Esposito alla Vieri, che numeri tra Inter e Italia: in azzurro dietro solo due leggende

Il paragone nei numeri tra Bobo e Pio. E solo Meazza e Rivera han segnato di più del centravanti interista in azzurro prima dei 21 anni. 

Il parallelismo vien da sé, basta metterli vicini. Esposito viene paragonato a Christian Vieri fin da quando ha messo piede per la prima volta in Serie A. Questione di similitudini: Pio è la punta titolare dell’Inter, gioca e segna in Nazionale, è alto, grosso ed esulta mostrando i muscoli. Per certi aspetti, banalmente numerici, Esposito è riuscito anche a far meglio di Bobo, che ha debuttato in Nazionale a 23 anni segnando a Trieste contro la Moldavia. 

La punta di Castellammare, invece, ha esordito a venti e ha segnato quasi subito, pungendo l’Estonia al suo secondo match con la maglia azzurra. E dopo otto presenze è già a quattro gol, l’ultimo decisivo contro il Lussemburgo: è solo il terzo giocatore a realizzare più di tre gol con la maglia della Nazionale maggiore prima di compiere 21 anni, dopo Giuseppe Meazza (11 reti) e Gianni Rivera (cinque).

Premessa d’obbligo: niente paragoni. L’ha detto Pio e l’ha ribadito anche Vieri: “Quando entra fare la differenza. È bello, ma è anche stressante perché ha tanta pressione”. Insomma, il confronto non esiste. Almeno per ora: Vieri è stato la punta titolare dell’Italia per quasi un decennio, ha giocato due Mondiali infilando nove gol e ha chiuso l’avventura azzurra con 23 reti in 49 partite.

Tuttavia, i numeri di Esposito in azzurro restano: come detto quattro gol in otto partite, di cui una sola da titolare. Ha punto Estonia, Moldavia, Lussemburgo e Norvegia, l’avversaria più forte incontrata fin qui. Le altre erano molto più abbordabili. All’età di Esposito, Vieri giocava a vinceva con l’Under 21 di Cesare Maldini, con cui vinse due europei di categoria. E per arrivare a quattro gol con la nazionale maggiore gli servirono 10 partite, di cui però tre ai Mondiali 1998. C’è anche da dire che erano quasi vent’anni che la punta titolare dell’Italia – o tra le candidate a esserlo… – non vestiva la maglia dell’Inter. L’ultimo? Proprio Bobo (Balotelli si consolidò in azzurro dopo aver salutato Milano). 

Marotta: “Lukaku, che delusione. Per Pavard siamo messi bene”

Ai microfoni di Radio Serie A su Rds parla l’a.d. nerazzurro: “Sanchez manda segnali per tornare, positivo. Berardi? Sto con Carnevali, è indispensabile per il suo club ed è tardi per sostituirlo”

Fiducioso, questo sì: “Siamo messi bene. Non deve essere inteso però come una illusione per i nostri tifosi”. L’ad interista Beppe Marotta, traccia un primo bilancio del mercato interista parlando ai microfoni di Radio Serie A con Rds, il nuovo format della Lega di A. “Nel mercato – aggiunge – devi sempre cercare di fare un giusto mix fra giovani e meno giovani. Siamo soddisfatti del nostro mercato ma dobbiamo poi sempre confrontarci sul campo con i nostri avversari. Partiamo alla pari con le altre squadre della vetta della Serie A. Con Pavard siamo messi bene, ma non vuole essere un’illusione per i nostri tifosi”.

Marotta ritorna poi sull’operazione-Lukaku, “che ha lasciato tanta delusione. Non penso che giocherà in Italia in un’altra squadra. I club di A hanno lavorato tutte bene sul mercato”. L’ad dell’Inter tocca anche il tema-Correa: “Ha chiesto più spazio, con lui sta dialogando Ausilio. Vedremo in questi giorni cosa vorrà fare il giocatore. Sanchez ha mandato segnali per un possibile ritorno e questo è di certo un fatto positivo”. E poi c’è la cessione di Onana: “Lo abbiamo preso a parametro zero, grazie ad Ausilio, e lo abbiamo venduto a circa 50 milioni. Queste sono le operazioni che rendono forti e solide le società. Il fenomeno arabo è arrivato improvvisamente. Di sicuro lo spettacolo e la qualità sono scesi: in questa estate hanno portato via circa 20 giocatori di livello. Ma dobbiamo considerare che è venuta meno la nostra competitività economica”.

Sulla decisione del Sassuolo di togliere dal mercato Berardi, Marotta si dice “d’accordo con Carnevali: lui è indispensabile nel gioco del suo club ed è un po’ tardi per sostituirlo”. Infine, un accenno a Sensi: “Può darci molto, ha grandi mezzi, ma dobbiamo preservarlo perché viene da alcuni problemi fisici”.