Juve, niente Udinese per Vlahovic: la convocazione salta all’ultimo

Cattive notizie per Spalletti: i bianconeri dovranno fare ancora a meno dell’attaccante per la prossima trasferta.

Cattive notizie per Spalletti: Vlahovic non è pronto, per questo resterà ancora fuori dai convocati della Juve per la trasferta di Udine. L’attaccante sembrava prossimo al ritorno in campo, dopo aver svolto gli ultimi allenamenti con il gruppo: il responso alla vigilia è stato negativo, il numero 9 deve allungare ancora lo stop.

Vlahovic si è fermato a fine novembre, rimediando una lesione di alto grado della giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore lungo sinistro: si è sottoposto a intervento a Londra, per poi fare un periodo di allenamenti individuali in Serbia. L’attaccante si è ripresentato alla Continassa a inizio febbraio, cominciando la riatletizzazione con i preparatori del club: ha bruciato le tappe rispetto al recupero previsto per fine marzo, ma al test finale pre Udinese ha riferito evidentemente di non sentirsi ancora al 100% per la spedizione.

Quest’anno i granata possono vantare un record interessante: nessuna squadra ha segnato più reti in seguito a contropiede (sette, al pari di Juventus ed Hellas Verona) nel campionato in corso. Quindi spazio agli sprint di Obrador, che ha già trovato l’assist ed è utile anche in chiave modificatore. Davanti, Zapata potrebbe segnare in due gare consecutive all’Olimpico Grande Torino per la seconda volta in maglia granata. Il colombiano ha realizzato quattro gol contro il Parma in Serie A ed è davanti a tutti i suoi compagni di squadra come gol attesi nei 90 minuti (0,44 xG a partita). Anche dalla panchina rimane una scelta interessante. Tra gli uomini di Cuesta scegliamo Strefezza, sempre pericoloso in queste prime uscite con i ducali ma ancora senza bonus nonostante i tanti tiri già effettuati (11 tiri, -0,41 xG).

Vlahovic rientra, ma che fine farà David? Il piano di Spalletti per l’attacco

Il serbo è prossimo a tornare a disposizione, ma con lui in campo diminuirà il minutaggio del canadese? Nella testa del tecnico però.

Il ritorno in campo di Vlahovic non toglierà spazio a David. L’idea di Spalletti è quella di far convivere i due e costruire su questa nuova connessione la strada principale per accedere alla prossima Champions League. Il serbo ha voglia e non vede l’ora di aumentare il minutaggio, il canadese ha retto fin qui la pressione dell’attacco mostrando dei limiti: con l’ingresso di un 9 puro, la qualità dell’ex Lilla può avere più efficacia in rifinitura e moltiplicare le possibilità di giungere al gol. 

David lavora molto per la squadra incidendo tra le linee: chiedere a Yildiz e a Conceiçao per comprendere quanto i palloni del canadese siano stati utili in questi mesi per vedere maggiormente la porta da vicino. La Juve però non è stata sempre brava a finalizzare: e in quella tendenza bassa a saper trasformare in gol le occasioni pericolose, proprio David è parso il più leggero di tutti gli attaccanti. Ecco perché Spalletti avrebbe voluto un altro numero 9 a gennaio e perché il rientro dall’infortunio di Vlahovic, che nel frattempo ha alzato il ritmo per rimettersi a disposizione, può dare un indirizzo migliori alle percentuali di realizzazione. 

Nel 4-2-3-1 spallettiano, David andrebbe a fare la sottopunta: alle spalle di Vlahovic e senza pestare i piedi a Yildiz, un po’ da secondo dieci a supporto, insieme a uno fra McKennie e Conceiçao sulla destra. L’attacco potrebbe contare su una maggiore potenza di fuoco, facendo schizzare verso l’alto i parametri di pericolosità, di occupazione dell’ultima fetta di campo, di qualità di gioco e di riaggressione con McKennie o di imprevedibilità con Conceiçao. Inoltre, la possibilità di attingere ancora su altre risorse, da Zhegrova ad Adzic passando per Boga, restituisce un quadro più rassicurante nella corsa al quarto posto. Lavori in corso alla Continassa.

Juve, dilemma d’attacco: in 3 per una maglia. E i nuovi cercano spazio

Vlahovic, Openda o David? Il croato è ancora in una fase di ricerca e sperimentazione e la quadra ancora non è stata trovata

Raramente, nel recente passato, la Juventus ha avuto una panchina tanto attrezzata quanto quella attualmente a disposizione di Igor Tudor. A ogni partita l’allenatore croato si trova costretto a lasciare a bocca asciutta almeno un paio di calciatori di primo livello perché il regolamento gli consente di utilizzare soltanto 11 titolari e cinque alternative a partita in corso. In attacco, in particolare, in casa bianconera è tempo di vacche grasse: Dusan Vlahovic, Lois Openda e Jonathan David rappresentano un tris di centravanti di cui pochissimi tecnici in Europa hanno la fortuna di disporre, ma che allo stesso tempo non è nemmeno semplice da gestire. Le prime cinque uscite stagionali hanno mostrato come Tudor sia ancora in una fase di ricerca e sperimentazione, con la maglia da punta centrale passata da uno all’altro di match in match, ma la quadra ancora non è stata trovata. 

Volti nuovi e prestazioni altalenanti rendono piuttosto complessa l’operazione dell’allenatore, che nella varietà delle caratteristiche dei singoli trova innegabili opportunità e rinnovate variabili da gestire e misurare. Di certo, nella fase iniziale della stagione vanno considerati gli sforzi dedicati ai rinforzi estivi: devono ambientarsi, conoscere i compagni di squadra e farsi conoscere a loro volta, ma tutte le tempistiche rallentano se la formazione si modifica di match in match. È una sfida ben nota: con il calendario fitto le forze vanno dosate senza però perdere troppi riferimenti in campo. Curiosamente, è per questo che Tudor rinuncia malvolentieri a Kenan Yildiz – stella polare in rapida ascesa – e Francisco Conceiçao, meno costante del turco ma con caratteristiche uniche in rosa. Con due trequartisti in campo, di fatto, nel 3-4-2-1 juventino resta un solo posto libero nella formazione titolare. 

Sorpresona Vlahovic, Tudor sceglie Dusan: partirà titolare contro l’Inter

Il tecnico croato della Juve vuole sfruttare il momento magico del numero nove, autore di due gol da subentrato nelle prime due giornate di A e a segno pure con la sua nazionale

La “tudorata” per il derby d’Italia sarà in attacco. Igor Tudor non modifica il telaio (3-4-2-1) e conferma l’assetto con una sola punta, però ribalta la casella più importante: è Dusan Vlahovic il grande favorito per guidare la Signora nella serata più sentita dai tifosi. Dopo giorni di valutazioni, le prove e le riflessioni delle ultimissime ore premiano il 25enne serbo, che ha superato Jonathan David all’ultima curva e adesso vede il debutto stagionale da titolare. L’allenatore juventino, abituato a scegliere senza guardare nomi e contratti, pensa al nove in scadenza per battere l’Inter e proseguire la marcia a punteggio pieno in campionato. Una rimonta a sorpresa, quella di DV9, ma neanche troppo se si guardano numeri ed esperienza. Vlahovic conosce il derby d’Italia – 3 gol nella supersfida -, è il capocannoniere della squadra e in quest’avvio di Serie A ha segnato partendo dalla panchina tanto contro il Parma quanto contro il Genoa. Due timbri pesanti.

Un segnale di fiducia, l’ennesimo da parte dell’allenatore. Vlahovic ha vissuto un’estate tormentata e c’è stato un momento in cui è stato più fuori che dentro dalla Juventus a causa della decisione di non rinnovare il contratto in scadenza a giugno 2026. Dusan ha respinto prima la corte di José Mourinho (quando il portoghese allenava ancora il Fenerbahce) e lo scorso mese anche quella di Massimiliano Allegri (Milan). Due “no, grazie” pesanti per vivere un ultimo e ricco ballo con la Signora, che dal primo luglio gli garantisce uno stipendio da 12 milioni netti. I gol delle prime giornate hanno trasformato i fischi dell’Allianz Stadium in applausi: dalla rottura del 13 agosto durante la partita in famiglia si è passati alla luna di miele di Marassi, quando Dusan è entrato dalla panchina e in pochi minuti ha battuto il Genoa con un gran colpo di testa. Dopo la pace, Vlahovic vuole tornare il re. Un’occasione migliore del classico contro l’Inter non esiste. Le ragioni tecniche si intrecciano a quelle mentali. DV9 ha segnato anche con la Serbia del ct Dragan Stoijkovic prima della 

Milan, Hojlund sorpassa Vlahovic: emissari in Inghilterra per trattare con lo United

Visti i tempi e i costi dell’affare per il serbo della Juve, i rossoneri stanno virando sul danese, che arriverebbe in prestito con diritto di riscatto sui 30-35 milioni. Possibili sviluppi nel weekend.

Chiusa con lieto fine la telenovela Jashari, e in dirittura d’arrivo l’affare con lo Young Boys per Athekame, il Milan si sta concentrando per l’ultimo grande obiettivo del suo mercato estivo 2025. Dal quale dovrà necessariamente arrivare un altro centravanti da affiancare a Gimenez. L’alto coefficiente di gradimento per Vlahovic non era e non è un mistero ma, considerate le grandi complicazioni dell’affare, il Diavolo è tornato a virare con forza su Hojlund. Non solo in termini di strategia, ma all’atto pratico. Il campo di gioco infatti in queste ore si è spostato in Inghilterra, dove – tramite emissari – Milan e United in queste ore stanno cercando di capire concretamente margini di manovra e possibilità di andare a dama. Un lavoro preparatorio che potrebbe avere sviluppi decisivi nel fine settimana, quando il Milan sarà prima a Dublino (sabato) e poi a Londra (domenica) per gli ultimi due test precampionato con Leeds e Chelsea.

Hojlund, rispetto a Vlahovic, è con tutta evidenza una situazione decisamente meno complessa. Essenzialmente per due motivi: perché a Manchester in avanti sono più coperti rispetto alla Juve (soprattutto se arriverà anche Sesko) e perché Rasmus ha un ingaggio da 3 milioni a stagione, ovvero un quarto rispetto a quanto guadagna attualmente il serbo. Il danese, dopo una stagione complicata decisamente al di sotto delle attese, tornerebbe volentieri in Italia e ha già fatto sapere di gradire la destinazione rossonera. In che termini arriverebbe? Il Milan spinge per un prestito con diritto di riscatto, che dovrebbe aggirarsi sui 30-35 milioni. Queste potrebbero insomma essere le ore di un’accelerata importante. Il Milan, di base, aveva messo nel conto di risolvere la pratica centravanti nella seconda metà di agosto, quando le condizioni complessive intorno a Vlahovic potrebbero essere più favorevoli (in particolare se alla Continassa tornasse Kolo Muani). Ma intanto il tempo passa e la garanzia che la salita diventi meno ripida, non c’è. Da qui la virata decisa su Hojlund.

Milan, la corsa al centravanti. Vlahovic il preferito ma ci vuole tempo. Per Hojlund invece

Situazione terzino: Athekame può arrivare già domani o venerdì, i dettagli della trattativa.

Se l’inizio della settimana è stato decisamente ricco di soddisfazioni – presentazione e sbarco di Modric a Milanello, fumata bianca della telenovela Jashari -, si preannunciano potenzialmente soddisfacenti pure i prossimi giorni. Anche perché, adesso che le caselle stanno man mano andando al loro posto, la dirigenza rossonera può dedicarsi con più forza ai prossimi obiettivi. 

Il primo nome di cui occuparsi adesso è diventato quello di Zachary Athekame, destinatario designato della maglia da terzino destro. La situazione con lo Young Boys aveva registrato un salto di qualità già negli ultimi giorni, con una prima offerta rossonera da 7 milioni di base fissa poi portata a 8, e i contatti si stanno infittendo. Il Milan si attende che la soluzione finale arrivi dai consueti bonus, dal momento che per ora il club svizzero chiede (almeno) 10 milioni, facendo filtrare di avere richieste superiori da Francia e Inghilterra. Tare nelle ultime ore ha aumentato il pressing sui gialloneri e lavorando ancora un po’ sulla forbice domanda-offerta l’affare dovrebbe andare in porto in tempi ragionevolmente stretti. L’obiettivo è chiudere entro la settimana, magari già nelle giornate di domani o venerdì. Il giocatore intanto è stato convocato per la sfida di campionato in programma stasera a Basilea. Da verificare se sarà impiegato o meno: sabato scorso, contro il Winterthur, era entrato a gara in corso. Dopo la partita di oggi, l’affare potrebbe registrare l’accelerata decisiva. 

Per quanto riguarda l’attacco, occorrerà avere più pazienza. Il nome in cima alla lista era e resta quello di Vlahovic, ma il Milan in questa fase ha margini di manovra ancora ristretti: la situazione dipende troppo dalle esigenze e dalla riflessioni della Juve, così come dalle richieste di ingaggio del serbo. In questo contesto, tornano così a salire come alternativa le quotazioni di Hojlund, nome sicuramente più facile a cui arrivare. Lo United ha messo sul piatto una super offerta al Lipsia per Sesko, il cui arrivo ridurrebbe ulteriormente gli spazi per gli altri attaccanti. 

Vlahovic, Kolo Muani o tutti e due? Juve, il grande dubbio in attacco. VOTA il sondaggio

“Dipenderà dalla partita”, dice Motta, e anche Giuntoli li vede insieme. Finora però in campo i due bomber bianconeri si sono soltanto sfiorati

Non inganni la foto in cui sembrano entrambi molto (troppo) pensierosi o giù di morale. Il repertorio di immagini condivise ancora deve rimpolparsi e crescerà nello stesso modo in cui aumenterà il minutaggio in campo insieme. Cinquantatré minuti finora, più un’altra manciata di giri d’orologio con i recuperi.

Empoli e Cagliari sono state le uniche squadre che, per il momento, hanno affrontato una Juventus col tandem Vlahovic-Kolo Muani ma i fan del doppio centravanti possono stare tranquilli: Motta e Giuntoli hanno ribadito quanto questa opzione sia una risorsa per i bianconeri e fino a fine stagione ci sarà ancora spazio per questa soluzione. Eccome.

“Dipenderà dalla tipologia di partita ma Dusan e Randal sono due elementi con grandi caratteristiche. E farli giocare insieme è una soluzione che prenderò ancora in considerazione in futuro”, ha spiegato Thiago dopo la trasferta di Cagliari che è arrivata a un mese esatto dall’arrivo a Torino dell’attaccante francese. Un mese in cui Kolo Muani ha stupito e ridefinito qualche gerarchia in tutte quelle partite in cui Motta ha preferito schierare lui titolare e lasciare DV9 in panchina. Quando sono insieme resta Vlahovic al centro e il francese slitta sulla fascia per sfruttare velocità e guizzi ed evitare ingorghi come all’80’ di Cagliari-Juve: Douglas Luiz per McKennie, lo statunitense avanza palla al piede e dalla trequarti vede un varco rasoterra a metà strada tra i due. Dusan arriva per primo sul pallone, non ci pensa proprio a lasciarlo al compagno che quasi rallenta per farlo passare, incrociano, il serbo poi libera il mancino ma è impreciso e soprattutto era in posizione irregolare. Morale: l’intesa va affinata, come per qualsiasi giovane coppia.

Thiago Motta: “Vlahovic porta entusiasmo. Adzic? Ha fatto un grande test in settimana…”

Il tecnico italo-brasiliano parla in conferenza stampa, avverte i suoi e non si sbilancia sulla possibilità che Douglas Luiz e Koopmeiners giochino dall’inizio

“Champions? No, Empoli”. Altro che pensare al Psv e al debutto europeo di martedì nella Coppa con le grandi orecchie. Thiago Motta vede soltanto la trasferta di domani in Toscana, la prima dopo la sosta per le nazionali: “Inizia un nuovo campionato? Io – sottolinea l’allenatore della Juventus – penso soltanto alla partita con l’Empoli, complicata come tutte quelle di Serie A. Abbiamo fatto bene, ma possiamo fare ancora di più. Dobbiamo creare occasioni, concluderle. E quando è il caso, dovremo essere bravi a difendere. L’Empoli ha messo in difficoltà tutti e dovremo disputare una gara seria”. 

La rivoluzione di Thiago è all’inizio, ma il tecnico è soddisfatto dei primi 65 giorni di lavoro: “Noi e i giocatori abbiamo una idea in comune, ma ogni partita ha la sua storia: a Empoli servirà concentrazione per portare il risultato dalla nostra parte. L’unica partita che conta è quella di domani, quello è il focus. Per la Champions e le altre gare ci sarà tempo”. 

Dal calendario ai giocatori. A partire da Vlahovic, che guiderà i bianconeri anche domani. “Dusan – continua Thiago Motta – porta entusiasmo, vederlo quando si presenta alla Continassa al mattino è bellissimo: arriva con energia positiva, aiuta molto anche i compagni. Sono molto contento di lui”. Da DV9 ai colpi di mercato in rampa di lancio. “Douglas Luiz? Non ha avuto nessuna difficoltà, è un giocatore importante come Koopmeiners ed altri che abbiamo in squadra. Nico Gonzalez ha giocato e segnato con l’Argentina, chi è tornato dalle varie nazionali sta bene. Danilo è importante per noi, con il Brasile è stato impiegato da terzino di costruzione: potrà succedere anche con noi, valuteremo partita per partita. Il calendario lo conoscevamo già prima e quindi non deve preoccupare: va affrontato con entusiasmo”.

Juve, allarme Chiesa: si ferma in allenamento. Derby a forte rischio

L’attaccante bianconero ha accusato un fastidio a una coscia ed è stato sottoposto ad accertamenti che hanno escluso problemi seri

L’emergenza infortuni per la Juve potrebbe aumentare in attacco. Oltre a Vlahovic, fortemente a rischio convocazione per il derby (si è allenato a parte anche oggi), anche Chiesa potrebbe dare forfait. L’attaccante si è fermato improvvisamente nel corso dell’allenamento di oggi, rientrando prima degli altri per precauzione dopo aver avvertito un forte fastidio a una coscia. Gli esami strumentali hanno escluso lesioni, ma per Allegri il rischio di non averlo col Torino è concreto. Sarà decisiva la giornata di domani.

Chiesa fin qui è stato il giocatore di maggiore riferimento nell’attacco bianconero, al di là delle quattro reti che ha messo a segno. L’incidente di percorso sembra molto simile a quello che lo costrinse a rientrare prima dal ritiro della Nazionale il mese scorso, alla vigilia di Macedonia del Nord-Italia. Anche in quella circostanza la risonanza escluse lesioni muscolari: si trattò solo di un forte affaticamento, smaltito con qualche giorno di riposo. Potremmo essere di fronte alla stessa situazione: ma stavolta con una partita a meno di 48 ore da giocare.

Juve, cedere Vlahovic per prendere Lukaku: il punto sulle trattative

I bianconeri per Dusan non vogliono scendere sotto il muro degli 80 milioni. Il discorso con il Chelsea è intavolato, dal Psg si attende un forte rilancio: sono i giorni decisivi

La Juve è avanti e da qualche ora in fuga solitaria, nella corsa per Lukaku. Ma non ancora vicina al traguardo, pur volendolo tagliare prima di partire per la tournée in America.

Il passo indietro dell’Inter per l’attaccante belga favorisce l’avanzata dei bianconeri, che però devono prima vendere Vlahovic. Vietato distrarsi perché in questa finestra di calciomercato le sorprese sono dietro l’angolo e la componente Arabia Saudita va tenuta in considerazione sempre: fino alla settimana scorsa i bianconeri pensavano di avere in pugno Milinkovic, che ha invece accettato l’offerta extralarge dell’Al-Hilal. Guai a sottovalutare quest’aspetto su altri fronti.

Juve e Chelsea – di Vlahovic – hanno cominciato a parlare dalle prime spedizioni londinesi di Manna. Parallelamente, il Psg si è fatto avanti con l’entourage del calciatore e ha mostrato maggiore convinzione per averlo. I parigini sarebbero pronti a confezionare l’offerta giusta, avendo dalla loro parte il gradimento del calciatore. Dusan vuole tornare a essere protagonista in Champions e in questi primi giorni di preparazione resta concentrato per ritrovare la condizione migliore: sa che presto lo scenario attorno a lui cambierà radicalmente, ma si sta concedendo una posizione da spettatore, lasciando fare.

La Juve per cedere Vlahovic non vuole scendere sotto il muro degli 80 milioni, tanti ne ha spesi un anno e mezzo fa per prenderlo dalla Fiorentina e tanti ne vorrebbe riprendere (replicando la stessa strategia attuata per la cessione di De Ligt). E se col Chelsea – che valuta Lukaku 40 – si potrebbe ipotizzare una maxi operazione con 30-35 milioni più l’approdo in bianconero del centravanti belga, dal fronte parigino potrebbe arrivare il rilancio giusto per indirizzare in maniera quasi definitiva le discussioni. Il motivo è semplice: il Psg potrebbe dirsi disposto a riscrivere fedelmente l’accordo che fecero Juve e Fiorentina a gennaio 2022, toccando così la quota dei 90 milioni con i bonus.