non dover rimandare la festa al turno successivo.

Inter, ora è corsa all’aritmetica: ecco quando potrebbe diventare campione d’Italia

Se gli azzurri perdessero le prossime due e Chivu le vincesse tutte, i nerazzurri potrebbero vincere il titolo già il 26 aprile in trasferta contro il Torino

Ormai sembra solo questione di “quando”. L’Inter ha sfruttato il pari del Napoli a Parma allungando a +9 a sei giornate dalla fine. Domenica sera, uscendo dallo stadio, i nerazzurri avevano già iniziato a fare i calcoli su quando poter festeggiare aritmeticamente il tricolore numero 21. Diciotto punti palio. All’Inter ne bastano dieci. 

Intanto, il calendario: l’Inter deve sfidare Cagliari, Torino, Parma, Lazio, Verona e Bologna (tre gare in casa e altrettante in trasferta). Il Napoli se la vedrà contro Lazio, Cremonese, Como, Bologna, Pisa e Udinese (quattro gare in casa).  Se Chivu vincesse le prossime due e il Napoli le perdesse entrambe andrebbe a +15 a quattro giornate dalla fine, rendendo impossibile la ripresa azzurra. Ergo, con uno scenario simile, potrebbe diventare campione d’Italia il 26 aprile battendo il Torino in trasferta. Stesso discorso se il Napoli, invece di perdere, pareggiasse le prossime due sfide. Lì i punti sarebbero 13. Anche qui impossibile riprendere Chivu.

Un altro scenario riguarda gli eventuali successi. Se Inter e Napoli vincessero tutte le prossime partite a oltranza, i nerazzurri potrebbero diventare campioni d’Italia battendo la Lazio all’Olimpico alla terzultima giornata (può anche pareggiare). La squadra con cui pareggiarono l’annata scorsa dicendo addio alla corsa scudetto. Con due giornate da giocare, infatti, per il Napoli sarebbe impossibile riprendere i 9 punti di svantaggio. In ogni caso, il Napoli deve vincerle tutte per sperare di raggiungere Chivu. Ultimo scenario: se dovessero arrivare a pari punti ci sarebbe lo spareggio.

Napoli, ancora un infortunio! Problema al piede per Vergara: al suo posto entra Anguissa

Fascite plantare per il classe 2003. Conte, costretto al cambio, ha lanciato in campo il centrocampista camerunense, al rientro dopo oltre tre mesi di stop

Un’altra tegola per Conte, che dopo soli 45 minuti di Napoli-Torino si è trovato costretto a sostituire Antonio Vergara per un infortunio al piede. In campo per l’ottava volta consecutiva da titolare, il centrocampista è rientrato negli spogliatoi all’intervallo fortemente zoppicante, senza scarpini e accompagnato dallo staff medico azzurro nel tunnel. Fermato da una fascite plantare, l’ex Reggiana è stato sostituito allo scoccare della ripresa da Anguissa, al rientro dopo oltre tre mesi dall’ultima presenza. Nei prossimi giorni previsti accertamenti che chiariranno con precisione i tempi di recupero. 

Amareggiato per l’ennesimo infortunio della stagione, Antonio Conte ha così commentato lo stop di Vergara: “Ha sentito pungere sotto il piede. Su quest’anno va fatto un grande studio, si tratta di qualcosa di nuovo che va ad aggiungersi alla lunga lista di infortuni”. Poi l’annuncio su McTominay: “Stiamo provando a recuperare Scott in vista del prossimo turno, è possibile che in settimana torni ad allenarsi con noi”.

È strano. Da americano, seguo la maggior parte delle partite delle mie squadre preferite, Roma, Milan e Napoli. Tutta questa crisi infortuni è stata sorprendente, così come la rinascita di giocatori come Vergara, che prima non erano stati in evidenza. E ora, con giocatori chiave come Anguissa e De Bruyne che gradualmente tornano dagli infortuni, sappiamo, almeno per questa stagione, che giocatori come Vergara semplicemente non possono competere con questi giocatori affermati.

Milan, dov’è la porta? Come in Coppa Italia, attacco inesistente. Così Fullkrug non basta

I rossoneri in Supercoppa hanno fatto un solo vero tiro nello specchio. Nkunku e Pulisic deludenti, così il tedesco non può bastare. Chissà come sarebbe andata se in estate si fosse deciso di spendere per Hojlund, a lungo trattato ad agosto.

La finale non è in prestito: è del Napoli a titolo definitivo. Il Milan quattro mesi fa trattava Rasmus Hojlund con il Manchester United: parlò, pensò, decise. O in prestito oppure nulla, perché nessuno da Milano avrebbe pagato 40 milioni per lui. Rasmus, gentilmente, disse che non se ne parlava: cercava un indirizzo nuovo, e non a tempo. A dicembre, fa effetto vedere Rasmus Hojlund dominare la semifinale di Supercoppa contro un Milan molto triste in attacco. Nkunku è stato ancora insufficiente – di più, innocuo – ma c’è di più. Il Milan, nelle due partite dentro o fuori della sua stagione, non è stato quasi mai pericoloso. Non è solo questione di singoli, è anche questione di squadre.

Il Milan contro il Napoli ha tirato in porta tre volte ma solo uno è un vero tiro: Loftus-Cheek in spaccata a inizio partita. Non è stato pericoloso da fermo, non ha creato in uno contro uno – missing Rafa Leao, adeguata ricompensa a chi lo ritrovasse – e per una volta ha avuto pochissimo anche da Christian Pulisic. Quella grande giocata per avviare il contropiede e nulla più. Il segnale peggiore? Tra tutti, forse questo: il Milan ha avuto più di mezz’ora dopo il 2-0 e non si è mai visto davvero. Non un cambio riuscito, non una giocata di rabbia, non un assedio disperato. A gennaio, in situazione simile, a Riad aveva ribaltato l’Inter con una reazione di squadra. 

Finale a ogni costo: tra Napoli e Milan chi cade si fa male. Ecco che partita vedremo

Conte cerca un segnale dopo due ko tra campionato e Champions, Allegri non vuole un Natale con due obiettivi già falliti.

Oggi sgomma la Supercoppa Italiana. Prima semifinale in ordine cronologico, ma anche per somma punti di campionato: Milan e Napoli ne ammassano 63; Inter e Bologna, in campo domani, 58. Ma prima anche per tensione di gara, perché chi cadrà stasera si porterà a casa dei lividi. Senza drammatizzare, sia chiaro, a questa altezza della stagione, poi.

Però allineare una terza sconfitta alle due di Champions (Benfica) e di campionato (Udinese) non passerebbe inosservato in un ambiente sensibile agli eventi belli e brutti, come quello napoletano. Solo alla sconfitta di Torino con i granata, il Napoli aveva fatto seguire una sconfitta, quella plateale di Eindhoven. Dopo le altre cadute, si era sempre rialzato con una vittoria. Solo due partite fa, il Milan era in cima alla Serie A e viaggia a +10 rispetto alla sciagurata stagione scorsa. Il mondo rossonero vive con soddisfazione e fiducia il suo piccolo Rinascimento e una ritrovata solidità tecnico-gestionale, frutto dell’avvento di Allegri e Tare.

Però, dopo l’uscita dalla Coppa Italia, dovesse ritrovarsi a Natale con due obbiettivi su tre già falliti, il panettone del Milan avrebbe un sapore diverso. Per quanto sciagurato, il Diavolo precedente è arrivato alla finale di Coppa Italia e si è portato a casa la Supercoppa. Vero che il bersaglio grosso è lo scudetto che ora Allegri potrà inseguire con l’agenda totalmente sgombra d’impegni, ma di sicuro a Max piacerebbe ripetere il viaggio di ritorno da Riad di Sergio Conceiçao, anche senza sigaro: con la coppa in braccio, dopo aver vinto magari un altro derby e consegnato ufficialmente all’Inter capolista il biglietto di sfida per lo scudetto. Quindi stasera allo Stadio dell’Università Re Sa’ud vedremo una partita calda.

Ranking Uefa, Italia più vicina al quinto posto in Champions: i calcoli per la rincorsa ai tedeschi

Malgrado i ko di Inter e Napoli, il turno favorevole in Europa League e Conference ci fa ridurre il distacco dalla Germania, seconda, e allungare sul Portogallo, quarto.

Nonostante le sconfitte di Napoli e Inter, l’Italia mette il turbo in questa tre giorni europea ed è sempre più vicina al secondo posto del ranking Uefa per Federazioni – che garantisce una squadra in più nella prossima edizione della Champions League – con 11,000 punti. In termini di classifica, infatti, abbiamo rosicchiato punti alla Germania seconda (11,142) e al tempo stesso abbiamo leggermente allungato sul Portogallo quarto (10,600). Guida la classifica come di consueto l’Inghilterra – che ha ben nove squadre impegnate nelle competizioni internazionali – con 12.500 punti. In quinta posizione c’è la Spagna con 10.375 punti. A seguire troviamo Polonia (10.125), Cipro (10.000), Francia (9.500), Danimarca (9.125) e Grecia (8.300). 

Tutto questo è stato possibile perché le formazioni tedesche hanno incontrato diverse difficoltà. Solo il Bayern Monaco è riuscito a vincere in Champions, sconfiggendo proprio lo Sporting, poi ci sono stati i pareggi di Bayer Leverkusen e Borussia Dortmund e la sconfitta dell’Eintracht a Barcellona. Per regolamento, nella fase a girone ogni vittoria assegna 2 punti e ogni pareggio ne assegna uno; il punteggio totale va poi diviso per il numero di squadre partecipanti della singola Federazione. Il risultato va poi sommato al punteggio già totalizzato nel ranking. 

Per Champions ed Europa League se ne riparlerà a gennaio, la Conference invece ha ancora un turno la prossima settimana. Occhi puntati sugli “scontri diretti” tra Federazioni, su tutti quello tra Juventus e Benfica in Champions e quello tra Roma e Stoccarda in Europa League che potrebbero rendere ancora migliore il piazzamento dell’Italia nei confronti delle rivali. Ci sarebbe anche l’Inter che riceve l’Arsenal, l’unica squadra a punteggio pieno nelle tre competizioni internazionali. Una prova difficilissima, ma non impossibile.

Plusvalenze Napoli, cosa rischia il club e la posizione di De Laurentiis

La ricostruzione, con tanto di intercettazioni, pubblicata oggi da Repubblica, in merito al caso delle plusvalenze del Napoli non porta elementi nuovi rispetto alla posizione sportiva del club. Le carte della Procura di Roma, infatti, erano già state inviate ad aprile alla Federcalcio e il procuratore federale Giuseppe Chinè non le aveva giudicate sufficienti per riaprire il processo sportivo, la posizione del Napoli è dunque archiviata.

Del resto le operazioni Manolas-Osimhen erano già state analizzate in due gradi (al club erano stati contestati gli articoli 4,6 e 31 del Codice di Giustizia Sportiva) e il Napoli era sempre stato assolto. Dunque la possibilità che venga penalizzato (punti tolti in classifica) non è contemplata e la vicenda non avrà seguito in ambito sportivo.

Diversa la posizione di Aurelio de Laurentiis che dovrà affrontare il processo a livello penale dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Roma. Il presidente del Napoli è accusato di falso in bilancio relativo alle stagioni 2019, 2020 e 2021 per gli acquisti di Manolas e Osimhen, la cui contabilizzazione potrebbe essere servita a gonfiare artificiosamente le plusvalenze. 

Dopo il rinvio della prima udienza preliminare, ora prevista il 6 novembre, De Laurentiis, tramite i suoi legali, aveva fatto sapere di essere tranquillo e sereno in merito all’esito dell’udienza, e “convinto di poter dimostrare di aver operato con la totale correttezza che rappresenta il Napoli, che ha sempre fatto del rispetto delle regole un riferimento assoluto da seguire”.

Per i legali, gli avvocati Gino Fabio Fulgeri, Gaetano Scalise e Lorenzo Contrada, le intercettazioni pubblicate sono “frasi estrapolate da un contesto dialettico ben più ampio, che solo se considerato nella sua interezza e con serena obiettività consente di coglierne il reale significato”. “A ulteriore dimostrazione della totale irrilevanza, ai fini accusatori, delle frasi riportate nell’articolo – aggiungono – giova rilevare che gli stessi interlocutori richiamati dal giornalista sono stati già ampiamente sentiti dai Pubblici Ministeri, e ciò unicamente in qualità di persone informate sui fatti e in quella sede, hanno fornito spiegazioni puntuali, chiare e convincenti, tali da escludere qualsiasi effettiva rilevanza probatoria delle stesse”.

Napoli, si valuta Dovbyk per l’attacco. Calciomercato news

In attesa di capire quali saranno i tempi di recupero di Romelu Lukaku per rientrare dall’infortunio, il Napoli è tornato sul mercato alla ricerca di un attaccante. Valutazioni in corso per Artem Dovbyk della Roma.

Il Napoli è tornato sul mercato per cercare un attaccante, in seguito all’infortunio di Romelu Lukaku per il quale non si sanno ancora con certezza i tempi di recupero. Nella giornata di mercoledì 20 agosto, il belga si sottoporrà a un consulto chirurgico. Il ds Manna sta valutando il profilo di Artem Dovbyk della Roma. I giallorossi valutano anche una possibile cessione del centravanti ucraino. Gli azzurri monitorano anche Hojlund, con un primo contatto con il Manchester United che c’è stato, ma in questo momento il Milan è avanti. 

I numeri di Dovbyk e le parole di Gasperini.17 gol in 45 partite messi a referto da Artem Dovbyk in tutte le competizioni con la maglia della Roma la scorsa stagione. Con l’arrivo questa estate di Ferguson dal Brighton, l’ucraino potrebbe avere meno spazio nelle gerarchie di Gasperini. “Dovbyk è stato fermo parecchio, è in crescita sotto il punto di vista atletico, si sta impegnando”, ha dichiarato su di lui l’allenatore al termine dell’amichevole vinta contro l’Everton del 9 agosto.