Inzaghi sorride: Thuram si allena con il gruppo, contro il Napoli tornerà titolare

Il francese, andato ko nella trasferta del Franchi, si era rivisto solo a spezzoni nel ritorno contro la Viola e allo Stadium. Poi due gare in tribuna. Era la novità più attesa, ed eccola: Marcus Thuram è tornato.

L’attaccante dell’Inter oggi si è allenato con il resto del gruppo nerazzurro. “Tikus” ha svolto per la prima volta tutta la seduta con il resto dei compagni e può finalmente considerarsi del tutto recuperato. Nella sfida scudetto del Maradona in programma sabato contro il Napoli ci sarà, molto probabilmente dal 1′. Il percorso preparato dallo staff medico nerazzurro ha portato i suoi frutti: l’obiettivo era recuperare pienamente Thuram per la sfida a Conte, e così sarà. Il francese aveva saltato le sfide contro Genoa (in campionato) e Lazio (in Coppa Italia) per il ricorrente problema alla caviglia ma ormai è superato. E può sorridere Inzaghi, che per il crocevia della stagione nerazzurra potrà contare su uno dei suoi protagonisti.

Notizie meno positive arrivano invece da Matteo Darmian, che durante la gara di Coppa Italia contro la Lazio era stato costretto a fermarsi. L’Inter fa sapere che “Darmian si è sottoposto questa mattina ad accertamenti clinici e strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato una distrazione muscolare al semimembranoso della coscia destro. La sua situazione sarà rivalutata la prossima settimana”.

Una Juve mai vista contro l’Empoli: Vlahovic e Kolo Muani pronti a giocare insieme dal 1′

Il serbo e il francese dopo le prove generali a gara in corso, stasera sono pronti a fare coppia per conquistare la semifinale

Monta, smonta e rimonta. Dopo le prove generali a gara in corso, Thiago Motta pensa al lancio dal primo minuto di Dusan Vlahovic e Kolo Muani. Il serbo e il francese per la prima volta titolari insieme nel tridente offensivo con Nico Gonzalez per battere l’Empoli (stasera) e staccare il biglietto per le semifinali di Coppa Italia. La tentazione dell’allenatore è grande almeno quanto la speranza dei tifosi bianconeri e dei due attaccanti. Formula esplosiva: la rabbia di Dusan mixata all’esuberanza del francese.

Vlahovic e Kolo Muani insieme contro l’Empoli è un film già visto a inizio mese. Stavolta i protagonisti saranno gli stessi, ma il regista Motta ha intenzione di cambiare l’inizio e il finale della pellicola. Il 2 febbraio l’ex Psg era partito titolare e, dopo aver segnato 2 gol ai toscani, si era allargato a sinistra per lasciare il centro del ring all’ex viola, nel finale in gol con una conclusione dal limite dell’area. Neanche mezzora insieme, più o meno come domenica scorsa a Cagliari. Stasera, se tutto andrà secondo programmi, Vlahovic e Kolo Muani si divideranno il fronte d’attacco con Nico per almeno un’ora.

Motta attende risposte da entrambi e in particolare da Dusan, a Cagliari apparso voglioso e determinato come nelle serate migliori. Vlahovic in Sardegna ha segnato il suo 14° gol stagionale e l’allenatore bianconero sembra voler sfruttare l’onda positiva del suo nove. Il serbo, dopo tanta panchina, si è sbloccato contro il Cagliari, la sua vittima preferita. Adesso Dusan ha un altro obiettivo: confermarsi il miglior bomber di Coppa Italia. Già, dall’esordio nella competizione (2019-20), il centravanti ha segnato 9 gol. Nessuno ha fatto meglio di lui e contro l’Empoli ha la possibilità di staccare Gianluca Scamacca (9 gol nello stesso periodo). Dusan sa come si fa e l’aria della Coppa Italia sembra esaltarlo.

Vlahovic, Kolo Muani o tutti e due? Juve, il grande dubbio in attacco. VOTA il sondaggio

“Dipenderà dalla partita”, dice Motta, e anche Giuntoli li vede insieme. Finora però in campo i due bomber bianconeri si sono soltanto sfiorati

Non inganni la foto in cui sembrano entrambi molto (troppo) pensierosi o giù di morale. Il repertorio di immagini condivise ancora deve rimpolparsi e crescerà nello stesso modo in cui aumenterà il minutaggio in campo insieme. Cinquantatré minuti finora, più un’altra manciata di giri d’orologio con i recuperi.

Empoli e Cagliari sono state le uniche squadre che, per il momento, hanno affrontato una Juventus col tandem Vlahovic-Kolo Muani ma i fan del doppio centravanti possono stare tranquilli: Motta e Giuntoli hanno ribadito quanto questa opzione sia una risorsa per i bianconeri e fino a fine stagione ci sarà ancora spazio per questa soluzione. Eccome.

“Dipenderà dalla tipologia di partita ma Dusan e Randal sono due elementi con grandi caratteristiche. E farli giocare insieme è una soluzione che prenderò ancora in considerazione in futuro”, ha spiegato Thiago dopo la trasferta di Cagliari che è arrivata a un mese esatto dall’arrivo a Torino dell’attaccante francese. Un mese in cui Kolo Muani ha stupito e ridefinito qualche gerarchia in tutte quelle partite in cui Motta ha preferito schierare lui titolare e lasciare DV9 in panchina. Quando sono insieme resta Vlahovic al centro e il francese slitta sulla fascia per sfruttare velocità e guizzi ed evitare ingorghi come all’80’ di Cagliari-Juve: Douglas Luiz per McKennie, lo statunitense avanza palla al piede e dalla trequarti vede un varco rasoterra a metà strada tra i due. Dusan arriva per primo sul pallone, non ci pensa proprio a lasciarlo al compagno che quasi rallenta per farlo passare, incrociano, il serbo poi libera il mancino ma è impreciso e soprattutto era in posizione irregolare. Morale: l’intesa va affinata, come per qualsiasi giovane coppia.

Gol, pochi sorrisi, tanta autocritica e una scommessa vinta: Juve, è tornato Vlahovic

Prima partita da titolare nel 2025 per Dusan Vlahovic, che dopo la rete prima fa il gesto dell’orchestra e poi… segna un canestro. E sul dualismo con Kolo Muani: “Sono un professionista.

Viene da chiedersi dove eravamo rimasti perché tra il 2 e il 23 febbraio ne sono successe di cose. La Juve ha vinto tre (ora quattro) partite di fila in campionato la migliore striscia stagionale, ha vinto il derby d’Italia, ha battuto il Psv all’andata, ha perso al ritorno, è uscita dalla Champions League, ha agganciato il quarto posto poi è tornata quinta e adesso è di nuovo nell’ultima carrozza del treno europeo dell’anno prossimo, ha scoperto Renato Veiga, celebrato Kolo Muani e visto finire Vlahovic ai margini come non era mai accaduto. Adesso però, dopo quasi due mesi, in campionato DV9 è tornato titolare e l’ha fatto a modo suo: accompagnato da un gol. Dall’ottava alla nona rete di Dusan in questa Serie A (la 14esima in totale in stagione) è successo di tutto, davvero. Ma è da qui che ora il serbo riparte, come a dire ricomincio da tre… punti.

Meno cinematografica è stata la sua esultanza. Musicale, come quella dopo il gol allo Stadium contro l’Empoli, con la bacchetta in mano all’Unipol Domus a dirigere gli applausi dello spicchio di tifosi bianconeri presenti in Sardegna; ma anche da cestista, di quelli che hanno appena piazzato un tiro da tre punti. Una scommessa con i fisioterapisti l’ha ispirato come se fosse stato sotto canestro. Alla sua prima da titolare nel 2025, Vlahovic ha toccato quota 42 gol e 8 assist complessivi in 95 presenze con la maglia della Juve addosso: è il quinto giocatore con 50 partecipazioni attive a una rete con una singola squadra in Serie A, dopo Lautaro (78 con l’Inter), Leao (61 con il Milan), Lookman (59) e Osimhen (54). E il Cagliari si conferma una delle vittime preferite di DV9 che ai sardi aveva segnato anche all’andata: dalla stagione 2019-20 nessun giocatore ha realizzato più reti di lui contro il Cagliari in Serie A: otto, come Cristiano Ronaldo e Lautaro.

Lucca, il litigio costa caro. Udinese: multa e via in estate

L’attaccante, dopo il rigore della discordia, fa un post in attesa di un chiarimento col club

E adesso? Nel dubbio, l’allenatore Kosta Runjaic ha dato tre giorni di riposo, per cercare di far decantare un caso che ha fatto scalpore. E Lorenzo Lucca ieri, a un certo punto, ha chiesto scusa. A modo suo, citando la canzone di Lucio Corsi arrivata seconda a Sanremo: “Volevo essere un duro, però, da solo non sono nessuno”. Un messaggio criptico, probabilmente per sdrammatizzare. Quel che è certo è che l’altra sera ha fatto arrabbiare tutti: compagni di squadra, allenatore, società, la maggior parte dei tifosi nonostante abbia segnato il rigore della discordia e regalato altri tre punti all’Udinese. Vedere Lucca che tiene in mano il pallone e non sente ragioni per mollarlo, malgrado il rigorista sia Florian Thauvin, è stato imbarazzante, per certi versi inspiegabile a questi livelli.

La società al momento non ha rilasciato dichiarazioni – venerdì a caldo hanno comunque parlato l’allenatore Runjaic e il vice capitano Jaka Bijol e non si sono sottratti all’argomento – e molto probabilmente la questione si risolverà con una maxi multa al giocatore disobbediente. Ma le cicatrici restano e sarà difficile medicarle. Così a fine stagione Lucca quasi certamente andrà via. Poteva farlo già a gennaio, c’era stato l’interesse di parecchi club (fra cui il Milan che poi ha virato su Gimenez), ma non se ne fece nulla. Aspettando tempi migliori. E chi sa se arriveranno offerte della stessa consistenza economica dopo le clamorose istantanee del Via del Mare. In estate Lucca è destinato a cambiare aria: sulle sue tracce, fra gli altri club, c’è anche la Juve. Che lo ha messo in lista assieme a Osimhen e tanti altri: quello di Lucca è un profilo monitorato da tempo dai bianconeri. La valutazione dell’Udinese è su per giù sui 30 milioni di euro per un giocatore che proprio grazie al rigore di Lecce ha già raggiunto la doppia cifra. 

Il tabellone: Inter, Bayer o Bayern se superi il Feyenoord. Super derby di Madrid e Liverpool-Psg

Benfica-Barcellona, Dortmund-Lilla e Psv-Arsenal e Bruges-Aston Villa completano il quadro: si gioca il 4-5 e 11-12 marzo

L’urna di Nyon dice bene all’Inter che pescando il Feyenoord agli ottavi di finale evita l’eventuale scontro con il Real Madrid nei quarti.

Ancelotti e i suoi Fab 4 in compenso daranno vita a un derby di fuoco contro l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Chi passerà troverà la vincente tra Psv (giustiziere della Juve) ed Arsenal, mentre l’Inter se dovesse vendicare il Milan poi avrà una tra Bayern Monaco e Bayer Leverkusen in quello che si prospetta come un altro derby molto interessante.

Dalla parte dei nerazzurri ci sono anche Benfica-Barcellona e Dortmund-Lilla, quindi la squadra di Inzaghi in linea molto teorica ha evitato anche una possibile semifinale contro il Liverpool, abbinato invece al Psg in un’altra sfida che promette scintille. La vincente poi se la vedrà con una tra Aston Villa e Bruges, con i rimpianti che stavolta portano a Bergamo. L’andata degli ottavi si giocherà in casa di chi è passato dai playoff il 4 e 5 marzo, il ritorno a campi invertiti l’11 e 12 marzo. A breve verrà comunicato dall’Uefa anche il calendario esatto, che influenzerà anche anticipi e posticipi del campionato. Quarti in programma l’8-9 aprile e il 15-16 aprile (l’Inter avrebbe di nuovo il ritorno a San Siro). Le semifinali si giocheranno il 29-30 aprile, ritorno il 6-7 maggio. Finalissima a Monaco di Baviera il 31 maggio.

Sorteggio Champions: ecco perché l’Inter spera di trovare il Feyenoord e non il Psv

Domani alle 12 dall’urna di Nyon usciranno gli accoppiamenti degli ottavi. I nerazzurri sono l’unica italiana in corsa e pescheranno uno dei due club olandesi che hanno eliminato Juve e Milan, ma in ottica quarti.

Pericolo olandese per l’Inter, l’ultima italiana rimasta in corsa per la Champions. Addio Juve, Milan e Atalanta e niente derby, un’eventualità possibile se bianconeri o rossoneri fossero andati avanti. Pericolo olandese che non avremmo mai immaginato di sottolineare prima del sorteggio degli ottavi. Il Psv e il Feyenoord club da temere? E se ci fossero stati Real e Bayern? Ma così va questa Champions. 

Il Psv sconfitto dalla Juve nella prima giornata e poi nell’andata dei playoff. Il Feyenoord che aveva ceduto Gimenez al Milan e cambiato allenatore prima della sfida. Per non parlare del Bruges, ultimo delle qualificate, contro l’Atalanta dominante di Barcellona e Arsenal. Ex dominante. Quello dei playoff sembrava un grande sorteggio, è stato un disastro cosmico, tra dettagli non sempre fortunati e scelte sicuramente sbagliate dei tre tecnici. Con il nuovo regolamento del torneo, che prevede gabbie già definite, per l’Inter ci sono Psv e Feyenoord. Chi augurarsi? 

Visti i playoff, si direbbe che quelli di Rotterdam sono inferiori. Sicuramente è stato il Milan a perdere la qualificazione. Il Psv invece è cresciuto di partita in partita: la Juve gli ha dato una grande mano, con il solito atteggiamento di possesso conservativo e passivo. Infatti, quando i bianconeri hanno attaccato, la storia è cambiata, ma tardi. Domani sarà un sorteggio equilibrato, non c’è una veramente preferibile. Per l’Inter la lezione è chiara: lasciare l’iniziativa ai rivali sarebbe pericolosissimo. Inzaghi non dovrà ripetere gli errori di Conceiçao e Motta.

Inzaghi, come gestisci i diffidati? In tre a rischio in vista del Napoli

Con un eventuale giallo Bastoni, Barella e Mkhitaryan salterebbero la sfida scudetto del Maradona a marzo. Contro il Genoa è in bilico anche Thuram: pronto Taremi

Le spie sul cruscotto dell’Inter hanno i volti di Bastoni, Barella e Mkhitaryan. I tre diffidati in vista del match contro il Genoa di sabato sera. Gli basta un giallo per saltare la sfida scudetto contro il Napoli di inizio marzo. Per questo a casa Inter si riflette: uno dei tre, forse anche due, potrebbero riposare per precauzione in vista del Maradona.

Di solito Inzaghi non è uno che fa riposare i giocatori a rischio giallo, ma il Napoli impone riflessioni. Anche perché un filo di preoccupazione c’è: Carlos Augusto ha rimediato una contusione al polpaccio ed è considerato a rischio per il Genoa, quindi è difficile che riposi Bastoni. Lì davanti, invece, potrebbe giocare Taremi per la seconda partita di fila in campionato. Thuram, entrato nell’ultima mezz’ora contro la Juve, non ha ancora smaltito il dolore alla caviglia rimediato da una botta subita al Franchi, nel recupero contro la Fiorentina. Andranno fatte valutazioni. Il reparto più attenzionato è il centrocampo: Barella è sempre stato uno dei migliori anche nei momenti più difficili, mentre il calo di rendimento di Mkhitaryan è evidente. Fin qui l’armeno ha saltato solo quattro partite: due in campionato per problemi muscolari, una in Coppa Italia per turnover e l’ultima a Leverkusenin Champions. Difficile che Inzaghi se ne privi. Più probabile che lo sostituisca: nelle ultime cinque partite è sempre stato richiamato in panchina. Al suo posto, eventualmente, giocherebbe Zielinski, con Frattesi primo candidato a far rifiatare Barella come mezzala destra. L’azzurro vive una situazione particolare. Contro la Juventus non è entrato. Il suo futuro all’Inter sembra scritto: addio a giugno.

Progetto Inter, il borsino della rosa: chi resta, chi parte, quelli in bilico

Nerazzurri da svecchiare: Sommer, Bastoni e i senatori certi di rimanere, con Bisseck si può fare cassa, asta per Frattesi, mentre andranno sicuramente via.

A casa Inter c’è una lista con delle caselle ancora da spuntare. Alcune sono verdi, altre rosse, altre ancora vuote. Saranno riempite nei prossimi mesi. La linea Oaktree ha imposto lo svecchiamento della rosa più “anziana” della Serie A: 29 anni. Contro la Juve Inzaghi ha schierato la formazione più vecchia per età media mai scesa in campo nell’era dei 3 punti. C’è chi saluterà al 100% e chi è ancora in bilico. Altri sono ancora da valutare. 

Partiamo dalle certezze. Sommer, 37 anni il prossimo dicembre, andrà a scadenza di contratto nel 2026 e sarà ancora la guardia svizzera dell’Inter. In estate i piani alti hanno investito su Josep Martinez, preso dal Genoa per 15 milioni bonus compresi, ma fin qui ha giocato una sola partita contro l’Udinese. Il suo destino è da valutare, ma potrebbe essere il portiere del futuro. In difesa, invece, si ripartirà da Bastoni, da cui parte la costruzione dal basso, e da Dimarco. Sicuri di un posto nell’Inter 2025-25 anche Lautaro, Thuram e Barella – a meno di offerte irrinunciabili – e De Vrij, su cui sarà esercitata l’opzione per il rinnovo fino al 2026. Carlos Augusto invece, jolly difensivo, manterrà lo stesso ruolo anche la prossima stagione, così come Pavard e Dumfries, fresco di rinnovo fino al 2028.

Bisseck potrebbe essere usato per fare cassa. Nei mesi precedenti diverse squadre avevano bussato ai cancelli di Appiano con offerte da trenta milioni, ma sono state rispedite al mittente. Vedremo in estate. Occhio anche a Mkhitaryan, 36 anni. Tra i partenti al 100% ci sono Arnautovic e Correa, in scadenza a giugno, Asllani, Acerbi e Frattesi, rimasto in panchina con la Juve tutta la gara. In estate ci sarà un’asta. La Roma ha provato a prenderlo a gennaio, ma l’Inter fissato il prezzo: almeno 40 milioni. L’ultimo appunto è su Zalewski, il cui riscatto si aggira tra i 5 e i 7 milioni.

Il Milan scopre un titolare aggiunto: Jimenez. Ecco qual è il piano per non lasciarlo al Real

Alex migliore in campo contro il Verona… e se si tornasse indietro, entrerebbe in lista Champions. Il Milan può tenerlo oltre il 2026 allungando l’accordo col Madrid e alzando la cifra della recompra: prossimi mesi decisivi

L’idea di far passare inosservato Alex Jimenez, se mai c’è stata, è ufficialmente bocciata: Alex è troppo bravo e troppo visibile, con quei capelli di platino. Il Milan nel sabato sera contro il Verona ha capito che Jimenez è un giocatore da Milan e i suoi dirigenti dovranno giocare una gran partita diplomatica con il Real Madrid per provare a tenerlo a Milano.

Jimenez sabato sera ha giocato per la prima volta da terzino destro: il suo ruolo. È entrato all’intervallo e ha completamente cambiato i battiti del cuore del Milan: altro ritmo, altra intensità rispetto ai compagni. Alex e Rafa Leao, non per caso, sono stati i giocatori decisivi, nell’azione del gol – cucchiaio d’argento di Jimenez per creare il pericolo – e non solo. Sergio Conceiçao così ha una conferma: il suo Milan ha un titolare aggiunto, un dodicesimo di stile. Jimenez è stato titolare nelle due partite di Supercoppa a Riad, poi è diventato un’alternativa ma di sicuro dà una grande mano al Milan. Notevole per un ragazzo di vent’anni, il terzo 2005 per minuti in Serie A dopo Comuzzo e Yildiz. L’impatto si vede in campo e anche a Milanello, dove Jimenez ha dati fisici tra i migliori della squadra.

Il grande tema però, inutile girarci intorno, è il mercato. Il Milan la scorsa estate ha esercitato il diritto di riscatto per acquistare Jimenez dal Real ma il Madrid, come da accordo originale, può riprenderselo nell’estate 2025 per 9 milioni e nell’estate 2026 per 12 milioni. Pronostico facile: se le condizioni resteranno queste, lo farà. Jimenez ha già quel valore e grandi margini di crescita. Il Milan deve trovare una soluzione ma è quasi impensabile convincere il Real a perdere il controllo sul giocatore.