Muro crollato: 5 gol presi in 180 minuti. Il Milan di Allegri non sa più difendere?

L’Atalanta, come il Sassuolo, è arrivata facilmente nell’area di Maignan: l’unica grande certezza della stagione è crollata. Ecco perché succede.

Alto tradimento. E proprio nel momento meno opportuno. La crisi dell’attacco del Milan è cosa nota e dura ormai da mesi (non è certo un rigore di Nkunku a restituire dignità al reparto). Quella delle difesa invece è abbastanza una novità ed è la cosa più inquietante che potesse succedere lungo il rettilineo finale che porta in Champions.

Era l’unica vera certezza del Milan edizione ’25-26, ma adesso non c’è più. Lungo la stagione il Diavolo ha vissuto a più riprese svariate problematiche: Leao senza pace con se stesso (e tutto il mondo che lo circonda), Gimenez fuori causa mezza stagione, Modric senza sostituti all’altezza, un gioco gradevole in autunno e diventato poi sempre più abulico e assente. Però, se c’era qualcosa che il Milan si poteva appuntare al petto con orgoglio, era la fase difensiva. Era, appunto. Crollata proprio quando era necessario serrare ancora di più i ranghi, a maggior ragione nell’ambito di una squadra che in 17 partite del girone di ritorno è riuscita a produrre soltanto diciotto gol.

Quelli subiti adesso sono cinque nelle ultime due partite, nove se vogliamo allargare lo sguardo alle ultime sei. Un lasso di tempo in cui a spiccare era stato soprattutto il tris incassato dall’Udinese. Poi Maignan era riuscito a chiudere la porta a chiave per due partite di fila – Verona, Juve -, cosa che aveva derubricato lo sprofondo con i friulani a incidente di percorso. Il Milan, anzi, prima delle ultime due uscite vantava ancora la seconda difesa nei principali campionati europei in termini di media a partita. L’auspicio di Allegri in fondo era condivisibile: fare la guardia per bene alla propria porta confidando che gli attaccanti si sbloccassero. Non ne è andata in porto nemmeno una.

Basta riguardarsi i gol presi con Sassuolo e Atalanta per accorgersi di una cosa elementare: gli avversari di questi tempi contro il Milan trovano la via della rete con modalità decisamente troppo facili. Con giocate scolastiche o grazie ad errori e amnesie dei giocatori rossoneri.

Maignan e Pavlovic, sospiro di sollievo: escluse lesioni muscolari

Il comunicato del club rossonero dopo gli esami strumentali: “I due calciatori saranno valutati giorno dopo giorno in base all’evoluzione clinica”

A Milanello si può sorridere. Moderatamente, è chiaro, ma è possibile tirare un sospiro di sollievo osservando l’infermeria e leggendo la nota ufficiale dello staff sanitario rossonero: “Nella mattinata odierna Mike Maignan e Strahinja Pavlovic sono stati sottoposti a esami strumentali che hanno escluso lesioni muscolari per entrambi”. Questo non significa ovviamente una convocazione automatica per la trasferta di Udine di sabato prossimo, significa però che i tempi di recupero non saranno eccessivi.

La prima diagnosi a caldo, subito dopo la partita col Bologna, parlava di “risentimento al polpaccio destro” per Maignan e “risentimento al flessore sinistro” per Pavlovic. L’assenza di lesioni citata nel comunicato del club induce a pensare che si resti quindi in quell’alveo tra il risentimento e la contrattura. In teoria, per quanto riguarda Maignan, dovrebbe essere una situazione meno grave rispetto a quella di Leao, alle prese con una elongazione, ovvero con una porzione di muscolo lesionata. Ma, trattandosi di una parte della gamba molto delicata, non verrà preso alcun tipo di rischio. Il comunicato infatti conclude così: “I due calciatori saranno valutati giorno dopo giorno in base all’evoluzione clinica”. Al loro posto Allegri piazzerà Terracciano (a meno che non voglia lanciare Torriani, reduce però anche lui da problemi fisici) e De Winter, che ha ben figurato nella ripresa contro il Bologna. La riflessione di base semmai è un’altra: con una rosa di soli 22 giocatori, ritrovarsi senza quattro elementi inizia già a essere un problema.

Maignan para, stimola, dirige. E ora vuol fare al Milan un regalo da 20 milioni

Il portiere è in lista Champions e a Londra ci sarà. Il passaggio del turno vale tanto (anche per le casse) e passerà soprattutto dalle mani del francese

I tifosi hanno iniziato a far rimbalzare la notizia sui social nel primo pomeriggio di ieri, pochi secondi dopo l’ufficialità arrivata dalla Uefa. Uno screenshot da non mancare, quello con Maignan tornato in lista Champions. In realtà si trattava di un’ovvietà, una non-notizia, perché è chiaro che il ritorno fra i ranghi di Mike gli avrebbe riconsegnato una casella anche in Europa (con la conseguente esclusione di Tatarusanu).

Un gradevole risvolto dell’articolo 44 che tutela i club in caso di problemi seri coi portieri, ruolo delicatissimo come sa molto bene anche il Milan. E così ieri pomeriggio quello screenshot è rimbalzato ai quattro angoli della galassia rossonera nel segno del compiacimento dell’ufficialità, sebbene attesa e scontata.

Qualcosa che spiega bene quanto Mike sia mancato al mondo Milan e quanto adesso quel mondo si affidi a lui nella notte più importante della stagione. Di solito, quando ci sono gran gala come quello dell’Hotspur Stadium, la copertina se la prendono gli attaccanti. Anche perché nel calcio vince chi fa un gol più degli avversari. Stavolta però è diverso e il Diavolo si affida al suo santo protettore francese. Nelle mani di Mike, in senso figurato e in termini pratici. D’altra parte Giroud è a rischio per la febbre, Leao non sai mai quale film deciderà di recitare, Diaz – giustiziere degli inglesi all’andata – è alle prese con un ginocchio ballerino, e allora l’occhio di bue finisce fra i pali della porta rossonera. Anche perché mai come domani sera sarà importante difenderla a ogni costo e Mike ha una voglia folle di passerelle internazionali dopo il Mondiale smarrito.

Tatarusanu, Maignan e la lista Champions: ecco come funziona

Il regolamento Uefa consente tre cambi: se i rossoneri centreranno gli ottavi, il francese potrebbe tornare a disposizione per le sfide di febbraio e marzo.

Il Milan sarà nelle mani di Tatarusanu per un altro po’. Forse addirittura fino a gennaio. Maignan si è fermato di nuovo per una lesione al soleo, sarà ricontrollato tra una decina di giorni e poi si vedrà. In ballo c’è anche il Mondiale. Al momento ipotesi, riflessioni, ma ciò che è certo che Pioli dovrò contare sul portiere romeno per un altro mese, soprattutto per le due sfide della grande coppa contro Dinamo Zagabria e Salisburgo, decisive ai fine delle qualificazione agli ottavi.

A tal proposito va fatta una precisazione. A settembre, dopo il primo infortunio, il Milan aveva sostituito il francese dalla lista Champions per far entrare proprio Tatarusanu, inizialmente escluso a favore di Mirante e Jungdal (lista B) per una questione legata alle liste. Pioli ha usufruito all’articolo 46 del regolamento Uefa relativo alla variazione delle rose, il quale permette di sostituire nella lista un portiere che per motivi medici abbia una prognosi di almeno 30 giorni di stop. Maignan avrebbe ripreso il suo posto tra i pali per la sfida del 25 ottobre contro la Dinamo Zagabria, la penultima del girone prima di Salisburgo.

Da qui la domanda: se il Milan dovesse qualificarsi agli ottavi, Maignan potrebbe essere reinserito a febbraio? La risposta è sì: in base al punto uno dell’articolo 46, consultabile sul sito della Uefa, una squadra può iscrivere un massimo di tre nuovi giocatori per le rimanenti partite della competizione. Il tutto non oltre il 2 febbraio 2023. L’importante è che la lista A abbia 25 giocatori. L’articolo 46.04 del regolamento, inoltre, dice che “un infortunio o una malattia è considerato a lungo termine se dura almeno 30 giorni dal giorno in cui si è verificato”. Nel caso di Maignan parliamo di un mese abbondante. Quindi, se la banda Pioli dovesse passare il girone e centrare gli ottavi, Maignan tornerebbe a disposizione per le sfide di febbraio e marzo. Una motivazione in più per vincere due partite.