Il capitano nerazzurro protagonista nel secondo tempo con la doppietta che ha portato al pari contro la Roma: “È chiaro che dobbiamo rivedere come iniziamo, rincorrere sempre è difficile”
Sembra tutta una questione di quarti d’ora. C’è il primo, quello iniziale della partita, in cui l’Inter sembra a volte non riuscire a scendere in campo. Distratta, leggera, nel senso di superficiale, che prende gol impensabili in qualsiasi altra frazione di gara. Strano, da indagare (e Chivu insieme al suo staff è già al lavoro su questo dossier), ma è così. E poi c’è l’altro quarto d’ora da attenzionare ed è quello tra un tempo e l’altro. Perché non è una novità che questa Inter abbia la capacità di rigenerarsi proprio all’intervallo. La tendenza è un’eredità della passata stagione. Ma la fiducia cresce quando a fare la differenza c’è un Lautaro che diventa un fattore per le rimonte.
I due gol di ieri, che l’hanno fatto salire a quota 5 nelle ultime cinque sfide con i giallorossi, hanno evitato la sconfitta mentre gli altri due stagionali realizzati contro il Napoli avevano direttamente consegnato la vittoria all’Inter. Totale: quattro. Sia i gol in campionato fin qui, sia, soprattutto, i punti consegnati alla sua squadra. Quindi si può dire che quasi un terzo dei 13 che l’Inter ha oggi in classifica sono proprietà dell’argentino. Lautaro incarna il pensiero di Chivu quando il suo allenatore dice: “Bisogna agire e non reagire”.
Quando il Toro fa, la rimonta è servita. Basta fargli arrivare i palloni giusti, cosa che nel primo tempo ieri l’Inter ha fatto una gran fatica a fare. Ma Dybala, che conosce bene il suo connazionale e anche l’Inter, dopo il primo gol di Koné aveva fatto un inequivocabile cenno ai suoi compagni. Palmi verso il basso, come a dire: “Calma”. Impossibile cantare vittoria con questa squadra che nelle ultime tre partite di campionato avrà anche preso 7 gol, sarà pure andata sotto di due reti nelle stesse uscite, ma quando ha toccato il fondo è riuscita a risalire. E il volto della rimonta è ancora una volta quello spigoloso e rabbioso, ma alla fine di gioia, di Lautaro.