Lucca, il gol è inutile ma arriva un post polemico. E i tifosi del Napoli: “Dai che ti riscattano”

L’attaccante ha segnato alla prima in Premier contro il Leeds, poi ha postato sui social dopo due mesi di silenzio. “Perdona loro, perché non lo sanno”. Sono arrivate subito le reazioni dei napoletani, che si sono sentiti tirati in causa. “Perdona loro, perché non lo sanno”. Questa volta Lorenzo Lucca si avvale di una semicitazione biblica per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e porsi, nuovamente, al centro delle polemiche.

Il centravanti del Nottingham Forest, in prestito dal Napoli, ha segnato la rete della bandiera nel match perso per 3-1 contro il Leeds, al suo esordio in Premier League. Entrato al 54’ al posto di Igor Jesus, sul 3-0 per i padroni di casa ad Elland Road, ha messo a segno il suo primo gol in Inghilterra con la specialità della casa, un colpo di testa su assist di Hutchinson. Che non è valso niente ai fini del risultato, ma che pesa come una vittoria personale per Lorenzo Lucca. 

L’ex Udinese è tornato sui social a gamba tesa, dopo un silenzio durato oltre due mesi. Il post incriminato ha scatenato l’ira dei tifosi del Napoli, che si sono sentiti tirati in causa e non hanno perso occasione per commentare al veleno: “Non so se sai chi hai citato, magari per il gol della bandiera è un po’ esagerato”, “Continua a segnare così ti riscattano”, “Convinci il Nottingham”. Che il feeling tra Lucca e i tifosi partenopei non fosse mai scattato è cosa nota. Ce lo suggeriscono le critiche continue alle prestazioni del giocatore, in verità, quasi sempre insufficienti. I supporters azzurri hanno contestato a Lorenzo anche l’atteggiamento in campo, considerato superficiale e svogliato. Lucca in maglia azzurra ha segnato due gol, il primo da centravanti puro, nella gara contro il Pisa, che lo stesso giocatore ha celebrato sui social con un post, all’epoca particolarmente apprezzato dai tifosi: “Sto sputann sang”, che rendeva l’idea dell’impegno profuso. La seconda rete in Coppa Italia contro il Cagliari, che è valsa il pass per i quarti di finale.

Lucca, il litigio costa caro. Udinese: multa e via in estate

L’attaccante, dopo il rigore della discordia, fa un post in attesa di un chiarimento col club

E adesso? Nel dubbio, l’allenatore Kosta Runjaic ha dato tre giorni di riposo, per cercare di far decantare un caso che ha fatto scalpore. E Lorenzo Lucca ieri, a un certo punto, ha chiesto scusa. A modo suo, citando la canzone di Lucio Corsi arrivata seconda a Sanremo: “Volevo essere un duro, però, da solo non sono nessuno”. Un messaggio criptico, probabilmente per sdrammatizzare. Quel che è certo è che l’altra sera ha fatto arrabbiare tutti: compagni di squadra, allenatore, società, la maggior parte dei tifosi nonostante abbia segnato il rigore della discordia e regalato altri tre punti all’Udinese. Vedere Lucca che tiene in mano il pallone e non sente ragioni per mollarlo, malgrado il rigorista sia Florian Thauvin, è stato imbarazzante, per certi versi inspiegabile a questi livelli.

La società al momento non ha rilasciato dichiarazioni – venerdì a caldo hanno comunque parlato l’allenatore Runjaic e il vice capitano Jaka Bijol e non si sono sottratti all’argomento – e molto probabilmente la questione si risolverà con una maxi multa al giocatore disobbediente. Ma le cicatrici restano e sarà difficile medicarle. Così a fine stagione Lucca quasi certamente andrà via. Poteva farlo già a gennaio, c’era stato l’interesse di parecchi club (fra cui il Milan che poi ha virato su Gimenez), ma non se ne fece nulla. Aspettando tempi migliori. E chi sa se arriveranno offerte della stessa consistenza economica dopo le clamorose istantanee del Via del Mare. In estate Lucca è destinato a cambiare aria: sulle sue tracce, fra gli altri club, c’è anche la Juve. Che lo ha messo in lista assieme a Osimhen e tanti altri: quello di Lucca è un profilo monitorato da tempo dai bianconeri. La valutazione dell’Udinese è su per giù sui 30 milioni di euro per un giocatore che proprio grazie al rigore di Lecce ha già raggiunto la doppia cifra.