Yildiz l’intoccabile: i tifosi lo adorano, la Juve prepara il rinnovo e la maglia numero 10

L’estate scorsa per un ragazzo che voleva comprare la maglia di Kenan Yildiz la strada era tutta in salita: non esistevano quelle già pronte e nemmeno la scritta prestampata, il cognome andava composto lettera per lettera e agli addetti alla personalizzazione dello Juventus Store bisognava fare lo spelling, perché non sapevano esattamente come si scrivesse.

Normale, visto che fino a quel momento il ragazzino turco non aveva giocato neppure un minuto in Serie A. Adesso la sua casacca numero 15 è la più venduta e nessuno nello store bianconero chiede più come si scrive Yildiz. All’Allianz Stadium è uno dei più applauditi e i tifosi, soprattutto i giovani, stravedono per lui, probabilmente perché nei suoi piedi educati e nella faccia pulita vedono il futuro della Signora. C’è grande fiducia nonostante Yildiz abbia segnato una sola rete in campionato (il 23 dicembre al Frosinone) e da quasi due mesi (17 febbraio con il Verona) non giochi una partita da titolare.

Ho scommesso che Kenan Yildiz sarà nominato per il Pallone d’Oro entro 5 anni. Ho giocato con molti ragazzi, ma non ho mai visto un talento simile. Sono fiducioso di vincere la scommessa”: così Wojciech Szczesny, intervistato da “Foot Truck”, ha incoronato il suo compagno di squadra, che a 18 anni è già stato lanciato da Vincenzo Montella in nazionale. Allegri lo sta dosando come ha sempre fatto con i giovani, la Juventus però ha deciso di blindarlo, rinnovando un contratto prolungato appena un anno fa fino al 2027. Gli estimatori non mancano (Borussia, Lipsia, Liverpool e Arsenal), ma per il club è un intoccabile e la nuova scadenza (2029 con adeguamento dell’ingaggio dai 350 mila attuali al milione) è per dare un segnale al ragazzo e alle big europee. Col rinnovo potrebbe arrivare anche il cambio di maglia: l’idea è di proporgli la 10 che fu di Alessandro Del Piero — l’idolo di Yildiz che come lui esulta con la linguaccia — attualmente di proprietà di Paul Pogba, che presto potrebbe lasciare la Juventus per la squalifica per doping (si attende il ricorso al Tas). Kenan l’ha avuta in Next Gen e ha il talento per impreziosirla. Anche l’Adidas sarebbe felice: scontata un’ulteriore impennata nelle vendite.

Calhanoglu e Yildiz, cose turche: i geni-amici che accendono Inter-Juve

Simone Inzaghi e Massimiliano Allegri si stanno preparando a una battaglia di 90’. È Inter-Juventus, il derby d’Italia che vale di nuovo uno scudetto, conteso con armi affilate a San Siro. Come i due connazionali agli antipodi, rivali per una sera: in casa Hakan Calhanoglu, il veterano da cui passano trame e certezze di Simone;

In trasferta Kenan Yildiz, il novellino con cui Max spera di far saltare il banco. Aspettiamoci cose turche domenica, molto della battaglia passerà da quanto saranno ispirati i due amici. Uno, il maestro dell’altro. 

Uno dei principi cardine dell’Arte della Guerra è conoscere il proprio nemico. Allegri ha letto il manuale di Sun Tzu, citato più volte, e l’Inter l’ha affrontata spesso in questi anni. Sa che Calhanoglu può essere un problema e studia come limitarlo. Al contempo, con Yildiz ha un asso nella manica, proprio perché Inzaghi non si è mai dovuto preoccupare della stellina turca finora. È quasi un’arma segreta, per imprevedibilità e qualità delle giocate superiori ai compagni. All’andata Kenan non era ancora pronto e guardò dalla panchina per 90’. Stavolta, con Chiesa di ritorno dall’infortunio e un mese da protagonista alle spalle, potrebbe addirittura partire dall’inizio. Per il 18enne nato in Germania, a Ratisbona, sarebbe la prima volta a San Siro, il teatro che ha fatto diventare grandi i migliori artisti del pallone. Yildiz è nato nel maggio 2005, proprio nella settimana in cui uno dei suoi idoli da bambino, Alessandro Del Piero, con un assist in rovesciata per Trezeguet al Meazza consegnava di fatto uno scudetto (poi revocato per Calciopoli) alla Juve. Kenan spera di emularlo, al fianco di Vlahovic in un attacco che nel 2024 ha dato parecchie soddisfazioni ai tifosi bianconeri. Allegri con l’Empoli gli ha preferito Milik, “pizzicandolo” poi nel dopopartita. Ma con i giovani usare il bastone e la carota può dare frutti. E dal lato di Yildiz sono sicuri che risponderà subito.

Super Yildiz: l’uomo in più è già in casa. E Allegri pensa al nuovo ruolo

Titolare nelle ultime due partite, sarà il vero rinforzo del 2024. Non solo da seconda punta.

In fondo l’uomo nuovo la Juventus l’ha già in casa. Il 2024 può essere, infatti, l’anno della definitiva esplosione di Kenan Yildiz. Se lo augurano un po’ tutti, da Massimiliano Allegri che l’ha lanciato a Cristiano Giuntoli che l’ha tolto senza indugi dal mercato.

Kenan Yildiz non si vende, è il futuro della Juve. Il 2023 ha portato infatti al talentino bianconero l’esordio e il primo gol sia in Serie A che in nazionale con la Turchia. Niente male, ma alla Continassa sanno che con il potenziale a disposizione il meglio deve ancora venire. E le ultime due partite di dicembre, con Frosinone e Roma, sono state indicative in questo senso. Oggi Kenan non è più solo una promessa, ma una solida realtà nella rosa della Signora. 

Davanti c’è il doppio confronto con la Salernitana, prima in Coppa Italia e poi in campionato. La stellina turca sa bene che con il ritorno di Federico Chiesa nel 3-5-2 non ci sarà sempre spazio, ma il doppio impegno, che potrebbe replicarsi in caso di passaggio del turno (contro il Frosinone ai quarti la settimana dopo), è garanzia di impiego. Kenan Yildiz avrà così ancora chance di mostrare le sue doti e guadagnarsi un’altra fetta di fiducia. Allegri l’ha coccolato per mesi, sia nelle dichiarazioni pubbliche che in privato, prima di “rischiarlo” dal 1’, in concomitanza con le assenze di Chiesa e Kean, mentre sia i compagni che i tifosi bianconeri l’hanno da subito adottato, consci che il “ragazzino” ci sa fare. Il gol al debutto da titolare a Frosinone è valso a Yildiz la seguente conferma contro la Roma, al fianco di Dusan Vlahovic, con il rientrante Chiesa in panchina. Difficile, però, pensare che sia una costante nelle scelte di Max. E allora come fare per dare continuità alla crescita di Kenan? La soluzione potrebbe essere tattica. 

La Juve e le avances del Fenerbahce, su Yildiz la palla passa a Giuntoli

L’enfant prodige della Primavera bianconera nel mirino dei turchi: sarebbe plusvalenza facile ma è una risorsa tecnica per il futuro e potrebbe arrivare l’offerta per il rinnovo

Stiamo parlando di Kenan Yildiz, enfant prodige della Primavera bianconera, che ha già assaggiato nella passata stagione il calcio dei grandi con la NextGen in Serie C. Classe 2005, è arrivato alla Juve appena un anno fa, strappato alle giovanili del Bayern Monaco, firmando un contratto sino al 2025. Il club bianconero lo reputa un tassello importante per il futuro, ma dalla Turchia arrivano forti le sirene del Fenerbahce, che ha eletto la giovane stellina a erede di Arda Guler, appena venduto al Real Madrid dopo un’asta agguerrita tra le big di mezza Europa. La società di Istanbul, che segue Yildiz già dai tempi del Bayern, è disposta a mettere sul piatto una decina di milioni, garantendo un posto in prima squadra al talentino turco-tedesco. Dal canto suo, la Juve al momento non apre alla cessione.

L’agente di Kenan, Hector Peris Ros, prima di considerare ogni opzione vuole sentire che traiettoria sul futuro del suo assistito ha in mente il nuovo uomo mercato della Juventus. A cominciare a stretto giro di posta dalla partecipazione alla tournée negli Stati Uniti, per poi entrare nello specifico sulle decisioni più importanti: Yildiz sarà inserito in prima squadra (qualora l’allenatore lo ritenesse pronto dopo averlo visionato durante la preparazione…), integrato in pianta stabile con la NextGen con la possibilità di salire all’occorrenza e con il tempo alle dipendenze di Massimiliano Allegri (un po’ come fatto da Iling Junior nella stagione appena terminata) oppure prestato a un club di Liga o Serie A per maturare. Giuntoli, che con i giovani è sempre stato abituato a lavorare (e bene), dovrà prendere la sua decisione coordinandosi con gli altri dirigenti. Se è vero che da un lato vendere oggi Kenan potrebbe garantire una plusvalenza facile, dall’altra parte c’è il rischio di perdere una risorsa tecnica importante nel futuro prossimo del club.