Conte cerca un segnale dopo due ko tra campionato e Champions, Allegri non vuole un Natale con due obiettivi già falliti.
Oggi sgomma la Supercoppa Italiana. Prima semifinale in ordine cronologico, ma anche per somma punti di campionato: Milan e Napoli ne ammassano 63; Inter e Bologna, in campo domani, 58. Ma prima anche per tensione di gara, perché chi cadrà stasera si porterà a casa dei lividi. Senza drammatizzare, sia chiaro, a questa altezza della stagione, poi.
Però allineare una terza sconfitta alle due di Champions (Benfica) e di campionato (Udinese) non passerebbe inosservato in un ambiente sensibile agli eventi belli e brutti, come quello napoletano. Solo alla sconfitta di Torino con i granata, il Napoli aveva fatto seguire una sconfitta, quella plateale di Eindhoven. Dopo le altre cadute, si era sempre rialzato con una vittoria. Solo due partite fa, il Milan era in cima alla Serie A e viaggia a +10 rispetto alla sciagurata stagione scorsa. Il mondo rossonero vive con soddisfazione e fiducia il suo piccolo Rinascimento e una ritrovata solidità tecnico-gestionale, frutto dell’avvento di Allegri e Tare.
Però, dopo l’uscita dalla Coppa Italia, dovesse ritrovarsi a Natale con due obbiettivi su tre già falliti, il panettone del Milan avrebbe un sapore diverso. Per quanto sciagurato, il Diavolo precedente è arrivato alla finale di Coppa Italia e si è portato a casa la Supercoppa. Vero che il bersaglio grosso è lo scudetto che ora Allegri potrà inseguire con l’agenda totalmente sgombra d’impegni, ma di sicuro a Max piacerebbe ripetere il viaggio di ritorno da Riad di Sergio Conceiçao, anche senza sigaro: con la coppa in braccio, dopo aver vinto magari un altro derby e consegnato ufficialmente all’Inter capolista il biglietto di sfida per lo scudetto. Quindi stasera allo Stadio dell’Università Re Sa’ud vedremo una partita calda.