Juve, ecco il Neto-bis: la Juve ha scelto un ex per sostituire Grabara

Trattativa ai dettagli, per il brasiliano è un ritorno: anche all’inizio del primo triennio in bianconero, nel 2015, il 37enne aveva firmato da svincolato.

Un portiere d’esperienza per rimettere a posto gli equilibri. La Juve ha scelto Neto, un ex, per sostituire Grabara, che si è fatto male (crociato) subito dopo aver dimostrato alla sua prima apparizione di poter essere un’alternativa affidabile a Vicario. Le riflessioni interne al club hanno portato sulle tracce del brasiliano, che già nel 2015 aveva firmato da free agent per vivere poi tre stagioni prestigiose, seppur non da protagonista, chiudendo con la finale di Champions League nel 2017. La trattativa ora è ai dettagli, vicina alla chiusura.

Con Neto, oggi 37enne, Spalletti potrà disporre di un uomo spogliatoio che conosce bene l’ambiente, oltre a un portiere che darà un contributo nelle rotazioni di reparto, in modo da far rifiatare Vicario quando sarà necessario. Lo scorso anno l’estremo difensore ha giocato nel Botafogo, in patria, ma in nelle stagioni precedenti – dopo la Juventus – ha vissuto dei contesti di alto livello in Spagna (Valencia e Barcellona) e in Inghilterra (Bournemouth e Arsenal). Pronto per la Juve di nuovo, consapevole del ruolo strategico che dovrà avere in questa fase ben diversa da quella vissuta in precedenza: da subito dovrà dare un contributo in termini d’esperienza.

Adzic: “Forse alla Juve meritavo di giocare di più. Perché Sassuolo? Aquilani mi fece una videochiamata e…”

Il centrocampista del Sassuolo: “Mi sento un 8 o un 10, anche se è il coraggio a fare il ruolo. Aspettavo di sfidare la Juve, ho rivisto il gol un migliaio di volte. Spalletti mi ha fatto i complimenti prima della partita, l’ho apprezzato molto”

Partiamo dalla data: 13 settembre, gol alla Juve. Esattamente un anno prima gol all’Inter con la maglia bianconera. 

“Andiamo indietro di una settimana. Aspettavo tanto questa partita. Un chiodo fisso, ci ho pensato ogni giorno. Non vedevo l’ora di giocarla per dimostrare le mie qualità contro uno dei club più grandi. Poi quando ho visto che era il 13 ho pensato a questa incredibile coincidenza. Sentivo che qualcosa era nell’aria… L’idea del gol mi girava dentro la testa. Sì, ci pensavo, quasi lo sentivo”. 

“Le stesse che ho provato in quel momento. Difficili da spiegare. Ancora è tutto strano. Con loro ho giocato per due anni. Io cerco sempre di andare al massimo indipendentemente da chi ho di fronte. Poi va beh… è stato qualcosa di speciale. Il gol l’ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l’adrenalina, l’emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco”.

“Tantissimi. Mi rimangono dentro quelli della mia famiglia che è sempre al primo posto. Però ho ricevuto veramente tanti complimenti: dai miei compagni di squadra e dai tanti amici che ancora ho alla Juve”. 

“Ci siamo incrociati prima della partita. Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione. Un gesto che mi ha fatto un enorme piacere e per questo lo ringrazio”. 

Carnevali: “Spalletti? Cambiare tecnico non è nel mio spirito. Ma questa sconfitta sia di insegnamento”

L’ad bianconero scende in campo dopo il pesante ko di Reggio Emilia contro il Sassuolo per provare a spronare l’ambiente a reagire

Guardare avanti. E con Spalletti saldo alla guida della squadra. Dopo la sconfitta dal finale folle di Reggio Emilia contro il Sassuolo, l’ad della Juve Giovanni Carnevali scende in campo per mettere a tacere le voci e provare a spronare ambiente e squadra a reagire presto. “Se guardiamo il risultato, è sicuramente negativo: abbiamo commesso vari errori che la Juventus non può fare, pur creando occasioni.

Fa parte del percorso di crescita di squadra e società – dice il dirigente bianconero a Radio Anch’io Sport -. Abbiamo cercato di vincere a tutti i costi perdendo così equilibrio contro una squadra forte come il Sassuolo. Di positivo trovo lo spirito di trovare a tutti costi il risultato: spero che questa sconfitta sia di insegnamento, le colpe non sono solo della difesa ma di tutti noi”. 

Nessun dubbio, in ogni caso, su Spalletti. “È un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto. Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire, bisogna dare del tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari – aggiunge Carnevali -. Nel calcio ci sono i cicli, ci sono periodi in cui si è all’apice e altri in cui si è in difficoltà. Il nostro obiettivo? È vincere, le chiacchiere contano poco e nulla”.

All’orizzonte c’è la sfida contro il Nec che segna il debutto della squadra di Spalletti in Europa League e Giovanni Carnevali ribadisce l’importanza della seconda competizione europea in una stagione nella quale la concorrenza non sembra irresistibile.

Juve, a un passo Alajbegovic! Per il ragazzo che ha fatto impazzire gli azzurri accordo da oltre 30 milioni

L’ala bosniaca è pronta a trasferirsi a Torino a titolo definitivo: accordo col Bayer Leverkusen.

Juve scatenata. Dopo aver definito l’operazione con il Psg per il ritorno a Torino di Randal Kolo Muani, i bianconeri sono vicinissimi a formalizzare anche l’acquisto di Kerim Alajbegovic dal Bayer Leverkusen. Classe 2007, esterno ambidestro, si trasferirebbe a Torino sulla base di un’operazione a titolo definitivo da oltre 30 milioni più bonus. Il calciatore potrebbe raggiungere Torino già nella giornata di domani per svolgere le visite mediche. Restano da definire solo gli ultimi dettagli, che saranno trattati in serata. Curiosità: mediatore nella trattativa è stato l’ex centrocampista bianconero Miralem Pjanic.

Nato a Colonia, ma di nazionalità bosniaca, cresciuto nel settore giovanile della squadra della sua città, a 14 anni Alajbegovic è passato al Bayer Leverkusen, con la cui maglia, però, non ha mai giocato. Nell’ultima stagione, infatti, si è messo in mostra in prestito al Salisburgo, con il quale ha realizzato 13 gol e 4 assist in 44 partite. Gli italiani, però, lo ricordano soprattutto come uno dei giustizieri della Nazionale sulla strada per i Mondiali: suo, infatti, è stato il penultimo rigore trasformato contro Donnarumma a Zenica che aveva spalancato alla Bosnia la strada verso il Nordamerica. Da quel momento in avanti, complici anche le buone prestazioni (impreziosite da un gol al Qatar) ai Mondiali, il suo nome era stato sulla bocca di numerose big d’Italia e d’Europa: Roma (dove a seguirlo era stato soprattutto l’attuale cfo della Juve, Ricky Massara), Milan, Napoli e Chelsea, la cui concorrenza ha superato nelle ultime ore la Juve. 

Juve, il Sunderland punta Lucumì e Muharemovic. Ma lo scenario può sorridere a Carnevali

Gli inglesi torneranno in Europa dopo 52 anni e possono contare su un budget complessivo di oltre 100 milioni

Da pericolosa concorrente a alleata. La Premier League e la sua forza sul mercato rappresenta da sempre uno spauracchio per le squadre italiane, costrette a fare i conti con una competizione impari sul piano economico. In questo scenario, l’inserimento del Sunderland per Muharemovic e Lucumì potrebbe rappresentare un problema per la Juve, che per i difensori di Sassuolo (di cui detiene il 50% sul prezzo di vendita) e Bologna ha da tempo impostato trattative. Eppure, la prospettiva potrebbe essere meno negativa del previsto.

I Black Cats, qualificati alle coppe (Europa League), grazie al settimo posto in Premier, per la prima volta dopo 52 anni, sono a caccia di rinforzi e possono contare su un budget complessivo di oltre 100 milioni. Non avrebbero difficoltà, quindi, né a versare i 28 milioni della clausola rescissoria valida fino a metà luglio prevista nel contratto del colombiano, né a raggiungere la cifra di 40 milioni richiesta dai neroverdi per far partire il bosniaco. E, al tempo stesso, potrebbero accontentare senza troppi problemi le aspettative d’ingaggio dei due calciatori, come quei 3-4 milioni all’anno chiesti da Muharemovic alla Juve che hanno provocato una brusca frenata nella trattativa. Per ragioni anagrafiche, il difensore del Sassuolo (23 anni) è l’obiettivo principale del Sunderland, che segue il colombiano del Bologna (28) come alternativa. La Juve osserva e, come detto, non dispera. 

Se, infatti, gli inglesi riuscissero a convincere il bosniaco, Carnevali e Massara incasserebbero i circa 20 milioni previsti dal 50% sulla futura rivendita e si ritroverebbero con un tesoretto da girare quasi integralmente al Bologna per Lucumì. Se, invece, al contrario, i Black Cats dovessero virare sul colombiano, allora i bianconeri potrebbero non avere più concorrenza sul bosniaco. Più che un duello di mercato, quindi, potrebbe rivelarsi un ottimo compromesso.

Il Milan punta un duro! Quando Antonio Silva a 18 anni litigò con Bonucci in casa Juve e poi disse

Champions, settembre 2022, il difensore intervenne duramente contro il capitano della Juve che l’era presa con Joao Mario. E dopo la partita disse: “Conosco e rispetto la sua storia, ma in campo i nomi non contano”.

La possibilità di ritrovarlo in campo non esiste più perché è un avversario che ha smesso col calcio giocato. Ma se Antonio Silva sbarcasse davvero nel nostro campionato, porterebbe sicuramente nel suo trolley anche quei momenti agitati vissuti quattro anni fa con(tro) Leonardo Bonucci. Utili, tra l’altro, per capire e verificare la personalità e il temperamento del ragazzo.

Girone di Champions League, 14 settembre 2022, allo Stadium di Torino si gioca Juve-Benfica, seconda partita del gruppo H. Tra i bianconeri c’è tensione perché la prima uscita, contro il Psg, è andata male. E così, quando Joao Mario porta avanti i portoghesi su rigore (assist di Gonçalo Ramos…) e sceglie di esultare portando le mani alle orecchie sotto le tribune, Bonucci non ci sta e interviene. Corre verso il muro di maglie rosse che stanno festeggiando, ci si infila in mezzo e prende per un braccio Joao Mario chiedendo spiegazioni sul gesto. A quel punto interviene Antonio Silva, con una certa veemenza: prova a separare il compagno da Bonucci, senza riuscirci, poi lo spinge via con forza. Il capitano bianconero non molla la presa e allora Silva gli va contro a muso duro. Un faccia a faccia nel quale gli punta il dito contro, ad altezza viso, a pochi centimetri da Leonardo. Della serie: hai rotto, ora la pianti.

Il momento di tensione scorre via così, non è una cartolina particolarmente strana, sono scene che si vedono cento volte in una stagione. A colpire è il fatto che Antonio Silva in quel momento ha solo 18 anni, non sta giocando nel suo stadio e non si è fatto mezzo scrupolo nel puntare il dito contro il capitano 35enne degli avversari, uno dei difensori più iconici al mondo. Nei giorni successivi il portoghese spiegherà così l’episodio e il suo modo di comportarsi: “Tutti conoscono la storia di Bonucci nel calcio europeo, ma in campo i nomi non contano, la cosa più importante è difendere il Benfica, ed è quello che ho cercato di fare”.

Juve-Kolo Muani, trattativa a oltranza: al Psg piace Thuram, che per Spalletti è sacrificabile

Khephren vorrebbe raggiungere il fratello Marcus in nazionale, e l’idea di andare a Parigi non lo lascia indifferente. Il punto sulle trattative.

Non c’è solo la Premier sulle tracce di Thuram. Il centrocampista è nella lista del Psg e i recenti dialoghi tra la Juve e il club più importante di Francia ne hanno potenziato le basi per una trattativa concreta. Nei ragionamenti sul proprio futuro, anche il calciatore vede opportunità nell’ipotesi: il figlio di Lilian vuole vincere e vuole raggiungere presto il fratello, Marcus, in nazionale e, a differenza di altre tracce caldeggiate dalle proposte inglesi, questo fronte gli darebbe una forte spinta. 

Tutto aperto all’alba di un’estate che si preannuncia infuocata e con potenziali colpi di scena. Thuram è uno dei calciatori cresciuti di più nelle ultime stagioni, ma per Spalletti è una pedina sacrificabile in caso di un affare utile ai fini del bilancio del club: la Juve lo prese nell’estate del 2024 per 20 milioni, ora può rivenderlo per circa il doppio e realizzare così una grossa plusvalenza. Alla Continassa, intanto, devono fare i conti con la prima scadenza del 30 giugno, quando per mettere a posto il bilancio deve aggiungere circa 13 milioni. I discorsi col Psg sono in evoluzione sul fronte Kolo Muani, che ha espresso la volontà di tornare alla Juventus: le due tracce di mercato non verrebbero ad annodarsi, ma si potrebbero sovrapporre più avanti ai conti finali. 

Kolo Muani, infatti, pesa sul bilancio del Psg per circa 36 milioni: difficile, insomma, che un suo trasferimento possa essere strutturato per meno di 40 milioni. A meno che l’operazione non si faccia sulla base di un prestito con riscatto obbligatorio fissato l’anno prossimo: senza condizioni, aspetto che la scorsa estate fece saltare la trattativa fino a indirizzare il giocatore al Tottenham. Il trasferimento di Khephren Thuram potrebbe avere una struttura diversa nel passaggio di proprietà ma simile nel prezzo finale, con una parte fissa consistente e una serie di bonus legati a obiettivi personali. Thuram a Parigi potrebbe mettere muscoli alla mediana di Luis Enrique e in futuro anche raccogliere l’eredità di Fabian Ruiz, che ha il contratto in scadenza nel 2027 e non ha ancora rinnovato.

Juve, ora scatta la caccia al centravanti: e se la soluzione fosse lo scambio David-Kolo Muani

Perso Vlahovic, che lascerà a parametro zero, e bocciati da Spalletti gli altri attaccanti in rosa, i bianconeri hanno assoluta necessità di portare presto a Torino un “nove”. Scambiare il canadese col francese del Psg potrebbe convenire a entrambi i club

A questo punto, per dirla con le parole di Spalletti, un centravanti alla Juve “serve come il pane”. Anzi, probabilmente pure due. La rottura delle trattative per il rinnovo di contratto di Dusan Vlahovic e la sua partenza a parametro zero il prossimo 30 giugno, nella testa del tecnico bianconero lasciano, infatti, la sua rosa praticamente senza un numero “nove”: bocciati Openda e David, inaffidabile Milik dal punto di vista fisico. E rende sempre più urgente portare a termine la trattativa con il Psg per il ritorno a Torino di Kolo Muani. 

I due club si sono già incontrati a Budapest a margine della finale di Champions League e il Psg ha ribadito la sua valutazione: 30 milioni e cessione a titolo definitivo. A breve è previsto un nuovo summit e la Juve conta sulla forte volontà dell’attaccante francese. Dopo la deludente avventura al Tottenham, infatti, Kolo Muani insiste per tornare a Torino, dove si è trovato bene dal punto di vista personale, di gruppo squadra e sportivo: i 10 gol in 22 presenze ne sono una dimostrazione evidente. Così, tra le pieghe della trattativa si sta facendo largo un’ipotesi che, in economia, verrebbe definita di una situazione “win-win”. Ovvero un accordo grazie al quale entrambe le parti soddisfano i propri interessi: lo scambio tra Jonathan David e Randal Kolo Muani. 

Intanto, la situazione dei due attaccanti per i rispettivi club: il francese è un esubero per i parigini, il canadese (pur stimato dai dirigenti juventini) è stato quasi definitivamente bocciato da Luciano Spalletti. Entrambe le squadre, insomma, si libererebbero di un problema. Oltretutto, a Parigi l’uomo mercato è quel Luis Campos che nel 2020 ha scoperto Jonathan David al Genk, portandolo al Lilla.

Juve-Roma, non solo volata Champions: parte l’operazione Ndicka. E Koopmeiners andrebbe da Gasp

Idea in fase embrionale, ma con dei presupposti solidi: il difensore può essere il mancino da schierare con Bremer, il centrocampista può ritrovare l’allenatore che lo ha valorizzato di più.

Juve e Roma si guardano a distanza, duellano (insieme al Milan) per un posto in Champions League e si studiano. Ma presto potrebbero diventare anche complici sul mercato, grazie a un’idea di scambio che al momento è in fase embrionale ma che va monitorata. Ndicka alla Juve, Koopmeiners alla Roma: trattativa non semplice, ma diversi punti in comune per avviare un tavolo di trattativa alla ricerca di un incastro. 

La Juve cerca un difensore affidabile: bravo tecnicamente, con una visione di gioco funzionale a quella di Spalletti, esperto al punto da far compiere il salto di qualità al reparto. Il piano A tiene la scia di Bremer: alla Continassa ragionano su un mancino che possa giocare insieme al brasiliano, alternandosi con Kelly; il piano B esiste, ma prevede la cessione del nazionale verdeoro (sfruttando la vetrina del Mondiale) e a quel punto profili diversi nello status. A meno di offerte extralarge, che cambierebbero anche le considerazioni sugli interpreti della difesa juventina, Bremer dovrebbe rimanere a Torino e mantenere la leadership della linea difensiva. 

Il profilo di Ndicka convince perché il calciatore ha le qualità che tornano utili alla Juve: con un ingaggio alla portata e una buona conoscenza del campionato per ritenerlo un investimento sicuro. Il nazionale ivoriano, nato a Parigi e cresciuto calcisticamente all’Auxerre, con un passaggio determinante all’Eintracht Francoforte, è in forza alla Roma dal 2023: e, pur avendo il contratto fino al 2028, potrebbe cambiare maglia in estate. Il club giallorosso vorrebbe cederlo per una somma importante, sui 40 milioni: sulle sue tracce si sono mossi già diversi club, anche il Barcellona che segue pure Bastoni. 

Juve, allarme Reds: su Kolo Muani si inserisce il Liverpool. Le contromosse bianconere

Gli inglesi hanno individuato nel francese un possibile sostituto di Salah, che lascerà a fine stagione. I Juve contano sulla volontà del giocatore, che non ha mai nascosto il desiderio di tornare a Torino. Ma va blindata la Champions.

In casa Juve suona l’allarme Reds su uno degli obiettivi della prossima estate: su Randal Kolo Muani, infatti, nelle ultime settimane, si è fatto forte l’interesse del Liverpool. E, come spesso capita, quando si mette di mezzo la Premier, per le italiane le cose ci complicano parecchio.

Da oltre un anno e mezzo, i dirigenti bianconeri hanno individuato nel francese classe 1998 il rinforzo ideale per l’attacco. Lo era per Tudor e lo è pure per Spalletti, che in lui intravede le caratteristiche di un “piccolo Osimhen”, capace di vincere duelli, tenere palla, ma, soprattutto, essere freddo sotto porta. Falliti i tentativi di riportarlo a Torino nell’estate 2025 e a gennaio scorso, prima a causa delle richieste eccessivamente alte del Psg, poi per l’indisponibilità del Tottenham a interrompere il prestito, la Juve punta a lanciare nuovamente l’assalto tra pochi mesi, contando sulla volontà del calciatore (mai nascosta) di tornare a giocare in bianconero. 

Dal punto di vista economico, la valutazione di Kolo Muani (arrivato a Parigi nel 2023 per 75 milioni più 15 di bonus dall’Eintracht) in estate sarà intorno ai 35 milioni, quindi pienamente nei parametri juventini, così come lo stipendio da circa 7 milioni all’anno. Non è un caso, tra l’altro, che il ds del Psg Campos abbia messo gli occhi su Jonathan David, da lui scovato nel Gent quando lavorava per il Lilla, che ha due anni in meno di Kolo, percepisce a Torino uno stipendio simile e garantirebbe alla Juve, in caso di cessione, una ricca plusvalenza. Insomma, impostata così sarebbe un’operazione che renderebbe tutti felici e contenti.