Milan, Allegri torna da Torino con quattro certezze in più

La squadra rossonera ha le idee più chiare sul peso specifico dei giocatori e sulle gerarchie in alcune zone del campo. Ricci e Bartesaghi sono cresciuti ancora, Loftus-Cheek ha bisogno solo di continuità e pure Nkunku.

Torino-Milan ha raccontato una storia appassionante, con cinque colpi di scena, uno strano eroe malaticcio, tanti protagonisti nel bene e nel male. Bel libro. Sì, ma proviamo ad andare oltre e a leggere tra le righe della storia. Il Milan torna da Torino con le idee più chiare sul peso specifico dei giocatori e sulle gerarchie in alcune zone del campo. 

Samuele Ricci in questo stadio è diventato grande, ha vissuto alti e bassi. Domenica si è capito che sarebbe andato in panchina e un po’ di delusione si sarà fatta largo in lui. Quando Leao si è fatto male, però, Landucci lo ha chiamato. Ecco il primo segnale: Ricci è la prima alternativa per le mezze ali. Non era scontato perché il Milan in panchina aveva anche Ardon Jashari, che ha giocato davvero bene in Coppa Italia contro la Lazio. Bel segnale per Ricci, che non per caso ha avuto un buon impatto e ha giocato una buona partita (anche se quel gol mancato, sulla respinta di Israel…). E Jashari? Si rivedrà presto, probabilmente già col Sassuolo. 

Davide Bartesaghi ha salito un altro gradino della scala. Mai era andato cosi vicino al gol di testa, peraltro in un momento molto delicato della partita: se Israel non avesse fatto la parata della serata, Bartesaghi sarebbe corso a esultare. Gli indizi su di lui cominciano a essere molti: a volte soffre un po’ dietro (quel cross lasciato a Pedersen…) però ha un grande piede per il cross, è ordinato e applicato, si fa sentire con il fisico e ora è anche pericoloso di testa. Estupinan, per il momento, guarda.